banner di gocce di luce banner di gocce di luce
martedì 17 ottobre 2017

in questo mese meditiamo le Gocce di luce di ottobre 2008, ottobre 2009, ottobre 2010, ottobre 2011,
ottobre 2012, ottobre 2013, ottobre 2014 e ottobre 2016

Gocce di luce: Gesù parla ad un'anima

       
       

Ottobre 2010

Il Concilio non ha seguito, in pieno, il programma e i desideri posti dal Papa

 

 

Ave Maria!

 

1 ottobre 2010
"Teresina ha indicato la piccola via, il segreto, il tesoro della santità"

"Mia piccola Maria, puoi dare ciò che hai scritto poiché è ispirato dallo Spirito: è proprio così!

Stasera ricordate la mia Teresina che, piccola bambina, rimasta infante, pur nella cresciuta statura, ma infante nell'innocenza del cuore e dello spirito, simile ad una creatura da poco nata, che si stringe e sorride tra le braccia della Madre. Dinanzi a tanta piccolezza il Cuore di Dio è attratto, s'intenerisce. Il Signore non può che prendere in sé, porgerle Egli stesso la sua natura, travasare e amarla d'amore caro. Teresina ha indicato la piccola via, il segreto, il tesoro della santità, la via diritta che conduce a viverla. Di tutto ne ha fatto occasione di offerta: le gocce di acqua sporca nel bucato che le ricopre il volto, la santa pazienza di fronte al borbottio dell'anziana consorella. Il suo scrigno si è ricolmato di gemme d'offerta, pur nella sua breve vita. Imitatela!

É via per tutti. Tutti la possono percorrere; in ogni momento potete trovare occasione per donare. Ma voi quanto ne sprecate, oggigiorno, e gli scrigni rimangono semi vuoti. Imitatela nella piccolezza, nell'innocenza, nel nascondimento, nella bontà, nella trasparenza d'amore, simile ad un bimbo che si diletta nel gioco e ne fa motivo di gioia per il suo Signore. Imitate Teresina, il cui animo è ricolmo dei svariati colori di tutte le virtù, come quei fiori che ha amato sulla terra, e ne ha tempestato l'anima sua. Pregatela perché anche in voi nasca il desiderio di camminare e percorrere la via piccola, ma di grande santità. Sono essi: gli umili, i bimbi di cuore, che attorniano il mio trono, che hanno compreso la Sapienza di Dio, e per questo sono i miei veri Dottori nella Chiesa. Ti benedico".

 


2 ottobre 2010
"Gli Angeli custodi hanno cura di voi
più di un fratello di carne, più dell'amico più caro"

"Oggi celebrate i Santi Angeli custodi, che sono le luci accese di puro spirito, che emanano luci in Cielo come in Purgatorio e sulla terra. Essi vi sono dati a tutela e difesa, e vi sono posti accanto dal momento del vostro concepimento sino all'ultimo viaggio; e poi ancora vi accompagnano in Purgatorio sino ad esservi amici eterni in Paradiso. Gli Angeli custodi hanno cura di voi più di un fratello di carne, più dell'amico più caro, poiché essi si occupano ed hanno preoccupazione della vostra salvezza eterna. Sono coloro che si fanno intermediari della vostra vita offerta, presentano l'anima vostra, perorano la vostra causa, ciò che siete di bene. lo scrigno si apre dinanzi alla Santa Messa, nell'offertorio, essi procedono e portano le vostre offerte, donate nella carità e nella preghiera. Sono puri spiriti che vivono dell'adorazione di Dio, e il loro compito è condurre a questa adorazione, a farvi spirito.

Chi può vedere gli angeli se non chi è innocente, il cui spirito si fa trasparente e si eleva e così, i piccoli bimbi sorridono loro, ma di essi il ricordo poi si smemora nella pesantezza della carne. Li vedono i santi, i benedetti, e quelli che poi in purgatorio, nella loro purificazione, si spiritualizzano, si rendono puri e così possono vedere i loro Angeli, sentono le loro esortazioni, godono della loro consolante bellezza, del loro interesse amoroso. Quanto gli Angeli vi difendono! Da quanti pericoli vi liberano, da quali attacchi vi difendono! E come cercano in ogni modo di indicare, di indirizzarvi per la via del Signore, la via del Cielo! Sono così mesti quando le anime non ascoltano e ci si volta da loro, ma essi cercheranno comunque, per l'intera vita, di spronare al bene. Se perderanno la creatura a loro affidata con quale mestizia tornano soli al Cielo! Ma quale gioia, quale letizia, se l'anima con lui vola verso il Padre, e gliela presenta e dice: "É mio fratello! Tu me l'hai affidato, mio Signore, a Te lo rendo!".

