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venerdì 20 luglio 2018

in questo mese meditiamo le Gocce di luce di luglio 2009, luglio 2010, luglio 2011, luglio 2012,
luglio 2013, luglio 2014, luglio 2015, luglio 2016 e luglio 2017

Gocce di luce: Gesù parla ad un'anima

       
       

Settembre 2017

"Ricordate! Iddio non lo si conosce, non lo si ama, e non lo si segue, se non con il cuore;
non è la ragione, né la logica, né la cultura, a farvi conoscere Dio:
potreste conoscere tutta la Bibbia a memoria, avere solcato mille terre e oceani per evangelizzare,
e partecipare a tutte le funzioni, ma se non vi incontrate con il cuore,
se non vi fondete con il Cuore di Dio, non lo conoscete, non lo amate, non lo servite.
Il cuore conquista il Cielo!"

 

 

Ave Maria!

 

1 settembre 2017
"Figli miei, onorate il mio divin Cuore, e avrete in eredità il Cielo! Pregate!
Onoratelo nell'Eucaristia! Fate i 9 venerdì in riparazione, non solo per voi,
ma per ogni altra anima, amico o nemico: un defunto, un figlio..."

"Mia piccola Maria, è cosa buona, e più che santa, che in questo giorno, dedicato al mio Cuore, lo offri per tuo figlio; in questo modo lo leghi per sempre ad Esso e alla mia Salvezza.

Oggi la Chiesa, nel primo venerdì del mese, ricorda il mio Cuore e i nove primi venerdì in riparazione alle offese che riceve, e le promesse date a chi li attua. Il mio Cuore è fatto di Carne, come tutti i cuori umani: è un organo, ma è proprio lì che risiede la centralità dello spirito dove vive; ove voi sentite il dolore, i sentimenti e le emozioni. E ove provate l'amore se non nel cuore? E quando in esso lo spirito più non vibra, non pulsa tutto il suo habitat, l'intera funzione spirituale tende a morire.

Se sapeste quanti cuori, che ancora battono, sono però agonizzanti, o vagano morti nell'intimo loro. Gridano questi spiriti esanimi: a Me gridano per riavere vita; ed è per questo che Io vi indico il mio divin Cuore. Come farlo vivere il vostro cuore se non fondendosi ad Esso, che lo alimenta di Sé, sicché lo spirito si rianima, si espande, e ne porta il suo circolo, irradiandosi nell'intera persona? Ugualmente, come avviene nelle funzioni fisiche, perché sussista: se cessa il battito cardiaco, il corpo muore. Lo stesso accade quando, distaccandosi dall'Energia dell'amore puro di cui è infuso il Cuore mio, il vostro si spegne. Accendetelo alla fiamma della mia Carne, che è l'Eucaristia: è proprio un lembo del mio Cuore.

Siate carne della mia Carne, sangue del mio Sangue, spirito del mio Spirito! E nel mio Cuore che pulsa, voi accenderete la vita. L'uomo va contro sé stesso e contro il suo bene, rifiutandomi e colpendomi; per questo solo alle vergini sagge, di cui parla il Vangelo, si apre la porta del Cielo. Cosa è questa porta se non il mio Cuore? E cosa le fa accendere se non la fiamma che vivono di Esso, per cui ne rincontro il battito, e parte di Me, mentre le altre, che non mi hanno vissuto, non possiedono la mia natura e, nonostante esse bussino poi alla porta, non c'è entrata: non le conosco!

Figli miei, onorate il mio divin Cuore, e avrete in eredità il Cielo! Pregate! Onoratelo nell'Eucaristia! Fate i 9 primi venerdì in riparazione, non solo per voi, ma per ogni altra anima, amico o nemico: un defunto, un figlio, eccetera. Finiti i 9 primi venerdì per una creatura, iniziatene per un'altra. É davvero un tesoro che, sulla mia Parola e la mia Promessa, non vi verrà tolto; e voi così legate le anime per sempre a Me, ed alla sua Salvezza. Ti benedico".

 


2 settembre 2017
"Ricordate! Iddio non lo si conosce, non lo si ama, e non lo si segue, se non con il cuore;
non è la ragione, né la logica, né la cultura, a farvi conoscere Dio:
potreste conoscere tutta la Bibbia a memoria, avere solcato mille terre e oceani per evangelizzare,
e partecipare a tutte le funzioni, ma se non vi incontrate con il cuore,
se non vi fondete con il Cuore di Dio, non lo conoscete, non lo amate, non lo servite.
Il cuore conquista il Cielo!"

"Mia piccola Maria, la Madre Santissima ha sempre il suo sguardo su F. anche se egli si è allontanato, ma Io ti dico che ritornerà. Oggi ricordate, nel primo sabato del mese, il Cuore della Madre per riparare alle offese fatte ad Esso, come ieri si è ricordato il mio Divin Cuore. Questi due Cuori sono fondamentali e vitali, dato che nasce da Essi la Redenzione e la Salvezza degli uomini. Il Cuore della Madre nasce forgiato dal Mio che già viveva, nella sua Vibrazione d'amore, partecipato nelle Tre Santissime Persone, e il Mio prende forma nel suo Grembo materno. Cuori distinti in Due Persone diverse, ma simili e complementari, poiché pensano, amano e agiscono allo stesso modo.

Il Padre Celeste vi si compiace e vi si glorifica, e lo Spirito Santo vi alberga: composti e irrorati dell'Amore divino e di santità. L'Eterno va sempre alla ricerca, nelle sue creature, del battito di questi Cuori, e lo Spirito ne è alla perenne ricerca per dimorarvi; e ove ne trova, ne viene attratto, e vi si tuffa con tutti i suoi doni. Il Padre se ne rallegra, ed offre piogge di benedizioni alla terra.

Ma come poter avere tali Cuori, se quello umano è così fallace, variabile, e tende a decadere? Il Cielo vi è venuto in soccorso, richiamandovi al modello dei Sacratissimi Cuori. Onorateli, pregateli, con preci, invocazioni, Sante Messe e Comunioni!

Fate i primi nove venerdì del mese, e diffondeteli, e i cinque primi sabati del mese in onore a Maria. Iddio vi ha donato, per mezzo di Essi, un mezzo, un viatico sì semplice per raggiungere il Regno. Maria è discesa per soccorrervi e darvi il suo Cuore, che è tutto forato per i colpi del peccato umano, sì da travasare lacrime di sangue, e chiede riparazione ed offerta per la salvezza del mondo. Beati quelli che offrono tale balsamo, per chi avrà cura di onorare e riparare al suo Cuore Immacolato: Ella prenderà il vostro e lo immergerà nel Suo nutrendolo della sua Sostanza, come fa la mamma al suo bambino nel grembo materno: Sostanza benedetta, amalgamata di Spirito Santo, che vi forgia a trasformarvi dalla vostra materia decaduta per innalzarla a Dio, plasmandola a Sé.

Vi fa divenire una particella del Suo e, conquistato il suo Cuore, voi avrete la vittoria. Cosa è la vittoria del Cuore di Maria, ancor prima di quello dell'umanità, se non precedentemente quello vostro personale?

Ricordate! Iddio non lo si conosce, non lo si ama, e non lo si segue, se non con il cuore; non è la ragione, né la logica, né la cultura, a farvi conoscere Dio: potreste conoscere tutta la Bibbia a memoria, avere solcato mille terre e oceani per evangelizzare, e partecipare a tutte le funzioni, ma se non vi incontrate con il cuore, se non vi fondete con il Cuore di Dio, non lo conoscete, non lo amate, non lo servite. Il cuore conquista il Cielo!

E la Madonna vi offre il Suo. Consacrandovi a Lei! Ella vi dona una parte di Sé: lo innesta, dato che solo per mezzo suo vi viene tolta quell'ombra che non permette che recepiate cosa sia l'Amore di Dio: ve lo fa assaporare, ve ne dà coscienza, ve lo fa recepire nell'anima vostra, e vi introduce nell' interiorità delle viscere del Cuore mio. E possederlo, è entrare in Paradiso. Ti benedico".

 


3 settembre 2017
"Le Sacre Scritture parlano di Me: annunciano il Servo di Javé,
il Servo sofferente, l'Agnello Immolato.
Iddio non viene per porsi sul trono del potere, ma su un trono di croce:
non si innalza per dominare, ma per servire, nella sua profonda umiltà,
e che si annulla nella morte di ogni uomo, per trasfondere la sua Vita.

