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martedì 17 ottobre 2017

in questo mese meditiamo le Gocce di luce di ottobre 2008, ottobre 2009, ottobre 2010, ottobre 2011,
ottobre 2012, ottobre 2013, ottobre 2014 e ottobre 2016

Gocce di luce: Gesù parla ad un'anima

       
       

Maggio 2010

Amatevi gli uni gli altri

 

 

Ave Maria!

 

2 maggio 2010
"Amatevi gli uni gli altri"

"Dopo la notte, figlia mia, viene sempre il giorno e, dopo l'oscurità, il sole; dopo la pioggia il sereno; così è nelle varie tappe della vita dell'uomo. Così è per te; dopo il buio torna un po' di luce.

Nel vangelo di oggi Io vengo ad insegnarvi un comandamento nuovo: "Amatevi gli uni gli altri". L'amore è misericordia, è pietà, è accoglienza, è dono per l'altro; ma amare è difficile nell'essere perseveranti anche con quelli di casa, che pur amate; quanto più lo è per quanti vi affliggono, vi tradiscono, vi colpiscono, vi fanno soffrire e tradiscono così il vostro amore…come potete amare? Figli miei, venite a Me, nutritevi di Me, pregate, irroratevi di Dio, che è l'Amore.

Quell' amore che ha avuto per i suoi crocifissori, per Giuda che lo tradiva, per coloro che Lo rinnegavano e odiavano, e sempre nell'amore ha cercato il loro bene. Solo se prima siete irrorati dell'Amore di Dio voi potete amare bene. Quel che Io vi domando non è un amore umano, ma un amore divino; quel che vi chiedo supera i limiti dell'umano; solo in Me, chiedendo a Me; Io ve ne faccio dono; ne sono la Fonte. L' Amore supera la Giustizia, anche se è fatto, se è composto di Giustizia, e ambisce, desidera Giustizia, ma nella Carità. Chiedete a Me! Io sono l'Amore che non ha fine; in Me ne troverete senza mai averne limiti o confini.

Quando potete guardare l'altro con amore se non c'è amore in lui? Solo in Dio lo potete. E qual è la cura che fa crescere bene le creature, le fa vivere bene, le fa morire bene se non nell'amore? L'amore sconfigge il male, pur nelle sofferenze, nelle persecuzioni, nella morte, se voi date a Me, che sono l'Amore, Io trasformo nella mia Persona e ne faccio glorificazione per voi, che divenite con Cristo, glorificazione di Dio. Ti benedico".

 


3 maggio 2010
"Guardate a Me, e voi adorate in Me la Santissima Trinità"

"Oggi la Chiesa chiama a guardare ai miei Apostoli Filippo e Giacomo, meno conosciuti di altri e pure così intimi al mio Cuore. Filippo, nelle sue brevi parole nel Vangelo, rivela già ciò che egli è: un contemplativo, che va alla ricerca dell'Essenza di Dio e della sua Conoscenza. Non comprende quale sia il Volto del Padre, l'Unione della Santissima Trinità, che vivono in fusione tra di loro le Santissime Persone, mantenendo la loro Divinità. Per questo Io gli indico la mia Persona. In me c'è il chiarore di questo Mistero, che non può però essere compreso nella sua interezza, nella sua integrità sulla terra. Io sono Colui che ve lo svela; nella mia Persona è espresso il suo Amore, ne porta l'impronta, ne sono il Segno. Io sono la Foto, che è l'espressione del Volto della Santissima Trinità.

Filippo, nella discesa dello Spirito Santo penetrerà più profondamente nella conoscenza di questo Mistero e ne sarà maestro nel suo peregrinare. Giacomo ha in sé l'aspetto simile al suo fratello Giovanni, ne porta i tratti nella trasparenza e nell' ardore. É un Apostolo di fuoco, che effonde nel fuoco la sua parola e con ardore s'abbandona per dare la sua vita al Signore.

Guardate a Me, e voi in Me adorate la Santissima Trinità. Nella mio Essere è contenuto il Pensiero creativo del Padre Santissimo, nel Cristo c'è la Parola, che genera vita, e il dono della mia offerta che redime. Vi è presente l'azione santificante dello Spirito Santo da cui ogni cosa ha origine. Amando Me, seguendo Me, vivendoMi, voi vivete la Santissima Trinità.

Filippo ha testimoniato la Santissima Trinità nel suo insegnamento e nel suo martirio. E Giacomo, donandosi completamente sino al martirio. Guardandomi voi adorate il Padre e lo Spirito Santo; voi in Me ne acquisterete continuamente Sapienza, e ne assimilerete l'energia, che vi conduce alla sua Rivelazione piena e completa in Paradiso. Ti benedico".

 


4 maggio 2010
"Ma com'è possibile mantenere la pace in mezzo alle tribolazioni, le ingiustizie…!"

"Figlia mia, come dice la Parola stasera: bisogna vivere molte tribolazioni per giungere al Regno dei Cieli. É verità! Solo quelli che hanno tribolazioni, sofferenze, pene, sono nel percorso del Paradiso. Coloro che vogliono vivere senza pesi, allegramente, senza croce, non sono in Dio.

Voi dite:"Ma com'è possibile mantenere la pace in mezzo alle tribolazioni, le ingiustizie…!". Avete Gesù Cristo. Vi ho fatto dono della mia Persona: venite a Me, dissetatevi, nutritevi più che potete al mio Cuore. Intessete la vostra vita nella preghiera, dello Spirito, di Me, ed Io verrò a vivere in voi. Io stesso prendo su di Me le vostre tribolazioni, combatto le vostre ingiustizie, porto i vostri pesi e ne faccio vittoria e pace. Ti benedico".

 


5 maggio 2010
"Sono tempi oscuri per l'educazione dei figli".