Oggi non c'è più molta devozione agli Angeli custodi perché se le preghiere, la devozione, l'amore per essi venissero maggiorati, quanto più essi potrebbero per voi! Tanto più li invocate, tanto più essi acquistano potere, forza, speranza nel guidarvi. Amate gli Angeli custodi! Essi vivono di Dio, il loro sguardo è fuso a Lui. Ti benedico".

 


4 ottobre 2010
"Io ti associo al mio Getzemani, che è per un tempo, ma poi torna la luce"

"Mia piccola Maria, è tenebra dura, fa male, pare non farsi uno spiraglio di luce e la fede mancare. Non attenderti, figlia, che tu sia compresa nemmeno dai sacerdoti. Solo Io, che l'ho vissuta pienamente, e il tuo padre spirituale può comprendere. Ecco, Io sono simile all'Angelo che viene a confortare il mio Getzemani grande. Io vengo a dare luce al tuo piccolo Getzemani. I sacerdoti cercano di dare una spiegazione logica, inerente alla fede nella prova, e ciò è vero. Ma non è per il Getzemani. Esso è l'ombra che invade e ricopre, e il buio dell'anima che non sente risposta e non pare avere speranza. Io ti associo al mia Getzemani, che è per un tempo, ma poi torna la luce e la fede; e quella oscurità che va e viene serve per dare luce alle altre anime. Io ho gridato nella lotta, nell'oscurità del tormento, ho gridato al Padre: "Si allontani questo calice!", e non subito ho detto: "Padre sia fatta la tua Volontà!" C'è voluto del tempo di lotta, che mi ha fatto sudare Sangue, per dare il mio consenso. Io ho guardato al Cielo con suppliche e grida: un dolore oscuro, che non dava spiraglio alla speranza, la cui tenebra s'ispessisce e non fa intravedere luce, ne copriva ogni forma di risurrezione, e si fa lotta che fa sanguinare, alla cui vittoria torna il chiarore e la fede piena, ma non si può comprendere se non la si vive.

Stasera voi ricordate il mio Francesco, il menestrello di Dio, che cantava inneggiando lodi all'Altissimo, verso il Cielo, e piangeva amare lacrime per il mio dolore, per il mio amore non amato, per il peccato degli uomini. Egli si impasta nella terra, si immerge nella terra, la ama, ne fa parte perché la terra s'innalzi a Dio. Francesco si immerge nel Creatore e nella natura creata, ed ogni sua creatura. In essi abbraccia di nuovo l'amore e l'amicizia con il Creatore.

Dal Paradiso Francesco piange lacrime sui suoi francescani, che non rispecchiano più l'abito; quasi non viene da molti indossato, mentre il suo saio era lacero, sporco, rattoppato, per indicare il suo sofferto cammino, la povertà di sé, la povertà della materia che innalza allo Spirito, il distacco da tante sovrastrutture, da tanti agi che allontanano, mentre più si è poveri tanto più ci si arricchisce dei doni del Signore.

In Cielo Francesco viene immerso nell'adorazione con lo sguardo proteso al trono di Dio. Ma rimane con lo sguardo basso dinanzi alle anime dei beati che accorrono, così numerose, per venire a lui e arricchirsi delle sue virtù, delle sue bellezze, e Francesco lascia fare, sorridendo. Egli prega e intercede per la terra, per un mondo che s'incontri con il suo Creatore, non solo nell'abbraccio dell'ecologia, ma di un'ecologia dell'anima che prima si riconcilia, si purifica con Dio e prima vivrà di conseguenza l'ecologia, l'amicizia e l'alleanza con una natura umana purificata e casta. Ti benedico".

 


5 ottobre 2010
"Richiamo particolarmente i sacerdoti, i religiosi… quanto attivismo!"

"Stasera nel Vangelo ancora Io richiamo alla contemplazione, all'adorazione, all'unione intima con Dio. Non mi stancherò di dire e richiamare a questo, dato che a chi potete chiedere l'amore se non a Colui che è l'Amore? Chiedere lo Spirito a chi se non allo Spirito? Chiedere di vivere le cose del Cielo se non al Cielo stesso? Chiedere le virtù, ciò che è buono e amabile e poterlo vivere, se non a chi è la Virtù, l'Amabile, ed è Buono? Gli uomini dicono: "questo noi lo sappiamo!" e perché allora poi non viene fatto? Io vedo tanto affanno, tanto correre …verso cosa? Se poi questa corsa per tutti si arresta, o per una malattia, o per un incidente, o per la morte che viene con il suo tempo; e cosa vi portate dietro? L'affanno? Le cose, i beni per cui tanto avete corso e penato e che dovrete lasciare?