"Mia piccola Maria, è vittoria, piena vittoria per G.! Tu avrai tutto il tempo di gustare un figlio nuovo. Oggi nel Vangelo io preannuncio la mia Santissima Passione e Morte, e ciò arreca scandalo tra i miei Apostoli: ‘Ma può il Figlio di Dio, l'Eterno, conoscere il patimento come ogni misero uomo, e persino la morte…?'. Pietro mi si pose innanzi gridando: "Non sia mai, Signore! Dio non voglia che ciò ti accada!". Io lo rimprovero aspramente: "Vai dietro me Satana, poiché tu ragioni come gli uomini e non secondo Dio!". É la tentazione che viene posta ad un Dio che dovrebbe imporsi con la potenza, con la grandezza e il dominio! Ma i piani dell'Altissimo sono per la Redenzione, che è salvezza per tutti gli uomini. Le Sacre Scritture parlano di Me: annunciano il Servo di Javé, il Servo sofferente, l'Agnello Immolato. Iddio non viene per porsi sul trono del potere, ma su un trono di croce: non si innalza per dominare, ma per servire, nella sua profonda umiltà, e che si annulla nella morte di ogni uomo, per trasfondere la sua Vita.

Anche a voi è richiesto il vostro personale tassello: che viviate la vostra di croce, per essere redentivi, e vivere la vostra Redenzione. Non rifiutatela! Essa è la chiave che vi apre al Regno dei Cieli: è la tunica regale che vi fa accedere, e il forziere che vi ricopre dei beni che ve ne rendono degni. Siete venuti al mondo per pagare il tributo del vostro peccato con la vostra croce, e qual è la moneta se non la vostra sofferenza? Cosa potete voi offrire per il riscatto? Tutto è dato da Dio: la vita, il corpo, il tempo, cioè quel che possedete, eccetera; solo il dolore è vostro: vi costa, ed è prezioso. Con esso voi lavate il vostro peccato, e quello di molti.

Dovete rinnegare voi stessi per accoglierlo e viverlo; dovete farvi violenza, e non accogliere il vostro istinto e il vostro desiderio a cui è incline la natura umana, poiché essa si chiude a se stessa, e vi fa perire; mentre la croce non è sterile, non è chiusa; si apre al bene del mondo, è feconda, e si fa diffusiva con la sua salvezza: chi l'accoglie salva la propria vita!

Iddio ne ha fatto mezzo di purificazione, di redenzione e d'amore: innestandola nella sua, ne ha fatto un dono, un dono d'amore gratuito e potente. Come potrete rinnegarvi e accettarla, e persino amarla? Guardate a Me, al Crocifisso, io sono il segno, il modello; e voi non siete chiamati a vivere lo stillicidio delle mie tribolazioni e patimenti, ma ad accettare la vostra che vi appartiene.

Chiedete a Me! Io ve ne darò forza, luce, sapienza, amore: ve ne darò anche il gusto, pur nel pianto, della sua letizia. Ti benedico".

 


4 settembre 2017
"Lo Spirito dell'Eterno è sopra di Me, ed anche sopra di voi, figli miei?
Dato che se così fosse, ne sareste testimoni nelle sue opere:
evangelizzando, sanando malati, consolando gli affitti, e portando il frutto del suo Amore.
Lo Spirito va ovunque: si dirama, e cerca coloro che Lo invocano e Lo desiderano:
va in ogni luogo sperduto e sconosciuto, nelle creature più anonime,
nei posti più impervi e dimenticati.
Ciò che Egli vuole è un cuore che Lo accolga e Lo racchiuda in Sé,
come in una casa, ove Lo si adora e Lo si serve".

"Mia piccola Maria, ti confermo che e già vittoria! Non perderti d'animo: la grazia l'hai già ricevuta. Ora egli deve fare il percorso della sua liberazione, che avviene tramite gli avvenimenti, gli incontri, e le persone, che Io dispongo al suo cammino. Non attenderti la risoluzione dagli uomini! Essa nasce e viene attuata da Me.

"Lo Spirito è sopra di Me!". lo dico, aprendo il rotolo delle Sacre Scritture nella sinagoga di Nazaret: sono venuto per liberare gli oppressi, dare libertà ai prigionieri, vista ai ciechi, eccetera. Ma le persone di Nazareth si scandalizzarono di Me, cercando perfino di uccidermi: ‘Ma come può nascere lo straordinario da povera gente di questo sconosciuto paese?'. Gli uomini pensano, sempre errando, che lo straordinario non possa essere nella consuetudine della vita semplice. Invece lo Spirito è sopra di Me: sono l'Unto di Dio, suo Figlio; e non solo lo Spirito è dentro, fuso a Me: ne irradio e travaso della sua Energia santificante e creativa di Dio, e ne do' testimonianza nelle opere che Gli appartengono.

Lo Spirito dell'Eterno è sopra di Me, ed anche sopra di voi, figli miei? Dato che se così fosse, ne sareste testimoni nelle sue opere: evangelizzando, sanando malati, consolando gli affitti, eccetera, e portando il frutto del suo Amore. Lo Spirito va ovunque: si dirama, e cerca coloro che Lo invocano e Lo desiderano: va in ogni luogo sperduto e sconosciuto, nelle creature più anonime, nei posti più impervi e dimenticati. Ciò che Egli vuole è un cuore che Lo accolga e Lo racchiuda in Sé, come in una casa, ove Lo si adora e Lo si serve. E lo Spirito che vi dimora vi possiede, chiama, chiama gli altri spiriti; e le anime vanno presso chi Lo possiede per ricevere le grazie di Amore che sono carità e santificazione; grazie che ricreano e, rigenerando, fanno nuove tutte le cose: ne porterete la sua Immagine impressa, e ne attuerete la Sostanza. Ti benedico".

 


6 settembre 2017
"La mia Energia creativa e perennemente vitale, opera sempre, ma attende il richiamo, il desiderio della creatura. Ove sono le masse, le moltitudini che pregano, che supplicano per la guarigione in mio Nome? Dato che, se così fosse, piogge di grazie pioverebbero, dando liberazione e sanità ad ogni malattia. Dov'è la sequela al mio Insegnamento per porsi in conversione?"

"Mia piccola Maria, ad ogni invocazione e preghiera veritiera e intensa c'è la risposta di Dio. Il demonio ha cercato di porti i suoi ostacoli, ma Io pongo le mie vie di uscita e la sua cura. Io sono il Medico per eccellenza, sono la cura e il farmaco: niente mi è anteposto alla guarigione, ed ho potere di darla nel corpo e nello spirito. Colui che ha creato le membra, i suoi organi con le sue funzioni, ha potere su di essi e li ricrea, riportandoli alla loro primitiva sanità. Ho potere su ogni virus e batterio, su ogni demonio, che sono sottoposti alla mia ubbidienza.

Mi portano nella casa di Pietro, ove pongo le mani sul capo della suocera, liberandola dalla forte febbre, e vi portano in essa innumerevoli malati e, da molti, escono spiriti maligni: tutti ne vengono sanati. La mia Energia creativa e perennemente vitale, opera sempre, ma attende il richiamo, il desiderio della creatura. Ove sono le masse, le moltitudini che pregano, che supplicano per la guarigione in mio Nome? Dato che, se così fosse, piogge di grazie pioverebbero, dando liberazione e sanità ad ogni malattia. Dov'è la sequela al mio Insegnamento per porsi in conversione? E come si può chiedere grazia, se non ci si pone in stato di grazia? Non sapete che la malattia è sempre retaggio del peccato proprio o altrui? E spesso anime innocenti pagano l'espiazione per le colpe commesse da altri, simili a Me, simili a Gesù Cristo, per liberare il mondo dalla sua cancrena.

Il demonio ha potere di fomentare malattie nel corpo, e corrodere, come un tarlo, la mente. L'iniquo viene a possedere le creature: a vessarle, a tormentarle, a prenderne dimora, devastando gli organi fisici e lo spirito stesso. E dov' è l'opera di liberazione, che nella Chiesa potrebbe molto? Dove sono i sacerdoti che si pongono al servizio di tale ministero: che amministrano l'olio degli infermi ai fedeli, e a tutti essi? Dovrebbero esserci file di malati nella Chiesa e, come una cura, quanti figli verrebbero sanati! Ad ogni Confessione dovrebbe esser dato: l'umanità dovrebbe accorrere alla Confessione, che lava l'onta della colpa, e libera l'uomo dalla prigionia del nemico, rendendolo libero, e spesso lo mette sulla via di ritrovata salute, anche fisica.