"Mia piccola Maria, sì, lo so: sono tempi oscuri per l'educazione dei figli. Mai si è vista una generazione di giovani così dura, così scettica, così attaccata alle cose, come quelli di questo tempo.. Sono figli di questo periodo storico, che non dà loro Dio, non dà esempio, non insegna sacrificio. E per quei genitori, che pur vogliono infondere cose buone e vere, come è arduo…! Dato che devono lottare contro un mondo terribile e non vengono ascoltati e creduti. Pregate, figli miei! Date buon esempio e perseverate in esso. Affidate a me, consacrateMi i vostri figli. Solo questo si può fare ora. Ma la vostra preghiera, la vostra fiducia, non andrà perduta, e porterà, a suo tempo, il suo frutto. Così è per te, piccola mia: sia per i figli che per tuo marito. Così è per il rifugio che Io stesso ti preparo, ove potrai contemplare. Non smarrirti, sii fiduciosa! Sei unita a Me come il tralcio alla vite, di cui parla la parabola del vangelo. E chi rimane unito ad essa, la sua stessa esistenza viene alimentata, sostenuta e porta frutto. Ci saranno giornate di pioggia o tempi aridi; ma chi rimane unito alla vite porterà comunque il suo raccolto. E perché dite: nonostante il tralcio sia rimasto attaccato alla vita, non nasce uva? Figli miei, è una vigna per cui ci vuole ancora più cura, più tempo, dato che il suo raccolto è prezioso, e la sua uva sarà copiosa: ne nascerà il vino santo, il mio divino Sangue, che abbevererà molti a santità. Così è nell'attesa della tua storia. Io però ti tengo stretta sulla ginocchia, ti tengo avvinta con i vincoli, con i legamenti della vite, perché tu non abbia a lasciarla; e ricevi vita. Finché lo sarai, il male non sarà mai vittorioso su di te, e vincerai. Ti benedico".

 


7 maggio 2010
"Perché questo mondo non sa più amare? Perché non ha più Dio"

"Come si diventa capaci di amare? Se venite a Me, se venite a Dio, che è l'Amore, voi potete. Se venite al mio Cuore, Io ve ne irroro, ve l'infondo; ma c'è bisogno che il vostro sia aperto a riceverlo. Solo in Dio voi potete, dato che da voi non può nascere nulla. L'uomo è incapace di amare senza l'amore di Dio. Perché questo mondo non sa più amare? Perché non ha più il suo Signore. Perché ha così tanto odio? Perché non ha più l' amore di Dio, non sa mare, e senza l'amore ha perso il senso della vita: è incapace di vivere bene. L'amore vi viene dato, ma per riceverlo, così come per amare il vero, bisogna avere un cuore sincero. Così è per chi vuole accogliere l'amore: c'è bisogno di un'anima autentica.

L'Amore è il motore alla massima potenza, che vi dà forza a vivere ogni difficoltà e giungere alla santità. L'Amore vi rende santi. Venite a Me! Non vi offro una via difficile. Se venite a Me, Io stesso ve la semplifico.

Nel vangelo di stasera Io vi comando di amarvi gli uni gli altri. Per essere capaci di tale amore, voi dovete ricevere il mio. L'amore, che non è solo un sentimento, non è solo qualcosa che si prova, ma è l'accoglienza dell'altro; per cui ami l'altro anche se non provi niente per lui, o c'è grande difficoltà. Amare è: pregare per il fratello, nonostante il suo disamore; è dare senza attendere. Amare senza essere amati; e per essere capaci di questo amore, che non è umano, ma divino, ci vuole il mio Cuore.

Questa carità d'amore è più meritoria., più nobile. Il mio Cuore trabocca di un amore ferito, che vorrebbe travasare nell'umanità: cerca amanti che siano particelle che pulsano del mio battito, della mia energia, che irradino il mio Amore ovunque. Venite, figliolini miei! Riposatevi in Esso, e sarete ristorati, sentirete pace, avrete consolazione ai vostri dolori, balsamo alle vostre ferite. Prenderete vigore di speranza e luce nuova per tornare ad amare. Non perdetevi d'animo quando dite: "Realmente è difficile!...". Perché Io amerò per voi. Ti benedico".

 


9 maggio 2010
"Voi potete essere uniti fra voi solo se vivete l'Unità di Dio"

"Stasera nel vangelo Io richiamo costantemente all'unità. Voi potete essere uniti fra voi solo se vivete l'Unità di Dio. Io sono l'Unità, l'Unità che si frammenta ed ha il potere di donarsi e porsi a tutti, rimanendo Unità. Così come il Padre, il Figlio e lo Spirito Santo mantengono la loro diversità, eppure sono Unità. Così voi pure nella vostra diversità, in Cristo voi formate l'intero Corpo che riforma la melodia perfetta, la bellezza dell'interezza di Dio. Vi ho dato le mie vie per vivere l'Unità, che è la Parola di Dio, l'accoglienza del mio Insegnamento; in esse voi vivrete il pensiero, la volontà del Padre. Vi dono l'Eucaristia che vi nutre e vi forma il cuore; in Essa voi venite irrorati dell'Amore, della Santità dello Spirito Santo. Venite a Me, figliolini miei! Solo accogliendo queste realtà divine, che sono dono gratuito del Cielo, voi vivrete l' Unità, riceverete l'Amore, sarete capaci d'amare e avrete pace. Ti benedico".

 


10 maggio 2010
"Pregate lo Spirito Santo!"

"Mia piccola Maria, come potrebbe essere il demonio a parlarti mentre ricevi l'Eucaristia? Egli ti attacca… Pregate lo Spirito Santo, figli miei, in questa attesa della Pentecoste. Pregate e chiedete la grazia perché discenda, simile ai raggi del sole che penetrano la terra, così discendano questi raggi, luce nelle anime vostre, per fecondarle a santità. Pregate lo Spirito Santo, il dolce Ospite, lo Spirito divino, che vi riempia, vi si doni, vi-colmi di Sé. Quale ricchezza vi dona lo Spirito Santo che genera continuamente la vita. Chiedete, figli miei! Qualsiasi sia la condizione che vivete: le sofferenze, le difficoltà, i dolori, le persecuzioni, le vessazioni del diavolo. Lo Spirito scende su di esse e le illumina, le santifica, ve ne dà forza, le irrora del suo Amore, ne fa generatori di vita. Anche nelle situazioni demoniache, per le ombre della sua presenza nell'uomo, lo Spirito illumina, dà luce a situazioni che sono nascoste. Il potere del nemico è nell'inganno, nel camuffamento, nel mascherarsi, nell'occultarsi; lo Spirito scende, toglie le tenebre, illumina e lo scova, lo smaschera, lo rivela, cosicché voi potete sanarvi dalla sua presenza; e lui, così scoperto e visto, può solo fuggire.

Pregate lo Spirito Santo, impregnate la vostra preghiera, il vostro operato, della presenza dello Spirito, sicché il Fuoco del suo ardore divino impregni la vostra esistenza e il mondo intero. Ti benedico".

 


11 maggio 2010
"Fate il santo ringraziamento!"