"Marta, Marta, tu ti affanni e ti agiti per troppe cose! Maria si è scelta la parte migliore". Richiamo particolarmente i sacerdoti, i religiosi… quanto attivismo! Quanta priorità all'attività umana, pur se a fin di bene. Come Iddio divenga spesso solo la motivazione che li giustifica, che li tiene nel cammino; ma ne hanno snaturato il senso, la cui priorità, che santifica e benedice, non viene vissuta; e per questo, l'opera umana si fa arida, si secca, non porta raccolto. Richiamo pure le famiglie, pur se il loro agire è più comprensibile e giustificato; ma anche ad esse, alle famiglie cristiane, Io chiedo una più intensa unione a Dio, che si faccia più profonda, vissuta; che non si contentino solo di qualche preghiera serale o della sola Messa domenicale. Si facciano ferventi nell'orazione e nell'adorazione: le loro preghiere scenderanno come benedizione sulla figliolanza, e li accompagna nel cammino. Iddio può giungere ove voi non potete, compie e dà vita a ciò che potete, benedice e santifica l'opera, pur buona, che compite. Iddio aiuta, allarga gli orizzonti che si fanno i suoi. I vostri passi e le vostre mani si fermano al poco spazio che potete percorrere, mentre il Signore lo dilata nelle sue misure. Abbiate fede, imbevetevi del mio Sguardo. Date il primo passo al Signore, la primizia del vostro agire. Unite il cuore al Cuore mio, e allora l'amore dello Spirito Santo viene e feconda; e vi nascerà la Volontà sua, la Carità che è di Dio. T benedico".

 


6 ottobre 2010
"Quanti solo nella preghiera si sono santificati!! Come San Bruno"

"Stasera nella Sacra Parola viene detto a Pietro: "Se tu che sei giudeo non vivi da giudeo, come puoi aiutare i pagani a farsi giudei?". Così Io dico a voi: "Se voi che siete cristiani non vivete da cristiani, come potete aiutare a convertirsi i lontani, gli atei, i miscredenti, a vivere il cristianesimo?". …Dalla preghiera! La preghiera è canale comunicante tra voi e Dio, attraverso cui passa il respiro dello Spirito. Se pur dite: "Io credo!", ma poi non si prega, è un cristianesimo morto: non ha ossigeno nell'anima, non respira! Quanti solo nella preghiera si sono santificati!

Come San Bruno, di cui ricordate oggi. I miei Santi si allontanavano, eremiti, per vivere la preghiera e unione a Dio. La loro preghiera dava benedizione alle opere dei fratelli, ardore ai cuori, conversione alle coscienze, dava luce. Molti diranno: "Ma è noioso!... è ripetitiva, si ripetono le stesse frasi!...". Figli miei, tutta la vita è una ripetizione degli stessi atti: mangiate ogni giorno, ma non ve ne stancate, fate le stesse carezze quante volte ai vostri bambini, e quante volte ripetete le medesime frasi affettuose a chi amate! Quando si ama non ci si stanca, e la preghiera è il motore che ravviva ed evolve l'amore, che ne dà continuazione, evoluzione, nascita, crescita. La preghiera è il grembo che feconda alla mia Vita. Per questo vi invito: Pregate!

Ti benedico".

 


7 ottobre 2010
"Nel Rosario la Madre Santa si fa presente e porta a voi la pace"

"Mia piccola Maria, ravviva la speranza, ravviva la speranza! Il demonio, tramite tanta oscurità, cerca di far perdere la speranza, mentre su tutti Io mi riverso e sono vittorioso.

Sara per cui preghi sta andando verso il Cielo. Stasera nel vangelo ancora vi esorto alla preghiera. Pregate! Così come vi dico: se un amico, venendo di notte, importuna e continua a bussare, il padrone di casa scenderà per aiutarlo. Vi dico: se non lo farà per l'amicizia, lo farà per l'invadenza, per il persistere del suo bussare, per l'insistenza. Quanto più quindi alla vostra perseveranza Iddio opererà in voi! Voi direte: "Signore, è molto tempo che io prego e non ho ricevuto quella grazia tanto chiesta, non ho avuto quella conversione, o la guarigione. Io vi rispondo: "Figli miei, voi misurate nel vostro tempo, nei giorni, e negli anni vostri. Dio ha il suo tempo. Ma nella vostra perseveranza c'è la santità, e nella preghiera voi già venite esauditi nella vostra sussistenza. Tutto nasce da Dio e dalla preghiera che si unisce a Lui. Voi vivete per essa, per la vostra orazione e per quella altrui, anche quella proveniente di altre religioni purché fatta di cuore e autentica.