E quando il percorso è giunto al termine della sua prova, e si apre il ritorno alla Patria, quanti sono i fedeli, parenti e cari, amici, che si pongono in preghiera per i morenti, li soccorrono con i Sacramenti e con le Sante Messe per accompagnare l'anima alla piena nascita, al Cielo, ormai tutta risanata in sé? Figli miei, perseverate nell'orare, accanto ai Sacramenti, in grazia di Dio, con la confessione! Fate celebrare Sante Messe! Non perdetevi d'animo! Spesso, se c'è attesa nell'essere esauditi, è perché la vostra cura è anche per molti fratelli per cui nessuno prega. Ma viene, viene poi il giorno improvviso in cui il Medico giunge, e bussa alla porta per portare guarigione a voi, e a tutti i suoi malati. Ti benedico".

 


8 settembre 2017
"Andate dalla Madre, pur informi, sgraziati! Ponetevi nel Grembo della Vita:
il Suo, che vi prende in Sé e vi rimodella per far sì che rinasciate alla Grazia di Dio!"

"Mia piccola Maria, celebrate la Natività di Maria. Nascita grande poiché è dalla sua Nascita che sorge la mia: che viene la nascita di Cristo. Lei è l'Aurora che precede Me: il pieno giorno! È il Grembo che racchiude Dio e può, in Lui, contenere l'umanità perché sia nascita alla sua Grazia. La Madre nasce per essere ponte tra due realtà: divina e umana. É uno spartiacque che, per mezzo della sua Nascita, unisce Dio e l'uomo, per far sì che l'uomo nasca a Dio. Maria è l'emblema, il modello perfetto di creatura umana nel quale il Creatore vuole vedere riflesso in tutti i suoi figli. L'ha pensata, creata, modellata nel suo pensiero così come L'ha desiderata e voluta a sua Immagine, nella quale tutto se ne irradiasse, pregustando, dagli albori della creazione, di darne forma umana e vederla venire alla luce, perché portasse la sua luce nel mondo.

La Madonna nasce non per opera dello Spirito Santo: il suo concepimento viene da un atto umano di pura donazione, che non ha in sé concupiscenza o possesso: Lei viene e sorge alla terra direttamente dalle mani del Creatore, e ne porta la purezza per ammantarne l'umanità. I suoi genitori tanto hanno pregato per avere la creatura e, quando le speranze sembravano svanite per la tarda età, Sant' Anna ricevette, in visione dell'Angelo, così come accadrà poi a sua Figlia, l'annuncio della Nascita della meraviglia di tale dono e della missione datagli dal Cielo. Ella accolse, pur timorosa per la responsabilità di sì grande venuta, ma l'accolse con il suo sposo come un dono d'amore.

Ogni giorno della sua gestazione Anna stava ritirata in casa: si appartava per custodire, curare e proteggere l'evento; si raccoglieva in totale preghiera e venerazione. Ella sentiva il digrignare, lo stridore, dei denti dei lupi che s'appressavano e s'affannavano rabbiosi intorno alla casa: cosa non avrebbero fatto per distruggere questa gestazione di cui sentivano, e ne avvertivano la grandezza di salvezza! Il Padre Santissimo la rincuorava, mostrandole le miriadi di Angeli che le stavano intorno, a sua protezione e della Santissima Bambina.

Nel corso del progredire e la crescita del grembo le offriva il premio, il regalo, di poter vedere, come in un video, simile a un cristallo trasparente, la formazione della Santissima Figliola. Maria nacque all'alba di un nuovo giorno che si stava aprendo, con un parto che non portò con sé travaglio e dolore, ma partecipato con canti, inni e invocazioni all'Altissimo, poiché tale Anima, privilegiata e benedetta, esente dal peccato, non necessitava di nascere e venire nel dolore del riscatto, come accadrà poi nel suo ultimo respiro, innalzandosi senza il fremito della morte. Sì allietarono i genitori, mirandola e contemplandola per la sua bellezza: in così piccolo Essere era racchiuso il bene di tutta l'umanità che, con la sua venuta e il suo consenso, permetterà l'accesso al Salvatore. La toccavano quasi timorosi di sfiorarla, e l' amavano, curandola con venerazione, comprendendo che, ancor prima di essi, a cui era stata data la grazia della gestazione e della genitorialità, Ella era di Dio! E a Lui ogni giorno La offrivano, preparandoLa all'intero abbraccio della sua piena offerta al tempio.

Andate dalla Madre, pur informi, sgraziati! Ponetevi nel Grembo della Vita: il Suo, che vi prende in Sé e vi rimodella per far sì che rinasciate alla Grazia di Dio. Ti benedico".

 


9 settembre 2017
"Persino lo sguardo, o l'alito del respiro, Mi trasmette se Mi si vive!
Chi mi ama mi diffonde, dato che l'amore non può essere trattenuto a sé.
Se si è nel mio ardore. Il calore non può che espandersi e riscaldare.
Se si sta nella mia Luce, essa si dilata e illumina, pur se foste nelle tenebre.
Chi se porta in sé la mia pace, la trasmette. Ognuno porta, e dà ciò che è"

"Mia piccola Maria, questo tuo figlio sarà ‘vittoria', e ti dico che sarà tra i figli quello che più ti sarà accanto e ti amerà. Il Vangelo di oggi di interpella: andate ed evangelizzate! Tutti siete chiamati ad evangelizzare, a portare il mio Amore su tutta la terra: non solo i missionari, i consacrati, o i catechisti, ma ogni creatura che possiede questo Amore divino; e lo può nella sua testimonianza di vita: non basta la parola, ma nelle scelte effettive, nell'educazione, nell'operato. Persino lo sguardo, o l'alito del respiro, Mi trasmette se Mi si vive! Chi mi ama mi diffonde, dato che l'amore non può essere trattenuto a sé. Se si è nel mio ardore. Il calore non può che espandersi e riscaldare. Se si sta nella mia Luce, essa si dilata e illumina, pur se foste nelle tenebre. Chi se porta in sé la mia pace, la trasmette. Ognuno porta, e dà ciò che è.

Quindi se l'anima è nel gelo, nell'oscurità, nella guerra, cosa si potrà dare se non la povera miseria di sé stesso? Come ricolmarsi di questo Amore se non andando alla sua dispensa, se non abbeverandosi alla sua fonte? "Chiedete e, come dice il Vangelo, vi sarà dato!". Se un figlio chiama suo padre, pure se pare distante da lui, lungo la strada che percorre, cosa può fare il padre se non accorrere e accostarsi per chiedere al figliolo: "di cosa hai bisogno?", "cosa desideri?". E volete che, se chiedete l'Amore di Dio, non vi verrà donato? Pregate, continuate a chiedere nella preghiera, e il cesto della vostra anima ne verrà colmato a sazietà! Pur se vivete una vita nascosta, anonima, pur non uscendo dalle proprie mura per molteplici impedimenti, Io vi dico che, se avete amato, pregato, operato, in mio nome, la vostra testimonianza è incenso che si espande e si diffonde fino a giungere ad evangelizzare fino agli estremi confini della terra. Ti benedico".

 


10 settembre 2017
"Fate gruppi di preghiera in ogni casa, Cenacoli: punti luce, perché, come dice il Vangelo:
"Ove due o tre persone sono unite nel mio nome, Io sono presente!",
e fiumi di grazie e benedizioni vi saranno date.
La preghiera comunitaria è importante, è ulteriore forza alla sua intercessione"

"Mia piccola Maria, tu sei preoccupata per le indigenze, ma Io ti verrò sempre incontro e non ti farò mancare la provvidenza alle tue necessità. G. giungerà dinanzi all'evidenza della sua situazione. Tutto è nelle mie mani, rasserena il tuo spirito! Oggi la Santa Parola vi aiuta a vivere la fraternità, a non vedere l'altro come un rivale da combattere, o un estraneo che non esiste, e a cui dare solo indifferenza. Fate vivere l'amore fraterno per divenire ed essere un' unica carne, un' unica figliolanza. Se così fosse, se fosse vissuto tale amore, si adempirebbero tutti i divini Comandi inerenti alla fraternità delle creature, si formerebbe una muraglia forte e impenetrabile contro cui le forze degli inferi non riuscirebbero a scardinare, né ad attaccare l'uomo. L'infido crea divisione e lotte, e le creature non hanno sapienza di comprendere, come voi dite, che: "l'unione fa la forza!".