"Stasera celebrate i Santi Monaci, i Santi Padri che hanno vissuto nel sacrificio e nella penitenza, che hanno offerto la propria vita nella contemplazione della preghiera e il dono della propria persona. Dove sono oggi questi Santi Monaci? Il mio sguardo va alla loro ricerca; così i Santi Padri del Cielo cercano i figli, che ricalchino le loro orme. Oggi sono pochi quelli buoni! Gli altri sono saccenti, pieni di sé…e poco vogliono accogliere la Madonna, poiché non c'è umiltà; si pongono a maestri, coloro che sempre insegnano agli altri, ma non si mettono all'ascolto, nella condizione di chi si piega a ricevere continuamente l'insegnamento per crescere in Dio. Non c'è umiltà! Mentre l'umile è sempre in ascolto, ricerca e in continuo servizio. La preghiera dei padri buoni e il loro sacrificio farà nascere i nuovi Santi Padri.

Don… parla del ringraziamento dopo la Comunione, il santo ringraziamento, ma chi lo fa? Anche per quelli che, pur ricevendomi in grazia di Dio, non si pongono in dolce colloquio con Me, non si fondono nel colloquio d'amore con il loro Signore, non c'è lode, adorazione, riconoscenza, non c'è ringraziamento, non c'è fusione con il loro Dio, e già il pensiero è altrove: i propri affanni e pesi non abbandonano la mente, la distrazione invade; e se non c'è questo abbandono nell'anima è perché spesso non c'è silenzio per stare il ascolto di Dio, che parla, e parla al cuore di ogni uomo, e si sa far capire nei mille modi che Egli sa. Parlo al cuore, se l'anima si pone in attendo ascolto ed adorazione. Invece, appena ricevutomi nella Comunione, pensate che la Celebrazione è ormai finita, e spesso si colloquia con il vicino, e già si pensa ad andare fuori o al miglior canto per fare bella figura, mentre il sacerdote già parla e dà avvisi, e non attende e… non dà tempo al ringraziamento. E… Io ove sono? Io rimango nel cuore e sono presente per lungo tempo, ma sono l'ospite dimenticato e non amato.

Si fa di tutto per preparare a ricevermi, mi si attende, ma poi, una volta ricevuto, sono come uno che entra nella vostra casa, ma appena metto il passo sulla soglia, la porta viene richiusa, e rimango solo ad attendere. Fate il santo ringraziamento! É lì che nascono copiose le grazie, è lì che l'anima s'incontra, si fonde, e cresce in Dio. Ti benedico".

 


13 maggio 2010
"Egli sa che il messaggio di Fatima non è stato compiuto"

"É la Croce, la Croce, figlia mia, che conduce alla Risurrezione, come dice stasera il Vangelo: "Un poco e non mi vedrete e poi un poco e mi vedrete". Nel dolore sembra che il tempo non passi mai: ma tutto passa, e il tempo che scorre porta via con sé ogni cosa vissuta.

Così per te, piccolina; stando un po' nel dolore sembra tutto oscurarsi, ma poi giunge la luce. Sembra che il male superi, prevarichi; sembra sopraffare, ma poi torna a risorgere il bene. Passano i dolori, le penitenze e gli affanni, passa la vita, e quel che rimane è solo Dio e l'amore che in Lui si è vissuto.

Oggi è la Madonna di Fatima. É un tripudio nel suo santuario, e il Santo Padre, che vi si è recato ne è felice. Egli sa che il messaggio di Fatima non è stato compiuto, non si è realizzato interamente, ed egli stesso fa parte di questo segreto. Coraggiosamente egli, che ne conosce l'intero contenuto, ha rivelato al mondo, che esso non è ancora compiuto.

Per un poco si scatena la tenebra, pare che Dio non ci sia, ma poi torna la luce e la risurrezione per questo mondo; e il tempo di questo dolore è per la vittoria. Vittoria che si realizza nel trionfo del Cuore Immacolato di Maria, ed avverrà mediante la lotta: le forze del male si scatenano contro le forze del bene. Mai come ora è stato tempo in cui si scatena l'inferno contro la terra, per cui la Madre Santissima sta preparando il suo piccolo esercito, composto dai piccoli, dagli insignificanti del mondo, dai bambini, dai malati, dagli uomini che si sono rifugiati nel suo Cuore materno. E con questo esercito, e Lei dinanzi a Condottiera, sconfiggerà il diavolo. Lo sconfiggerà con "il piccolo resto" per far sì che satana ne sia maggiormente umiliato.

É la sua vittoria, la vittoria di Maria, figli miei! É la vostra vittoria, che si compie in questi anni. Ti benedico".

 


14 maggio 2010
"Ogni passaggio ad una vita nuova ha una metamorfosi"

"Tu ti affanni per troppe cose... Figlia mia, cosa dà gioia al cristiano? La gioia del cristiano è possedere Gesù Cristo. Questa è la vera ricchezza, l'amore, il tesoro che ne riempie il cuore, e fa vibrare la sua vita. Quando il cristiano possiede e vive in sé Gesù Cristo ha gioia completa, e non le cose, le case, i beni della terra per cui vi affannate tanto, e lasciano poi tanto vuoto. Possedendo il Signore, se ne sente la pienezza e l'amore, e la perduta gioia solo quando non se ne avverte la presenza, quando ne sentite l'oscurità nel distacco, l' accorata nostalgia d'aver perso il Sommo Bene, quando, come succede ai Santi, Iddio si nasconde al loro sguardo, e allora l'anima geme: è l'amata che ha perso l'amato, che ha perduto il tesoro del suo cuore. Si geme poiché in quest'amore conquistato possedete la sua esistenza, che riempie e dà senso al proprio vivere, è primario al suo sentire.

La vita del cristiano ha però, pur nella gioia del suo possesso, le sue lotte, i suoi sacrifici, le sue battaglie, dato che la nascita alla vita comporta il suo travaglio, e così come dico nel vangelo: "La donna, nel parto, ha molto da soffrire, ma, poi, nato il bambino, si rallegra perché è nato,un uomo,nel mondo". L'esistenza, al suo nascere fisico, comporta un patire, similmente la nascita nello spirito ha il suo travaglio: il distacco della materia nella morte ha il suo passaggio di pena poiché si nasce alla vita eterna. Ogni passaggio ad una vita nuova ha una metamorfosi, un cambiamento che, per giungere alla sua completezza, ha il suo affanno. Però, dopo breve pena, quale gioia, quanta allegria!