E poi ove sarebbero le ingiustizie nel mondo? Siete chiamati ad essere fratelli non solo nelle tempo della gioia e del banchetto, ma soprattutto quando vi visita il dolore, cioè nel bisogno; mentre invece è proprio quello il tempo in cui dipartono lontani gli amici, e la solitudine affligge i malati, gli anziani, i poveri. Vivete la fraternità, preoccupandovi delle vicende dell'altro e dell'altrui salvezza! Se il prossimo vostro decade nell'errore, e fa soffrire, abbiate la carità e il coraggio di richiamarlo a non temere di perdere la stima, l'amicizia, o subire rimproveri e rifiuti. Seppur non vi accolga, lo avrete fatto, e il fratello non avrà giustificazioni presso di Me, e a voi sarà accreditato a giustizia e merito. Pregate, pregate sempre prima, per chiedere al Padre Santissimo la parola, il modo, la verità che dia luce!

Fate gruppi di preghiera in ogni casa, Cenacoli: punti luce, perché, come dice il Vangelo: "Ove due o tre persone sono unite nel mio nome, Io sono presente!", e fiumi di grazie e benedizioni vi saranno date. La preghiera comunitaria è importante, è ulteriore forza alla sua intercessione: il rintocco del bussare alla porta, quando viene effettuato da molti, fa più rumore, non può non essere ascoltato, e il padrone non uscire di casa per aprire. Cercate prima di tutto l'unità con Dio e nella preghiera, che vi unisce a Lui. Egli vi darà la grazia di saper vivere santamente questa fraternità. Ti benedico".

 


12 settembre 2017
"Voi, colloquiando con Me, Mi toccate, ricevendomi Mi toccate, adorando Mi toccate,
sicché le vostre mani si fanno mio tocco nel quale Io opero le mie guarigioni a secondo della vostra fede,
e vi trasfondo la mia vitale Energia. E cos'è quest' Energia se non l' Amore di Dio?
È il mio Amore in voi che risana!"

"Mia piccola Maria, il colloquio con il parroco andrà bene. Nel Vangelo stasera vado per le strade d'Israele e risano le folle, che mi cercano con desiderio. Le risano da malattie e da spiriti maligni: possedevano una povera fede, ma di cuore e sincera nella ricerca di Me. Cercavano in ogni modo di toccarmi, dato che da Me usciva una Forza prodigiosa, un'Energia risanante. Erano folle di cui si poteva anche giustificare la loro povertà di fede poiché ancora non formati, non preparati alla mia piena conoscenza. Oggi, come allora, Io posso risanare da ogni male ma, seppur i fedeli sono invece stati educati, catechizzati alla mia conoscenza, molti cercano ancora sì grazie e miracoli, ma solo in effetti eclatanti, in prodigi esteriori, mentre Io cerco l'interiorità: la mia ricerca è nel loro cuore.

L'uomo vive tuttora, come dice la prima lettura, la sua circoncisione della carne nella sua appartenenza a Dio; ma Io cerco una circoncisione nel cuore ove sia inciso, stampato a fuoco, il mio Nome e la mia Croce, che viene poi alimentato, e sia crescita nell'intensa preghiera, nei Sacramenti, nella carità. Voi, colloquiando con Me, Mi toccate, ricevendomi Mi toccate, adorando Mi toccate, sicché le vostre mani si fanno mio tocco nel quale Io opero le mie guarigioni a secondo della vostra fede, e vi trasfondo la mia vitale Energia. E cos'è quest' Energia se non l' Amore di Dio? È il mio Amore in voi che risana! Ti benedico".

 


13 settembre 2017
"Ah, se poteste contemplare il gaudio dei Beati che, estasiati, non rimembrano più degli antichi dolori!
Essi vivono nel trionfo. Se poteste invece vedere e ascoltare lo strazio dell'oscurità che urla senza speranza!
Ove sono i loro godimenti passati: a che è valso…?"

"Mia piccola Maria, lo so: è dura, fa male! Ma ogni prova ha il suo termine. Oggi il Vangelo vi presenta le mie Beatitudini: "Beati quelli che piangono, quelli che hanno fame, che sono poveri, che sono perseguitati e oppressi", eccetera. Il mondo ha inversamente le sue di beatitudini che sollazzano nei piaceri terreni, che sfociano per lo più nel peccato a discapito spesso dei fratelli, o nel riso vuoto e fatuo che non porta senso alla propria esistenza. Come possono queste due realtà contrapposte convivere? Quale quella giusta e quella errata? E come poter aver beatitudine nella sofferenza e gioire nel dolore?

Figli, che patite su questa terra e, sottoposti chissà a quali ingiustizie, voi siete beati nella vostra appartenenza a Me, Cristo Crocifisso; simili al vostro Salvatore, voi vi fate Redentivi: pagate il riscatto per il Regno dei cieli a gloria del Divin Padre. Le vostre lacrime si faranno perle rilucenti, il vostro sangue manti regali, il sorriso pieno e perfetto di una gioia che colma ad ogni sazietà. Cosa sarà per quelli che hanno vissuto, sollazzandosi degli istinti e del godimento terreno, che il padre loro, il nemico, ha dato per legarli a sé? Hanno vissuto vanamente, e i loro piaceri vissuti saranno la melma che li inghiottirà in eterno, l'infelicità di una fame e sete che non troverà nessun appagamento: continuamente sbranati dai denti dei loro aguzzini, che richiedono il conto del loro pagamento.

Figli, non barattate una manciata di anni per l'eternità! Il demonio vi illude d'essere eterni, Iddio vi svela la transitorietà del tempo sulle vostre età, su un suolo in cui tutto è fugace e fallace. Lo so! Fa male, e si piange. Anch'io ho pianto e gridato al Padre mio: mi stringevo a Lui nel mio dolore, trasformandolo in dono d'amore per voi. Anche voi piangete e gridate al Padre vostro, abbracciandovi a Lui; anch' Egli vi darà corrispondenza in un rapporto che Egli racchiude nel suo Cuore, dandovene in grazie di santificazione per voi e per il mondo intero.

Ah, se poteste contemplare il gaudio dei Beati che, estasiati, non rimembrano più degli antichi dolori! Essi vivono nel trionfo. Se poteste invece vedere e ascoltare lo strazio dell'oscurità che urla senza speranza…! Ove sono i loro godimenti passati: a che è valso…? Ti benedico".

 


15 settembre 2017
"Forse che ora la Madre non soffre più? Questa spada le è stata tolta in Cielo, ma il suo Cuore è ancora trepido,
ansioso, e le sue lacrime scorrono per i figli della terra, che vede andare perduti.
Ella li ama più delle loro madri terrene;
e se per una mamma umana è un tormento perdere un figlio che muore,
quanto più la Madre Santissima che, a fiumi, ne vede perdere in eterno.
Voi meditate della Madonna spesso solo per i suoi favori celesti, per i suoi doni mistici;
ma a Lei non è stato risparmiato nessun patimento"

"Mia piccola Maria, i giorni si fanno lunghi quando sono accompagnati dal dolore. Io ti dico che la grazia è già data poiché Iddio guarda nel presente dell'eternità, ma giunge a te nell'evolversi dei suoi eventi. Contempla la Madonna del dolore che, pur patendo, nei suoi giorni, mai si è sfiduciata.

Oggi celebrate la Madonna Addolorata. Simeone le disse: "Una spada di trafiggerà il cuore!". Una trafittura, vissuta non solo nel tempo del mio patire, ma della sua intera vita. La Madre Santissima ha vissuto una sua spaccatura interiore, una lacerazione che la divideva nel dolore: tra l'amore che l'innalzava all'Altissimo e la sofferenza per l'offesa arrecatagli dagli uomini, e poi l'amore nella sua tenerezza materna a difesa dei peccatori bisognosi di salvezza. La sua anima, sì trasparente e pura, ma anche infuocata nella sua adorazione, si lacerava nella interiorità, che si incrementava e maggiorava in una finezza di sensibilità da filtrare e patire per ogni minima scoria di peccato. Ella, allora e sempre geme, amando, lacerata tra lo Spirito Santo e la grossolanità della materia umana che, nel peccato, infanga la creazione.