Per poco non mi vedrete e soffrirete, ma poi mi rivedrete, e gioirete. Ugualmente è per questo periodo che porta al trionfo della sua oscurità alla quale vi state preparando; quando il mondo sarà pervaso da una totale tenebra sì da dire: "Dio dov'è? Non vi è più!". Dio, il Signore è sempre presente, scruta, ed è vigilante, pur nella totale oscurità che riveste, ricopre e vive, come un travaglio di parto su questa umanità, per far sì che rinasca a vita nuova, in un sole radioso, che sarà il Dio luminoso con voi, che darà luce, sì da illuminare a giorno di letizia il mondo per lungo tempo. Ti benedico".

 


15 maggio 2010
"Chi contempla Me vive il Cielo"

"Mia piccola Maria, sì che ti perdono! É il dolore che ti fa dire tutto ciò. É il dolore che è un'oscurità; che non è quello che volge al tramonto, ma la notte che si fa inoltrata. Sappi comunque che ciò che ora nel tutto ti viene tolto, ti verrà poi tutto ridato. Dopo la notte c'è il sole lucente. Devi attendere perché, per giungere il giorno, deve terminare la notte, che non è trascorsa. Ora ti conduco a vivere appartata e in nascondimento, nell'orazione e nell'attesa dell'ultimo tratto, perché tu veda la luce dell'aurora, che sorge, di un nuovo giorno radioso.

Oggi ancora chiamo a volgere lo sguardo al Cielo, alle cose di lassù, alla casa che abiterete in eterno. Gli Apostoli, mentre mi guardano che mi distacco dalla terra e mi elevo, salgo immerso tra le nubi, rimangono estatici. Di nuovo Io vi chiedo di contemplare le altezze, il Paradiso, di vivere il Cielo. Chi contempla Me vive il Cielo. Chi si riempie delle cose di Dio ascende, si eleva verso l'alto, si fa un pezzetto di Cielo egli stesso, che lo alza dalla terra, ne vive sospeso, cosicché il peso della materia non lo porta a sé, non lo trattiene; e la terra, con il suo fango, non lo assorbe. Egli vive camminando e operando per le vie di questo mondo, ma il suo sguardo e il suo cuore è verso l'alto: è fatto di Cielo. Egli vive già Dio!

Come vivere l'Ascensione? Con la preghiera, il desiderio, la ricerca, la nostalgia dell'Altissimo di chi cerca e viene con amore; allora il suo cuore si fa atto a ricevere, si apre all'azione dello Spirito Santo, si fa terra che diventa morbida ad accogliere il seme del Divino Spirito, che feconda a santità. Questo desidero, e apertura di cuore: per far sì che lo Spirito possa compenetrarlo di Sé, dargli la sua Potenza, la sua Fortezza e i suoi doni, santificando con il suo Amore. Un cuore puro ascende al Cielo, si eleva.

Nella notte di questo mondo, ove tutto si fa sempre più oscuro, Io vi chiedo di guardare in alto, di cercare e sperare il chiarore del Cielo. Il Paradiso è, è presente, e tutti vi attende, tutti quelli che vogliono essere parte di sé. La notte oscura passa e torna il giorno del Signore, ma solo coloro che hanno sperato e amato il Cielo, in Cielo si forgeranno al Cielo. Ti benedico".

 


16 maggio 2010
"Verrò con una nuova discesa dello Spirito Santo,
che avvolgerà il mondo"

"Oggi la Chiesa celebra la mia Ascensione: E cos'è l'Ascensione? É la salita al Cielo, il mio tornare la Padre, ma è anche la contemplazione di esso, ove sono, e l'attesa del mio Ritorno. Voi siete nell'attesa del mio Ritorno, dato che Io dico agli Apostoli: "Torno presto!", e non vi allontanate da Gerusalemme, attendete lo Spirito santo, che vi darà potenza per annunciare il Regno di Dio. Così dico a voi: "Torno presto!", e il mio ritorno non è solo alla fine del ciclo umano, quando tornerò a prendere tutti e condurli alla vita eterna. C'è una mia seconda venuta, che si annuncerà nei segni del Cielo, che mi annunceranno. Verrò con una nuova discesa dello Spirito Santo, che avvolgerà il mondo per liberarlo dalla totalità delle scorie del male. E dico a voi, come agli Apostoli: "Non vi allontanate dalla Chiesa, dai santi sacramenti. Rifugiatevi nel mio Cuore e nel Cuore della Madre mia, ricolmatevi del Cielo, contemplate e riempitevi delle cose dell'Onnipotente, per far sì che lo Spirito, quando verrà, vi trovi pronti. L'anima che sarà sua non tema: lo Spirito nello spirito suo s'incontra e si bacia, s'infonde. Molti ne porterà, così santificati dal suo abbraccio d'amore, in Paradiso, altri ne formerà ulteriormente l'anima, trasformandola nella sua Potenza perché possa essere annunciatrice e costruttrice del Regno di Dio. Altri periranno nel suo Fuoco poiché non sono del suo Spirito: hanno persistito nel male, non hanno accolto i segni; il fuoco brucerà il loro male e nel fuoco periranno per andare a bruciare ad altro fuoco che non avrà tempo.

Rimanete in preghiera! Colmatevi dei tesori celesti! Il vostro sguardo s'innalzi nelle sue bellezze, contempli il Cielo, e lo desideri, perché chi avrà il Cielo in sé non temerà: si fa casa che accoglie, che ama, che sa ricevere lo Spirito Santo. Ti benedico".

 


17 maggio 2010
"La vita eterna è conoscere Dio che si fa conoscenza attraverso di Me"

"Mia piccola Maria, tutte le creature che tu mi porti Io le prendo nel mio Cuore. Per la casa tu dirai quando vi entrerai dentro; Ecco, questo è il rifugio che il Signore ha preparato per me".