Forse che ora la Madre non soffre più? Questa spada le è stata tolta in Cielo, ma il suo Cuore è ancora trepido, ansioso, e le sue lacrime scorrono per i figli della terra, che vede andare perduti. Ella li ama più delle loro madri terrene; e se per una mamma umana è un tormento perdere un figlio che muore, quanto più la Madre Santissima che, a fiumi, ne vede perdere in eterno. Voi meditate della Madonna spesso solo per i suoi favori celesti, per i suoi doni mistici; ma a Lei non è stato risparmiato nessun patimento: ha vissuto, come donna, la sofferenza della sua vita mistica e gli eventi del suo peregrinare terreno, a cui nulla le è stato precluso a suo privilegio.

Il dolore l'ha trafitta fin dalla più tenera età nel distacco precoce dai suoi genitori, all'incomprensione delle compagne nel tempio, nella discriminazione dei paesani, che non capivano la diversità di questa fanciulla: ad una maternità crocifissa dalla sua genesi in una gestazione che lasciava perplessi anche i Santi, come Giuseppe. Maria viveva a mia difesa, nascondendomi come il bene più prezioso da proteggere: l' Offerta che è la Gemma che va preservata incontaminata nella sua sacralità, che è la primizia massima in dono all'Altissimo Signore e all'umanità. Il suo peregrinare nella povertà e nei disagi nella lotta del quotidiano in terre dominate dall'idolatria, la cui oscurità e l'odore nauseabondo le erano presenti, la cui pesantezza era affanno ad ogni suo respiro. La battaglia con i demoni che l'hanno sempre avversata e il suo nascondimento ad essi, l'accompagnare Me, il Figlio, in tale battaglia per porsi accanto, a mio sostegno, pur nelle lontananze dei territori, ma vicini nello spirito.

L'acume, il culmine del suo patimento che, con grida e lacrime nel suo segreto eleva al Cielo per Me, si attua sotto la Croce, quando la Carne della sua Carne, dinanzi ai suoi occhi, ne è smembrata senza pietà, ed Ella non vi può portare minimo soccorso o sollievo nella sua sollecitudine materna così istintiva e naturale, per non togliere un velo d'ombra alla mia tribolazione, poiché ogni suo travaglio è tesoro di salvezza, tolto ai figli dell'umanità.

Maria muore sotto la Croce misticamente. Ella non ha più moto di senso nell'anima: tutto si ferma, ma continua a vivere di una vita in ubbidienza al divin Volere. Ti benedico".

 


17 settembre 2017
"Quando si afferma: "Non gli perdonerò mai!", è perché non si vive più il cristianesimo,
non c'è nell'animo né pietà, né misericordia:
non vive l'amore di Dio per riconoscere nel prossimo il proprio fratello.
"E quando, mi direte, l'onta ricevuta è gravissima?". Date a Me, chiedete a Me la grazia al suo perdono!"

"Mia piccola Maria, oggi la Santa Parola e il Vangelo vi richiamano ad avere un cuore svuotato dal risentimento, dal rancore, se non addirittura dall'odio: essere privi di questi cattivi sentimenti, che non permettono di amare. Il cristiano è chiamato al perdono!

Nella parabola di stasera un re condona ad un suo suddito un grosso debito, mosso a compassione, ma il suddito, incontratosi a sua volta con un suo debitore, seppur di una somma minima, non condona e, accusandolo, lo fa precipitare nelle prigioni. Questo accade perché quando il torto subito è il vostro, la fiamma di dolore per l'offesa fattovi brucia, mentre quando siete voi a ferire nell'ingiustizia non ve ne date conto della sofferenza arrecata all'altro. Quando si afferma: "Non gli perdonerò mai!", è perché non si vive più il cristianesimo, non c'è nell'animo né pietà, né misericordia: non vive l'amore di Dio per riconoscere nel prossimo il proprio fratello. "E quando, mi direte, l'onta ricevuta è gravissima?". Date a Me, chiedete a Me la grazia al suo perdono, ponetevi in un percorso di guarigione che, con preghiere e Comunioni, posti sotto la mia Croce, chiedete per i meriti del mio perdono dato ai miei crocifissori mentre mi scarnificavano e mi uccidevano ingiustamente, o della mia Santissima Madre, che partecipava, dilaniata, alla mia Santissima Passione, perdonando, pur vedendo distruggere il Figlio.

Invocate per tali meriti, e vi verrà data in dono questa grazia!

Sappiate che una moltitudine di malattie insorgono: fisiche, mentali e persino possessioni o disturbi dello spirito, per mancati perdoni, per la presenza di un risentimento mai risanato, per la vendetta che vige nel cuore, dato che essi si fanno intralcio, si fanno massi che ostruiscono lo scorrere della linfa della Grazia divina, che è salute. Quando l'anima riesce a perdonare ne consegue spesso anche la guarigione; il perdono raggiunge l'altro, pur da lontano, e lo aiuta nella sua conversione; ed anche, se ne riceve in cambio un rifiuto che fa da muro al cambiamento, esso ridiscende su di voi con la sua pace, nella sua santità, nel suo proseguo della vita.

Cosa potreste fare, figli miei, se al male anteponete altro male? Al male ricambiate con il bene, che ne da vittoria e liberazione! Alla maledizione date benedizione, che ridiscende a prosperità sulla vostra famiglia! Al torto subìto, il perdono che vi fa vivere la mia vita! Ti benedico".

 


19 settembre 2017
"C'è però il grido più grande, il pianto più doloroso: viene dalla Madre Santissima che,
pur nella beatitudine del Cielo, piange dinanzi al trono dell'Altissimo per la perdita di quanti,
quanti suoi figli giovani, già morti alla vita terrena, nel precipitare agli inferi!
Ah, se non ci fosse stato il pianto di Maria, cosa sarebbe stato ormai di questo mondo?"

"Mia piccola Maria, su tutti i malati che mi porti Io mi protendo, portando ciò che occorre a ciascuno di loro in questo loro tempo di vita, anche per chi è chiamato ormai a tornare alla Casa celeste. Per G. è una corda che si va sfilacciando, figlia: lascia parlare gli eventi. Il Cenacolo andrà molto bene: Io sarò con te!

Oggi, nel Vangelo, Io entro nella città di Naim e incontro un corteo funebre e il grido accorato di una madre che piange sul suo unico figlio morto giovinetto. Il suo pianto mi lascia sgomento e commosso: in lei vedo anticipatamente lo strazio e il pianto che colpirà la mia diletta Madre, ed accorro alla donna dicendogli: "Non piangere!", e tocco il giovinetto, ridandogli risurrezione alla vita. Oggi quanto è grande lo strazio accorato e le lacrime delle madri nel mondo, che giunge con il loro dolore sino al Cielo, per i loro figli che muoiono improvvisamente sul ciglio delle strade, uccisi da ogni forma di droga e corruzione, che si fanno sordi ad ogni loro supplica al bene, dandosi alla perdizione; figli di questa generazione perversa: persi, vuoti, e irresponsabili, che non hanno obiettivi e non hanno senso al futuro, gettandosi ad ogni compensazione nel peccato.

Sono figli che si perdono, e ciò accade perché:

- 1 – É stato ordito un piano diabolico, proprio dal nemico, per distruggere questa generazione di giovani, in modo che non ci sia una successiva società stabile e ben formata, ma priva di ogni vita e di capacità di progettare e creare al bene. Il nemico forma i suoi adepti per tali disegni, e paga bene con i suoi denari nel vizio e nel potere, offrendo anche posti ad alti livelli nei governi, che progettano a tavolino la loro distruzione con ogni dipendenza: alcol, droghe, prostituzione, mancanza di lavoro e prospettive, dando disperazione in ogni vuoto e senso all'esistenza e al loro futuro.

- 2 – C'è stata la responsabilità della famiglia che ha tolto ad essi la fede, l' educazione ad essa; la massa lì ha privati della conoscenza della partecipazione di Dio. Non hanno pregato, né dato testimonianza, né infuso amore divino, con tutte le conseguenze che ne sono state riportate; senza questa difesa, il nemico è penetrato ed ha posseduto.