Stasera nel vangelo Io insegno agli Apostoli, ancora infondo loro la mia Parola, perché si fortificano. Sto andando al Padre, sto andando a vivere la mia Passione, e ricordo ad essi che il mio Insegnamento sarà il loro, e cioè la conoscenza della vita eterna. Cos'è la vita eterna? La vita eterna è conoscere Dio che si fa conoscenza attraverso di Me, riflette la sua Essenza nella mia Persona, che voi vedete: la Misericordia, la Tenerezza, l'Amore. Non un Padre Creatore distante, duro, distaccato, lontano, così come era nel pensiero degli ebrei, ma un Padre amoroso, che ha i miei sentimenti, Egli vive in Me, e in Me voi Lo conoscete. Questo dico poiché vado al Getzemani a patire. E per far sì che gli Apostoli non si scandalizzino di Dio Padre che lascia che sia posto a morte così crudelmente, Io insegno per ricordare loro che il Signore, l'Altissimo, nella massima ingiustizia, in Me vissuta, compie la mia massima Misericordia per l' umanità. Egli vive, partecipa del mio dolore in ogni fibra del mio Essere, ne ha completa conoscenza. Ne parlo agli Apostoli perché sacerdoti, che quindi avrebbero dovuto spargere l'insegnamento dell'amore di Dio, e maggiormente dovevano credere alla sua santità. Si preparassero a mantenere questa fede, dato che sarebbero stati i primi a ricevere lo Spirito Santo per fortificarli, illuminarli, irradiare in essi la forza di quell' amore che Iddio è, e che dovranno annunciare al mondo: l'Amore del Padre che vive nel Figlio e nello Spirito Santo.

Anche voi, fra breve, siete a Pentecoste e riceverete lo Spirito, quello Spirito che rivela il suo Amore, e che ancora v'infonde, e che voi, ricevendolo, nel viverlo, avete conoscenza di Dio, e testimonierete cosa è la vita eterna. Ti benedico".

 


20 maggio 2010
"Se l'amore, pur umano, dà forza e sorregge tanto sacrificio
verso l'altro…, quanto più l'amore di Dio"

"Mia piccola Maria, vai a confessarti. Figlia, quando vedi che il nemico colpisce, che con le parole ferisce, tu, se non sei capace di una difesa buona, taci, non parlare o allontanati, anche se Io comprendo...

Stasera nel vangelo vi viene indicato il fatto delle Nozze di Cana; quelle nozze che costantemente Iddio nella vita vi richiama a vivere a Sé, in quella sponsalità che vi fonde a Lui. Così come nel matrimonio sacramentale due carni si uniscono e ne fanno una (il matrimonio ne è l'immagine), così nello spirito: la creatura si sposa e si fonde con il suo Creatore. Iddio viene a vivere nell'anima e si forma Unità. Solo quando si vive e si giunge a questa sponsalità d'amore con Do, l' uomo raggiunge la pienezza, la gioia, la pace, la completezza nella sua essenza.

Questo amore si fa primario e dà fortezza, sostiene, condisce, corrobora, santifica ogni vostro agire. Si eleva al di sopra di ogni dolore, di ogni sofferenza, sostiene la morte stessa e, simili a San Paolo, potrete dire: "Chi mi separerà dall'Amore di Dio?" Forse la fame, i dolori, la persecuzione, la morte?", dato che l'amore è energia, il motore, il senso che dà valore all'esistenza.

Se l'amore, pur umano, dà forza e sorregge tanto sacrificio per l'altro, dà vigore nel combattere e difenderlo, quanto più l'amore di Dio, la sponsalità vissuta con Lui,si deve ergere suprema perché sia fondamento e priorità. Esso sarà l'accensione, l'energia, la vitalità che permette il vostro peregrinare, e la vita di questa terra sino all'eternità. Ti benedico".

 


21 maggio 2010
"Dinanzi a Pietro domando una triplice manifestazione del suo amore"

"Mia piccola Maria, li prendo tutti in Me e si salveranno. Tu vedrai quali sorprese in Paradiso! La riparazione vuole sacrificio, figlia mia! E tu devi riparare per le generazioni degli antenati nelle varie famiglie che hanno maledetto e le cui maledizioni sono ricadute sui tuoi stessi figli. La tua riparazione scioglie le catene, e ci sarà liberazione; essa farà sì che nasca una famiglia nuova, risorta in Cristo. La riparazione costa sacrificio e si ripara nell'amore!

Dinanzi a Pietro domando una triplice manifestazione del suo amore, che ripari al suo triplice rinnegamento. Tre volte quanto le sue negazioni,; tre volte poiché sono tre le persone Santissime offese, e si ripara testimoniando nell'amore, quell'amore che lo porta alla sua pienezza nel martirio. Come si ripara alle offese fatte al Dio vostro, nelle stesse cose sante che gli appartengono, se non riparando, amando e offrendo in santità ciò che è di Dio?

Come si ripara alle offese fatte ai fratelli? Onorando e amando nel Signore, in offerta loro voi riparate le loro ferite, ma anche nel perdono, nella misericordia, nell'opera di soccorso si risana e si ripara al male fatto al fratello. Si ripara nell'amore, si ripara nel sacrificio, si ripara nel perdono, nella Misericordia, nel servizio. Non abbiate paura di riparare e amare! Voi non sapete cosa troverete in Paradiso. Da una vita lacerata e persa si ritrova una vita conquistata, che glorifica il Cielo. Ti benedico".

 


22 maggio 2010
"Lo Spirito è l'Amore che crea"

"Mia piccola Maria, Io entro in te e vedo ciò che mi presenti, pur se c'è qualche ombra, Io posso trapassare nella tua anima, nella sua trasparenza, e vedo, e posso così giungere alle anime e situazioni che mi proponi. La casa che ti viene continuamente nel pensiero, è proprio quella scelta da Me, sarà la Casa del Cuore di Maria, rifugio non solo per te, ma per molti della tua famiglia, salvezza anche per loro.

Stasera la Chiesa celebra la Pentecoste, la discesa della Spirito Santo. E cosa è lo Spirito Santo? É la Passione ardente di Dio, il suo Fuoco d'Amore, che è Enegia vitalizzante, Energia che vibra e crea. La Persona del Padre e del Figlio, fusi nel loro Amore, si fanno Fuoco, che arde e crea, e in questo travaso d'Amore si forma la persona dello Spirito, che è Persona a Sé. É l'Amore di Dio, l'Amore che crea. Egli è presente da sempre e, unito alle Santissime Persone, ha dato origine ad ogni cosa. Ha creato la materia e infuso la sua Energia: gli ha dato vita. In eterno e da sempre Egli aleggia e alita nella creazione. É lo Spirito Santo che discende nel Grembo di mia Madre, e mi permette di prendere Carne. Egli mi forma con le Carni di Maria, e le accende del suo Spirito: Carni impastate e formate da quelle della Madre e del divino Spirito.

É lo Spirito che s'infonde nel mio Corpo esanime, morto , e trasfonde energia vitale perché ne riprenda vita e Risurrezione. É lo Spirito Santo che nel giorno di Pentecoste scende, e scende sul capo di Maria, alla potente sua intercessione, perché da Lei si diramino fasce di luce che coprono il capo degli Apostoli per portare i suoi doni, la sua fortezza, per permearli a santità, per essere le fondamenta della Chiesa nascente, sulle quali la Chiesa avrebbe costruito il suo intero edificio spirituale.

Scende lo Spirito Santo in ogni Santa Messa, e permette che un Pane si trasformi e dia vita alla mia Carne, che è ancora Carne mia, ma pure Carne di Maria; ed è presente il Padre. Continuamente lo Spirito scende ed opera mediante la Madonna; tutto compie con Lei. La Chiesa non ha sondato ancora profondamente questo Mistero. Maria è Santa, racchiude la santità di tutti i Santi e le supera, tutte le santità umane e degli Angeli; non la raggiungono. É composta la sua Umanità e il suo Corpo di materia interamente spiritualizzata e fusa allo Spirito Santo, Sposo suo, che tutta l' ha compenetrata sicché l'alito, il respiro di Maria, è Spirito. Il suo pensiero è Spirito. Il suo Cuore è Spirito in un corpo umano risorto. Maria è unita al suo Sposo e compie opere continue con Lui: è sempre incinta dello Spirito divino, che La feconda per far nascere figli, gli uomini, allo Spirito, a prendere la sua Vita a somiglianza.

Chiedete lo Spirito Santo, invocate lo Spirito Santo, che vi porta i suoi doni e vi fa ricchi di sé. E come avere lo Spirito Santo? La preghiera dell'umile fa precipitare su di sé lo Spirito. Dove c'è molta umiltà c'è lo Spirito e si compiono le opere sue. Dove c'è la Madonna, che è l'umiltà, viene ancora lo Spirito con veemenza d'Amore alla sua Sposa.

Siate uniti alla Madonna, pregate con Lei, portate i tratti della sua Persona, delle sue virtù, la bellezza dei lineamenti, della sua santità; e lo Spirito ove vede parte di Lei accorre e vi infonde Sé stesso. Egli allora si fa scintilla, che si accende, ed è Fuoco: infonde il suo Amore. Lo Spirito Santo va in cerca della terra umile per fecondarla nello Spirito, cerca la sua Sposa in voi, e trovataLa, Egli può possedere la terra e forgiarla tutta al suo Amore. Lo Spirito è l'Amore che crea. Ti benedico".

 


24 maggio 2010
"Solo quando si condivide, quando si perde, ci si rinnega
e c'è il dono del proprio essere, voi siete in cammino con Me"

"Oggi nel vangelo Io incontro il giovane ricco, che richiede come avere la vita eterna. Egli è corretto e segue da sempre i Comandamenti; ma quando il mio sguardo scruta più profondamente nel suo cuore, gli chiedo di lasciare tutti i suoi beni per darli ai poveri e seguirmi, il suo volto si oscura.

Questo insegnamento è per voi, figli miei! Quanti, pur venendo in Chiesa, pur corretti nel loro agire, si ritengono bastanti alla loro giustizia e vivono impantanati in uno stagno che non ha uscita, non scorre nella Grazia che fluisce: non condividono il loro beni, ma ne sono così attaccati. Vedo armadi pieni di abiti e il mio sguardo va a tanti poveri ancora ricoperti di pochi stracci, e pur vengono a Messa! Vedo le loro cucine ricolme e opulente e vedo anche i tanti miseri che non arrivano alla fine della giornata per saziare la fame, eppure vengono in Chiesa! Non danno, non condividono, trattengono tutto a sé, ma si ritengono buoni e giusti, dato che il loro agire è nella correttezza. Quanti attaccamenti al superfluo, ai propri modi di vedere e di imporre agli altri, pur se sbagliati, che conducono all'errore. Quanti affetti morbosi, che divengono idolatrie, quante omissioni di bene e di tempo non dato, per offrire sollievo e amore al fratello!

L'uomo si fa Dio di se stesso, e forma la sua legge in sé, e così basta a se stesso; e nella sua giustizia idolatra tutto ciò che ha ed è. Se non c'è prima l'adempimento, l'amore vissuto al primo Comandamento, che santifica e irrora, nell' uomo cresce la superbia: la sua vita non viene santificata, ma giunge l'orgoglio della sua persona e della sua opera; e in questo stato si fugge da Dio. Solo quando si condivide, quando si perde, ci si rinnega e c'è il dono del proprio essere, voi siete in cammino con Me. Quando si dà il proprio tempo, le proprie cose, lasciando il necessario alla vostra sussistenza, si è nel retto percorso al Cielo.

Quando si vive nell'adorazione del primo Comandamento e nel servizio ai fratelli voi avete la vita eterna. Ti benedico".

 


25 maggio 2010
"Chi confida nel Signore non resterà deluso!"

"Mia piccola Maria, non t'abbattere, non t'abbattere! Armati di fiducia, pur se vedi questi figli ora in questo stato. Io ti dico che essi si saneranno. Tu li hai consacrati al mio Cuore, al Cuore della Madre. "Chi confida nel Signore non resterà deluso!"…. Giungerà, giungerà lo Spirito Santo che darà loro fortezza, vigore, coraggio, nuova vita. I medici, gli insegnanti, gli psicologi, e gli stessi sacerdoti, cosa vuoi che siano e possano fare in confronto a Gesù Cristo? Tu li hai affidati a Me; la tua preghiera e la tua sofferenza non andrà perduta.

Cosa celebrate oggi se non la figura di Padre Pio? E cosa ha vissuto Padre Pio se non l' incomprensione, le difficoltà, le persecuzioni, il dolore di una croce continua. Eppure si è sempre affidato e confidato in Dio, e la sua Opera si è compiuta."Chi confida nel Signore non resterà deluso!" Ti benedico".

 


26 maggio 2010
"Gli uomini cercano onori, prestigio, la gloria e la potenza del mondo;
Io indico la via a Gerusalemme, che è quella del dolore"

"…E cosa dico stasera nel vangelo a Giovanni e Giacomo, che vogliono un posto alla mia destra e uno alla mia sinistra nel Regno? Ciò non è possibile, dato che ognuno nasce per avere e occupare il posto che Iddio gli ha assegnato. Siete nati in quel posto, nella vostra vocazione, occuperete quel posto nel Regno, ed è quello perché è il meglio per la vostra santificazione, per dare maggiore Gloria al Signore.