C'è però il grido più grande, il pianto più doloroso: viene dalla Madre Santissima che, pur nella beatitudine del Cielo, piange dinanzi al trono dell'Altissimo per la perdita di quanti, quanti suoi figli giovani, già morti alla vita terrena, nel precipitare agli inferi! Ah, se non ci fosse stato il pianto di Maria, cosa sarebbe stato ormai di questo mondo? Se tutti i genitori, tutti, e non solo le mamme, piangessero uniti alle Lacrime di Maria, e a Lei offrissero il loro dolore, alla sua Maternità sempre trafitta! A questo pianto santificato Io accorro, rivedo mia Madre, l'Addolorata, e con la mia Parola ancora direi: "Giovani, alzatevi, risorgete alla vita!".

Però, se pur un'unica mamma è rimasta sola sulla terra a piangere il suo figlio, che non ha pietà né della sua distruzione e né del dolore del suo cuore lacerato, non demorda! Preghi, consacri ogni giorno hai Sacratissimi Cuori questo figlio perso, faccia celebrare Sante Messe, esorcismi, porti e ponga ovunque sacramentali, faccia pregare, si dà far barriera al demonio: il suo pianto a Me offerto, lava; e la sua sofferenza è travaglio, che lo ripartorisce alla Vita eterna. Ti benedico".

 


20 settembre 2017
"Cosa servirà per salvare questo mondo allora? Oggi sarà il sangue!
Ed oggi che celebrate la ricorrenza dei Martiri coreani, ricordate che con il loro sangue hanno evangelizzato:
un sangue che ancora grida e vive sulla terra, che si è unito al sangue di tutti i Martiri,
e al Mio divino, che perennemente dà Vita.
Sarà ancora il martirio, sarà ancora il sangue a purificare e a lavare l'umanità, la Chiesa, la terra"

"Mia piccola Maria, sono le mie mani che scavano tra le macerie. Ecco, Io chiamo in mille modi le creature per far sì che vengano a Me. Sono il megafono, che grida il suo richiamo, che offre inviti d'amore; sono a braccia aperte, ma la moltitudine mi volta le spalle. Lo dice il Vangelo stasera: sia che sia venuto Giovanni Battista, con la mortificazione e la penitenza, ad invitare alla via di Dio, e lo si è considerato un indemoniato; e sia che sia venuto il Figlio dell'uomo, vostro Signore che, con la carità, si è aperto ad accogliere i peccatori per evangelizzare, cenando anche con essi, venendo accusato di essere un mangione e un beone. Qualsiasi sia il mezzo, l'invito, il richiamo, se l'uomo non vuole credere, non crede.

Quando si vive l'ipocrisia e la menzogna, se non si vuole Dio, se non si è alla ricerca della Verità e, a priori, dinnanzi a mille giustificazioni, mi si rifiuta, è perché si vuole vivere per sé stessi: si vuole essere dio della propria vita. Tuttora, oggi, Io ancora chiamo, ma non c'è né ballo o canto, né dolore e purificazione, per chi non vuole credere, e seguirmi: non basterebbero né prodigi, né miracoli, o che di nuovo risorga da morte, dato che ad essi, i molti, rifiutandomi, troverebbero e darebbero mille risposte nelle loro concezioni.

Cosa servirà per salvare questo mondo allora? Oggi sarà il sangue! Ed oggi che celebrate la ricorrenza dei Martiri coreani, ricordate che con il loro sangue hanno evangelizzato: un sangue che ancora grida e vive sulla terra, che si è unito al sangue di tutti i Martiri, e al Mio divino, che perennemente dà Vita. Sarà ancora il martirio, sarà ancora il sangue a purificare e a lavare l'umanità, la Chiesa, la terra. E per voi, figli miei, che volete seguirmi, date la vostra testimonianza per quel che potete, e dinanzi ai vostri cari, ai figli che non vogliono ascoltarmi, fate come Santa Monica, come a lei disse Sant Ambrogio: "Non parlare di Dio ad Agostino, ma parla a Dio di Agostino".

Portate a Me! Offrite per essi il mio divin Sangue, le Sante Messe! Consacrateli al mio preziosissimo Sangue! Sarà sempre il Sangue, il mio, l'ultima ancora di salvezza per loro. Ti benedico".

 


21 settembre 2017
"Riconoscetevi, figli miei, peccatori! Io non intervengo in modo particolarissimo,
come con gli apostoli, chiamati ad una missione specialissima e di eccelsa responsabilità,
ma ognuno è comunque chiamato a seguirmi nella risposta, nell'adesione della sua missione;
e lo potrete se vi riconoscerete bisognosi della mia salvezza, come poveri peccatori,
dei quali Io sono l'unico Lavacro e Porta della propria trasformazione"

"Mia piccola Maria, non temere! Domani il Cenacolo sarà un trionfo per rallegrare il Cuore della Madre. Io sarò con te, Io parlerò in te! Oggi nel Vangelo Io ribadisco: "Non sono i sani ad aver bisogno del medico, ma i malati". Dinanzi ai farisei che si scandalizzavano di Me, del mio operato: che mi intrattenevo e mangiavo con i peccatori, Io affermo: "Non sono venuto per i giusti, ma per i peccatori!", nessuno escluso. Io sono il Medico e la cura che si fa terapia nel percorso alla mia sequela. Alla mia chiamata però c'è bisogno della risposta, ed ad un consenso dato c'è già la sua porta che si sta aprendo, poiché Iddio richiede la vostra volontà per la vostra guarigione.

"Seguimi!", dico a Matteo stasera, e lo dico a voi, nel seguirmi, passo dopo passo, dietro la mia Persona: c' è la strada che vi libera dai demoni, dai peccati mortali, che vi risana dalle miserie, sicché vi uniformiate alla mia Natura, che si fa simile alla Sostanza di Dio, degna di ricongiungersi in modo perfetto a Lui. Cosa accadde a Matteo alla mia chiamata? Cosa permette che lasci subito il banco delle imposte e mi segua? È la mia Parola, che intìma, e trasmette la sua autorità divina che si compenetra in lui come una scossa elettrica: il mio sguardo infonde la mia Energia santificante; egli rivede nella mia trasparenza di santità tutto lo stato malato e tenebroso della sua anima, e riconosce in Me una potenza e un amore che è il suo unico riscatto.

Riconoscetevi, figli miei, peccatori! Io non intervengo in modo particolarissimo, come con gli apostoli, chiamati ad una missione specialissima e di eccelsa responsabilità, ma ognuno è comunque chiamato a seguirmi nella risposta, nell'adesione della sua missione; e lo potrete se vi riconoscerete bisognosi della mia salvezza, come poveri peccatori, dei quali Io sono l'unico Lavacro e Porta della propria trasformazione.

Voi siete simili a feti ancora informi: l'abbozzo di un potenziale di vita, che solo in Me può formarsi a completezza, e rinascere ad una vita superiore che vi partorisce alla Grazia di Dio. Seguitemi, figli miei, riconoscendo in Me il Medico, il Pastore, il Maestro, il Salvatore; ed Io mi prenderò carico di voi: sarò la cura, la guida, l'insegnamento, la Salvezza che vi conduce a varcare la soglia della santità. Ti benedico".

 


23 settembre 2017
"San Pio è stato chiamato, ed ha lavorato per il Signore fin dalla prima ora del giorno della sua vita; ma quante anime si sono fatte sante, anche al suo tramonto! Non è il tempo che santifica, ma l'intensità del cuore. Un'anima può, pur per pochi istanti, bruciare d'amore, e tutto in lei riarde e si consuma: ci sono popoli che, chiamati ad essere la prima ora nella loro primizia di predilezione, non hanno poi seguito e accolto la mia Persona e la mia Fede, che altri invece hanno fruttificato"

"Mia piccola Maria, San Pio si è sempre proteso su tuo figlio e la tua famiglia. Oggi che si ricorda la sua dipartita al Cielo, è vivo nella memoria della sua sofferenza: è egli il crocifisso che si è così fuso con l'adorazione a Dio, nel suo patimento, per essere salvezza per le anime. In cielo San Pio guarda sempre il mondo, la Chiesa e gli uomini, ed intercede per essi, particolarmente per coloro che si fanno suoi figli spirituali ed a lui ricorrono per chiedere aiuto e protezione: l' Eterno concede per i meriti della sua crocifissione d'amore.

San Pio è stato chiamato, ed ha lavorato per il Signore fin dalla prima ora del giorno della sua vita; ma quante anime si sono fatte sante, anche al suo tramonto! Non è il tempo che santifica, ma l'intensità del cuore. Un'anima può, pur per pochi istanti, bruciare d'amore, e tutto in lei riarde e si consuma: ci sono popoli che, chiamati ad essere la prima ora nella loro primizia di predilezione, non hanno poi seguito e accolto la mia Persona e la mia Fede, che altri invece hanno fruttificato.

Quanti Martiri, che nel percorso precedente e iniziale della loro esistenza sono vissuti lontano da Dio, in un impeto di passione poi hanno offerto la loro vita in riscatto in un ardore che le moltitudini dei giusti non hanno mai conosciuto. O di grandi peccatori che, ravveduti, hanno patito una battaglia interiore conosciuta solo dal Padre Santissimo, che molti devoti non hanno mai sofferto. Come dovrei valutarli? Iddio non guarda alla grandezza dell'opera, alla vastità del campo coltivato, ma dai frutti nati dall'amore.

Il pagamento è dato a tutti uguale, e c' è la possibilità di accedere al Regno, ma in esso ognuno avrà i suoi posti e le sue dimore, a secondo della santità e carità vissute. Iddio non valuta secondo i vostri schemi umani, non giudica secondo le vostre ristrettezze di giudizio. Dio è l'Amore e valuta dall'amore. Ti benedico".

 


25 settembre 2017
"La fede è per illuminare, e vi si richiede di essere irradiati per dare luce ovunque che,
pur se in una valle oscura, voi dovete essere il chiarore che ne riapre il giorno.
Anche solo con la vostra persona voi ne irrorate e ne riconoscete l'effetto nella reazione di chi incontrate"

"Mia piccola Maria, G. avrà il suo punto di ritorno. Io vi chiedo nel Vangelo di stasera di essere luci, delle torce accese nella testimonianza della vostra fede, poiché se vivrete la vostra fede solo nascosta in voi, nella chiusura della vostra penombra, che utilità ha? La fede è per illuminare, e vi si richiede di essere irradiati per dare luce ovunque che, pur se in una valle oscura, voi dovete essere il chiarore che ne riapre il giorno. Anche solo con la vostra persona voi ne irrorate e ne riconoscete l'effetto nella reazione di chi incontrate: se sono creature che cercano il vero, esse vi accolgono e vi seguono; ma se vogliono le tenebre, voi gli create attrito, e vi combattono rifiutandovi. Nella luce voi avete scienza di ciò che è bene dal male, di ciò che è veritiero dalla menzogna, da ciò che è cattivo a ciò che è buono: potete discernere bene!

E come acquistare tale luce? È nell'ascolto della Parola di Dio, ascoltata con attenzione e silenzio, nella sua meditazione, e vivendola.

Seconda tappa: nutrendovi, in grazia di Dio, dell'Eucarestia, da Colui che è la Luce che v'intesse e vi permea della sua radiosità: farete così il percorso della vita, distribuendola e, passati oltre il varco del percorso del vostro viaggio, rimarrà il lampione acceso del vostro passaggio, pur nel viale oscuro; non si spegnerà e accompagnerà nella sua testimonianza.

In Cielo la vostra fiammella di luce si riunirà alla sua immensità. Ti benedico".

 


26 settembre 2017
"La Madre mia è l'Amata, l'Eletta! Ed Io L'amo: chi più di Lei ne è degna?
Colei che ha incarnato e portato Me, il Verbo, nel suo Grembo?
Colei che più di ogni creatura ha incarnato la Parola di Dio nella sua Persona e nel suo vissuto?
Io ve La presento a modello, a Segno: se L'amate, voi vivrete ciò che Io ho insegnato
e lo concretizzerete nella vostra vita"

"Mia piccola Maria, puoi dire a D.F.: " Figlio, non ti ho mai abbandonato, nemmeno quando erravi e andavi a braccetto con il nemico, tradendomi, quanto più ora che potresti combatterlo in mio nome, Io ti sarei accanto. Non ti viene imposto: è un invito. E se anche tu rifiutassi, Io non t'amerei di meno; ma se accogli, mi faresti gioioso: mi daresti gloria per la salvezza di molte creature che, sofferenti e prigioniere del demonio, vanno errando, cercando una via di uscita, e trovano spesso solo porte chiuse; e fra quelle che più vogliono liberarsi, ce n'è una massa che vive tale croce innocentemente.

Non temere! Io prendo la tua persona, sostengo le tue membra e il cuore: Io sono in te; e sono sempre Io che esorcizzo e caccio il diavolo; da te voglio solo l'umiltà e la preghiera: al resto penso tutto Io.

Per D. A.: sia sottoposto alle decisioni dei superiori, pur se gli è lecito poter chiedere un anno sabbatico: sia abbandonato, e gli si aprirà la strada.

Stasera nel Vangelo mi vengono a riferire: "ci sono i tuoi fratelli, e c'è tua Madre, venuti a trovarti!", ma io rispondo: "Chi è mia Madre, e chi sono i miei fratelli?". Sono nel pieno del mio Insegnamento; e non si può interrompere, non si può togliere di dar da mangiare la Santa Parola ai figli, nemmeno per la Madre, e per tale Santissima Madre! Perché ciò sia a voi di esempio e di testimonianza che niente, nemmeno i vincoli più sacri, possono anteporsi al primato di Dio, alla sua Missione.

La Madre mia è l'Amata, l'Eletta! Ed Io L'amo: chi più di Lei ne è degna? Colei che ha incarnato e portato Me, il Verbo, nel suo Grembo? Colei che più di ogni creatura ha incarnato la Parola di Dio nella sua Persona e nel suo vissuto? Io ve La presento a modello, a Segno: se L'amate, voi vivrete ciò che Io ho insegnato e lo concretizzerete nella vostra vita.

A cosa servono preci e processioni, se poi fate compromessi con il mondo, con il suo fatuo senso, se anteponete voi stessi e i vostri cari, posticipando Dio? Mettete in pratica ciò che Io vi dico e, come nel Vangelo, la stessa Madre vi invita a fare: "Fate ciò che Egli vi dirà!", e voi sarete pienamente figli. E per Me non solo fratelli e Madre, ma parte di Me: carne della mia Carne, spirito del mio Spirito. Ti benedico".

 


27 settembre 2017
"Anche voi, figli miei, fatevi Carità, fatevi amore!
E date per quel che potete, mediante le preghiere e i sacramenti, attraverso le opere.
La vostra carità vi precederà in Cielo, e parlerà di voi"

"Mia piccola Maria, non demordere! Vai avanti con i Cenacoli: non guardare ai risultati, fai tutto quello che puoi, e poi considerati una serva inutile; ma avrai fatto tutto ciò che potevi. Oggi ricordate San Vincenzo de Paoli, un cuore grande che si è proteso su tutti senza esclusione: allargava il suo mantello per ricoprire le miserie umane, i loro bisogni sia fisici per saziare fami e curare malattie, sia per portare ordine ai tanti disordini morali, o per ricondurre i peccatori a Dio, e per alleviare le piaghe delle creature. La sua fiamma ardeva nella carità, fiamma sempre presente che mai si spegnerà.

Anche voi, figli miei, fatevi Carità, fatevi amore! E date per quel che potete, mediante le preghiere e i sacramenti, attraverso le opere. La vostra carità vi precederà in Cielo, e parlerà di voi: essa vi accompagna, e andrà oltre la vostra umanità, poiché appartenente a Dio. La carità spezza da tante catene, risana da tante ferite e dolori: conquista molti cuori! Ti benedico".

 


29 settembre 2017
"San Michele, poni su di me le tue Sante Ali, coprimi con il tuo elmo;
dinanzi a me sfodera la tua spada e cingimi con il tuo scudo per ripararmi dai dardi del nemico.
San Gabriele, infondimi l'amore che vivi nel rapporto unitivo
con il Salvatore e Maestro perché in me Egli viva.
San Raffaele, nel buio del sentiero sii tu la guida
che illumina e mi accoglie, curandomi dalle mie ferite!"