Gli uomini cercano onori, prestigio, la gloria e la potenza del mondo; Io indico la via a Gerusalemme, che è quella del dolore, del riscatto, del dono della vita, della tribolazione. Gli Apostoli credono che, venendo dietro a Me, al Figlio di Dio, avrebbe arrecato loro onori e prestigio e posti di potere, mentre Io indico la via della Croce.

I potenti della terra chiedono di essere osannati e serviti nel darvi vantaggi, rilievo e ricchezze. Iddio vi guida per la sofferenza e il servizio, quale mezzo di salvezza, che vi conduce però alla vera vita, alla Gerusalemme Celeste, che tutti attende. Non ascoltate, figliolini miei, il megafono del diavolo, che sparge falsità e menzogna, il veleno dei piaceri che durano un istante, e periscono, e vi conducono al posto dell'oscurità e dello stridìo perenne. Ascoltate Dio, che vi parla in verità: non ci sono altre vie. Il mondo vi indica il godereccio, il divertimento, Io la via della Croce, che ha con sé la gioia, quella gioia che voi vivrete nella sua totalità, e nella sua pienezza, nel posto che vi è stato preparato e conquistato, che non vi verrà mai tolto. Ti benedico".

 


27 maggio 2010
"Oggi sono così tanti i ciechi! …Vedo un'umanità che è immersa
nelle tenebre dell'oscurità dello spirito"

"Stasera nel vangelo voi ricordate il cieco Bartimeo, che grida forte: "Gesù, Figlio di Davide, abbi pietà di me!". Egli vive di elemosine per la sopravvivenza, e chiede luce per una vita nuova; ed Io do luce al suo sguardo, e luce che si rafforza nello Spirito che, da piccola fiamma che è, già grida a Me. Io ne faccio luce profonda e viva, perché egli si faccia mio discepolo.

Oggi sono così tanti i ciechi! …Vedo un'umanità che è immersa nelle tenebre dell'oscurità dello spirito, ma non grida come Bartimeo. É un'umanità che pasce sé stessa nella sua oscurità. Vive non di elemosina, ma della spazzatura che offre il mondo e la sbandiera per felicità e libertà, e decade poi sempre più nel buio, e nascono tanti drammi. Io vorrei portar luce alla terra, ma non c' è grido, non c'è volontà del mio intervento, non c'è luce di fede che desidera di essere illuminata. Guardo però, e in questo buio vedo ancora delle piccole lucciole: da esse Io ricreerò un nuovo giorno sulla terra. Queste lucciole, pur piccole, pregano per molti accanto a loro, per i loro cari e, per la loro preghiera, che ancora mi invoca: "Gesù, Figlio di Davide, abbi pietà di noi!", da questa piccole luci, Io accenderò ancora luce sull'umanità; ne farò condotti mediante i quali si potrò elevare il mio incendio, che è Fuoco, che illumina il sole nuovo che sorge. Ti benedico".

 


28 maggio 2010
"Quanta umanità, quanti figli degli uomini sono morti, sterili:
non fruttificano più perché più non glorificano Dio"

"Mia piccola Maria, quanta poca fede, quanta poca fede!... Stasera nel vangelo vi richiamo ad essere fruttuosi, alla santità, ad avere fede. Passo dinanzi ad una pianta di fico, che però è spoglia di frutti, e non appaga la mia fame, non glorifica Dio. Entro nella Casa del Padre mio e la trovo non Casa di preghiera e di Spirito, ma una spelonca di ladri, che fanno contraccambio e commercio. Quanto più questo è valido ai giorni vostri, figli miei! Quanta umanità, quanti figli degli uomini sono morti, sterili: non fruttificano più perché più non glorificano Dio.

Il mio sguardo va alla Chiesa: e quanta poca santità, quanta poca preghiera di elevazione allo Spirito! Come si è umanizzata, piegata al commercio e ai compromessi! E, se allora alzavo la mia mano per maledire la pianta e per scacciare i ladri dalla Casa del Padre mio e ne scaccio il male; ancora Io alzo il mio braccio per ammonirvi. Ma chi ascolta il mio richiamo? Per questo, dinanzi ad un'umanità che perisce e una Chiesa che decade, se si persiste e non c'è cambiamento, Io la attraverserò nel mio Fuoco per bruciarne e scacciarne così tutto il male.

Pietro, dinanzi al fico ormai secco, e con le radici divelte dice: "Signore, è la pianta che hai maledetto; non avrà più vita". Io dico, dinanzi alla pinta dell'intero popolo umano che muore, che è secca, sterile e non germoglia, dinanzi a questa Chiesa, che non s'innalza a Me, ma guarda molto la terra; Io vi dico: "Pregate!", la preghiera, la speranza, la fede fa rinascere a nuova vita. Se avrete fede, di quella poca fede, ciò che non è più possibile all'uomo sarà possibile a Dio. Ti benedico".

 


29 maggio 2010
"Io sono Colui che vi rivela e manifesta la Santissima Trinità"

"Mia piccola Maria, esulta e gioisci, non tremare, perché questa casa ti è data dalla Madonna, che ne è felice, perché Lei, in questa casa sarà onorata, conosciuta, pregata. Sarai nel suo grembo e nel rifugio del suo Cuore.

Stasera voi annunciate la Santissima Trinità. Che cos'è la Santissima Trinità? La Santissima Trinità è Colui che è da sempre tre volte Santo. Dio non è mai nato, ma É.

In questo giorno in Paradiso tanto viene glorificato, con inni di lode continui, che inneggiano verso il Trono dell'Altissimo, che si irradia maggiormente nel suo Fuoco, si fa ancor più ardente e ne travasa l' ardore su tutti i suoi Beati.

La Santissima Trinità è Amore: vive fuso e formato dalla stessa Unità, la stessa Sostanza, la stessa origine, eppur in Tre Persone separate e a sé stanti. Egli è simile ad un fiore il cui gambo è unico ed è la medesima linfa a nutrirlo, lo stesso calore del sole a scaldarlo, eppure i suoi tre petali sono distinti in sé. La Santissima Trinità è l'Amore che si effonde e crea, che non può rimanere solo, è diffusivo, espande e si moltiplica, amando. Chi vuole comprendere la Santissima Trinità deve vivere il suo Amore; allora ne diviene parte, si fa parte integrande del suo Fuoco, che ulteriormente sono i raggi che si irradiano.