"Mia piccola Maria, puoi dire a questo padre che prenda pace e si rassereni: continui a pregare, porti il suo figlio alla Santa Messa, e si accosti ai Sacramenti; attenda poi in orazione, nel percorso del tempo, sino alla sua maturazione.

Oggi la Chiesa celebra i Santi Arcangeli: i miei valorosi Condottieri, i Generali dei miei Eserciti celesti, alla cui guida essi sono posti per miriadi e miriadi di angeli di un numero infinito, al cui solo sguardo o gesto sono pronti ad attuare il Comando ricevuto. Condottieri di fuoco, che ardono intorno al trono dell'altissima Maestà! Essi si infiammano delle fiamme che si dipartono da Essa, e bruciano nella loro adorazione. Sono i più prossimi al Seggio divino poiché sono i più adoranti e i più umili.

Gli Arcangeli sono potenti, e molto possono nel loro soccorso agli uomini, ma soccorso dipendente dalla volontà umana. Possono agire nella misura in cui sono invocati, desiderati, e pregati. Ah, se poteste vedere il mondo come pulluli di diavoli! Ovunque si ramificano e avanzano: penetrano nelle chiese, e ardiscono ormai salire sugli altari e nei confessionali; si attaccano come aggrovigliati sugli uomini, che ne portano come zavorre il peso, mentre essi vi si nutrono, come larve, del loro spirito.

Se gli Arcangeli fossero onorati, amati, pregati, non in un unico giorno della loro memoria, i diavoli sarebbero tutti cacciati agli inferi. Cosa potete fare contro di loro voi povere creature umane? I demoni mantengono intatti i loro poteri spirituali, ma li usano nella malvagità: chi può combattere contro di essi nella loro superiorità angelica, se non gli Angeli fedeli a Dio? Invocateli! Chiedete loro soccorso, la loro cura e protezione, chiedete che vivano nella vostra casa con voi, che vi siano accanto, particolarmente nei tempi di prova, quando il nemico vi si scaglia contro, perché vi aiutino ad incarnare la santa Parola, e Cristo viva in voi, a fare insieme il percorso della vostra esistenza per far sì che vi conducano illesi e salvi alla Casa celeste, e vi siano di balsamo alle ferite, balsamo che purifica e guarisce le vostre colpe.

Invocateli, quando siete accanto ai moribondi che affrontano la loro ultima battaglia, quando l'iniquo viene, nella debolezza dell'agonia, a voler strappare ad essi il loro consenso, pregateli perché aiutino gli agonizzanti nella loro ascesa al Cielo.

Michele è sempre pronto per custodire la Chiesa e l'umanità contro il maligno, e grida forte il suo alt! a colui che, diabolico e superbo, sfida l'Altissimo: "Chi è come Dio?", sfoderando la sua spada.

Gabriele, il Fortissimo, è sempre sollecito nell'infondere l'amore a Maria perché in voi si incarni il Verbo e sia vissuta la sua Parola.

Raffaele accorre per accompagnare nel giusto sentiero, per non farvi disperdere dalla via del bene, per lenire le ferite, per guarire dai tormenti e sanare dalle colpe, portandovi con sollecitudine al Confessionale.

Pregate così:

‘San Michele, poni su di me le tue Sante Ali, coprimi con il tuo elmo; dinanzi a me sfodera la tua spada e cingimi con il tuo scudo per ripararmi dai dardi del nemico. San Gabriele, infondimi l'amore che vivi nel rapporto unitivo con il Salvatore e Maestro perché in me Egli viva.

San Raffaele, nel buio del sentiero sii tu la guida che illumina e mi accoglie, curandomi dalle mie ferite!'.

Se voi li amerete, se sempre lì pregherete, li avrete continuamente accanto, soprattutto nella vostra dipartita, soccorrendovi e difendendovi. Porteranno poi l'anima vostra dinanzi al mio Giudizio, perorando la vostra causa. Ti benedico".

-Segue il 29 settembre 2017 (durante la seconda Messa):

"Mia piccola Maria, come noti, Io ascolto la tua preghiera e sono corso incontro alle tue necessità. A. è in Paradiso: è esultante e meravigliata di tanta inattesa e sconosciuta felicità. Non rammaricatevi, non addoloratevi per coloro che muoiono in grazia di Dio: essi sono vivi: "Nella Casa del Padre mio ci sono molte dimore", ed essi tornano alla loro Casa. Lo so, fa male e si piange per il distacco, ma è solo un arrivederci. lo spirito immesso dall'Eterno non può perire. Pensate ad un esempio: se vi fossero amputati degli arti e posti sotto terra, fanno parte di voi e marciscono; ma voi continuate a vivere: il vostro pensiero sussiste, le vostre emozioni si fanno sempre percettive nella gioia e nel dolore. Ugualmente sarà il vostro distacco terreno: si lasciano, e spesso si dimenticano alla terra le membra, ma l'anima con la sua essenza è presente e vive.

Piangete per quelli che muoiono in disgrazia di Dio, poiché essi vivranno di una vita di morte continua e perenne (l'inferno!). State sempre uniti a Me, che sono la Vita! Ricolmatevi della mia Linfa vitale, della mia Energia vitale che la rinnova! E se siete vissuti di Me, sarete i miei Viventi, e a Dio ritornerete. Ti benedico".

 


30 settembre 2017
"Fate i primi cinque sabati del mese a sua riparazione, così come da Lei richiesto a Fatima!
Offriteli per le tante necessità, per le altrui anime, e non solo per voi stessi"

"Mia piccola Maria, non preoccuparti: Io vengo a te così come sei, tra i tuoi rossori e le tue paure. Io sento e accorro al tuo perenne bisogno. Offri questa Santa Messa al Cuore della Madre Santissima, in sua riparazione: un Cuore che travasa ormai lacrime di sangue, tanto l'umanità si è fatta dura e si allontana dal suo accorato richiamo! Ella chiama, ma sempre maggiormente i figli vanno per la loro strada che conduce a perdizione. È il suo Cuore: misericordia, accoglienza, pronto a prendere in sé anche i più malvagi, che però ritornino sui loro passi nel ritorno a Dio.

Quanti di coloro che, pure dal primo richiamo l'hanno seguita, si sono invece ora dispersi o, pur venendo in chiesa, fanno connivenza, e si prostituiscono agli dèi del mondo. Lo afferma stasera la prima lettura: se il giusto cambia la sua condotta e si fa ingiusto, mentre invece il malvagio riflette sulla sua condotta e si converte, chi verrà giustificato dal Padre? Anche, nel Vangelo, il padre richiama il primo figlio al lavoro nella sua vigna ed egli prima rifiuta ma poi, pentito, si fa solerte al suo lavoro; invece il secondo: prima è preda dell'entusiasmo ed accetta, ma poi non va. E a chi verrà dato credito? Iddio misura chi ama nel presente, e chiede all'uomo il cuore e l'umiltà per poterlo servire. Come dice stasera la santa Parola: "Cristo non si è compiaciuto della sua somiglianza con Dio ed ha umiliato Sé stesso, rinnegandosì, svuotandosi, per la salvezza dei figli fino a morire, a morire di Croce". Come poter avere tale cuore e umiltà?

É per questo motivo che Iddio vi offre la Madre: vi offre il suo Cuore come ultima tavola di salvezza. Persino i più iniqui, dinanzi alla propria madre, si inteneriscono; e se non L' accoglierete, cosa vi resterà? Ella ve lo dona il suo Cuore come rifugio. E cosa è un rifugio se non una casa di protezione dai lupi del mondo? È una casa, un grembo, è un compendio di ogni perfezione di adorazione e di tutte le virtù per una creatura umana. Cos'è il suo Cuore se non questa Sostanza Santa, alla quale nutrirvi, in modo che ne possediate le sembianze, ad ogni sua somiglianza che glorifica Dio?

Fate i primi cinque sabati del mese a sua riparazione, così come da Lei richiesto a Fatima! Offriteli per le tante necessità, per le altrui anime, e non solo per voi stessi; voi così li ancorate alla Santissima Madre, alla sua Maternità divina, alla Donna che è perennemente in gestazione dei figli a Lei affidati, e di cui si prenderà cura. Se veramente La si segue, e la si ama da anime a lei consacrate nelle loro qualità da Lei acquisite, si farebbero lievito che fermenta la moltitudine della Chiesa, che nel vissuto torna a servirmi. Ti benedico".