Io sono Colui che vi rivela e manifesta la Santissima Trinità. In Me vive il Pensiero del Padre che crea, nella mia Parola c'è il suo Insegnamento, nel mio Cuore l'Amore dello Spirito Santo, che santifica. Amatemi, venite a Me, e voi vivrete la Santissima Trinità. Vi benedico".

 


30 maggio 2010
La Santissima Trinità è presente continuamente, e perennemente opera:
è il Motore che accende l'energia: è l' Amore

"Della Santissima Trinità voi potete dire di aver conosciuto che c'è e che vive, ma non si può sondare, in profondità, ciò che è la vastità incommensurabile e insondabile, che non pone confini nelle vostre intelligenze umane piccole e limitate, che debbono attendere di passare la soglia dell'altra vita, per divenire puro spirito, ove non c'è più limite e spazio per poter contemplare, adorare, conoscere, assimilare la Santissima Trinità nella sua Pienezza, nella sua chiara Essenza. La Santissima Trinità è presente continuamente, e perennemente opera: è il Motore che accende l'energia che dà origine al sussistere di ogni esistenza; e la sua Energia: è l' Amore.

Tanto più ama, tanto più riceve Amore, tanto più la Santissima Trinità evolve e maggiora la sua Gloria. L'Amore in Essa vive ed è dilatativo, diffusivo. L'Amore non può chiudersi a Sé.

Dio non poteva essere una sola Persona. Cosa avrebbe amato, solo Sé stesso? Né poteva solo amarsi in coppia, poiché questo avrebbe chiuso in cerchio il non dilatato Amore. L'Amore è perfezione nelle Tre Persone, dato che nel Tre si apre, è aperto; e nella sua apertura si fa dono: si diffonde, si dilata, s' irradia.

Come potete avere la Santissima Trinità? Voi dovete farvi tempio di Essa, formarvi una Casa che degnamente La possa ospitare, per quanto una creatura umana può. Ciò si attua nell'ubbidienza ai Comandamenti, e amando. Come può la "Santità", Colui che è Santo dei santi, entrare in una casa, che è spelonca di putredine di peccato? Come può ciò, che è Luce tersissima, che filtra il cristallino, entrare nel buio? E ciò che profuma degli incensi più puri, entrare nella melma maleodorante? Ciò che è l' Amore che arde, entrare nel cuore che è di ghiaccio? Solo nella purezza, nell'adesione alla sua Parola, nella Carità, che ama, voi vi fate dimora che L'accoglie, e nella quale viene a vivere.

Chiedete alla Madonna, andate da Lei che ha accolto, che si è fatta Casa, che ha preso in Sé, come nessuna creatura umana, e per quanto una creatura umana può in Cristo, la Santissima Trinità aiuterà voi a farvi dimora degna in cui accogliere la Santissime Persone, che ricambieranno, donandovi la loro Casa del Cielo per la vita eterna. Ti benedico".

 


31 maggio 2010
"Io lo dico: "Esagerate!" Poiché l'Amore alla Madre mia
nasce dal mio Cuore"

"Stasera voi celebrate la visita di Maria a Santa Elisabetta. La Madonna è in continua visita; è Pellegrina che viaggia per andare incontro a tutti gli uomini. É Colei che contiene la Santità, ed è chiamata a fare i Santi. La prediletta Figlia del Padre, la Madre cara, la Sposa amata, che contiene in Sé la Presenza dell'Amore di Dio e della sua Grazia santificante che porta ad ogni creatura, che la vuole accogliere. Maria va a far visita ad Elisabetta, e il suo incontro, la sua accoglienza, fa scendere lo Spirito Santo, che dà lume e conoscenza, sì che Elisabetta dà lode alla Madre del Signore, nella sua rivelazione, e che Maria rivolge verso il Padre Santissimo, degno di ogni magnificenza, e da cui tutto proviene.

Dalla sua visita trascorsa in questa casa, Zaccaria lascerà tutti i suoi dubbi e si farà Santo. Elisabetta raggiungerà un elevato grado di santità. Ella, dopo aver venduto gli interi suoi beni per i poveri, si ritira, come una eremita, tra luoghi nascosti, per essere dono completo e con vita di penitenza, di adorazione e di contemplazione di Dio, insieme a Giovanni. E, dalla grazia ricevuta già dal grembo, di Giovanni ne farà il Profeta di Dio.

Accogliete la Madonna! Chi La accoglie e L'ama, riceve lo Spirito Santo. La Madonna è la più tenera delle madri. In Lei è raccolto l'Amore di tutte le madri esistite e che sono. Ella travasa d'Amore per voi: sapeste quanto vi ama! Ella è "la tutta Misericordia", che non si scandalizza dei figli peccatori, ma li va a far visita per condurli verso la Casa del Padre. Tanto più a Lei ci si affida e ci si abbandona e più Ella ne fa vetta di santità; vi porta verso le cime delle virtù e dell'Amore di Dio.

Ah, se la Chiesa comprendesse questo Mistero, che annuncia e non vive. Il demonio subdolo è riuscito ad entrare nelle coscienze degli uomini della Chiesa per dire: "Non esagerate nella devozione alla Madonna!". Ma potrebbe Ella togliere la luce al mio sguardo, offendere il mio primato?... Figli miei, Io lo dico: "Esagerate!" Poiché l'Amore alla Madre mia nasce dal mio Cuore, e Lei ne fa glorificazione di Dio. Tutto ciò che Le viene dato passa attraverso la purezza e la santità del suo Cuore Immacolato, e ne nasce oro finissimo da portare, esser degno d'essere offerto, all'Altissimo.

Se la Chiesa così l'amasse a La seguisse, se al suo Cuore si consacrasse, la Madonna ne farebbe Chiesa secondo la mia Volontà, mio Regno, e mia Casa santissima. La Madonna vi viene a far visita per condurvi a Me, e vi forma per far sì che anche voi andiate e siate tra coloro che per le vie della vostra vita, portino Gesù Cristo. La Madre accolta sulla terra, vi accoglie poi in Paradiso, ove vi rallegrerete e gioirete della sua Maternità.

Iddio cerca lo sguardo celestiale e terso di Maria, cerca la sua voce melodiosa e casta, cerca le sue mani operose e caritatevoli, da cui nasce ogni bene.

Cerca, cerca il Cuore della Madre, che tanto Lo ha amato, rallegrato e glorificato! Lei vi viene a fare visita: aprite la porta, le braccia, il cuore; e come Elisabetta, voi gioirete nello Spirito Santo. Ti benedico".