Io formo ogni giorno: do il sole, e la notte con il suo scorrere, do alito al vostro respiro, pensiero alle vostre menti e battito al cuore, do agire alla vostra opera e ogni mezzo di sostentamento, eppure non ve ne avvedete: tutto è per voi ovvio e scontato. Senza di Me non c'è più sole, né acqua, né amore, né vita. Io sono presente e già rispondo alla vostra preghiera.

Ancora, in questo giorno che ricordate la Madonna del Santo Rosario, Ella vi invita ad usare questo mezzo d'orazione, che è un'arma potente presso di Me e potente contro il diavolo che la teme, e fa di tutto per farla boicottare. La Madonna con il Rosario si fa cordicella che vi tiene uniti a Sé, mano nella mano, nell'intercalare dei rosari. Ella vi conduce ad incarnare la Santa Parola per far sì che con Lei giungiate al Regno della salvezza, alla nascita di Cristo in voi. Nel Rosario la Madre Santa si fa presente e porta a voi la pace e lo Spirito; e quante guerre verrebbero debellate alla sua recita, quante tentazioni allontanate, quanta verità e luce diffuse, quanto amore vissuto! Maria vi riforma, con esso, alla vita di Dio e vi tiene legati alla sua protezione e difesa.

Ah, se tutti i sacerdoti lo amassero e lo recitassero ogni dì e pregassero così nei seminari o all'inizio prima delle Sante Messe, o raccolti insieme con la corona nelle famiglie! Quanta luce, quanta pace, quanto spirito scenderebbe! E i molti problemi che così vi affliggono, così difficili da districare, Lei, la Madre, li scioglie come la cera dinanzi al suo calore. Voi, tra i tanti, dite: "Ma noi vogliamo pregare ma non con il rosario!...". Pregate voi, figli miei! Ognuno che lo vive, lo ama, lo prega, unisce coloro che sono lontani nello sgranare dei suoi grani, nell'intercedere con le Ave Maria per molte anime, al Cuore della Madre, che se ne prende cura per condurle alla salvezza. Ti benedico".

 


8 ottobre 2010
"Molti ritengono Dio autore dei tanti mali, l'autore di carestie…"

"Mia piccola Maria, Io sono la tua difesa, la tua protezione. Io sono il Custode che ti ricopre. So che ciò che è carnale e concreto consola e dà una realtà fattiva, ma tu sai, pur non vedendo, nella tua fede, che Io ci sono e sono con te nel vivere e nel combattere la tua prova.

Stasera nel mio Vangelo vengo accusato di far le opere e i miracoli per intervento di satana. Ancora oggi molti ritengono Dio autore dei tanti mali, l'autore di carestie, di guerre, di violenze, di terremoti e cataclismi, ed Io torno a dirvi: non è Dio che compie questo, ma satana. Satana vi vuole distruggere e usa il potere che viene dal peccato dell'uomo, usa la fragilità e le cattiverie degli uomini per condurre alla disperazione e alla perdizione. Iddio è con voi. Io ho sconfitto satana, ma c'è bisogno della vostra opera, del vostro intervento: che entriate nel mio esercito e vi poniate a battaglia contro il male. I miei cristiani dicono di seguirmi, ma Io sono a capo di un esercito inerme, flaccido, accidioso; così pochi i valorosi che affrontano anche a riscatto della propria vita, che si pongono coraggiosamente ad affrontare con Me le battaglie del bene. Iddio vi ha donato tutti i mezzi per la sussistenza e per essere creature libere, vi ha indicato quale la via da seguire per avere libertà e pace, si pone con i figli nel cammino ed offre Sé stesso, ma ci vuole il vostro combattimento nei mezzi che vi ha dato: nella preghiera, nei Sacramenti, nella carità operosa; ma quanti in verità la vivono?

Mentre egli, l'iniquo, corre, non si ferma, opera continuamente schizzando e intossicando ovunque con il suo veleno, corrompe e suggestiona nel male, e l'uomo gli va dietro, non pone resistenza. Quando una casa è ben custodita, come dice il vangelo, è casa a difesa in Dio, il demonio non potrà scardinarla, ed anche se posti nella prova e nel dolore sarete vittoriosi! Se c'è questo sconquassamento nelle famiglie e il demonio è entrato a dividere, ove è la preghiera comune? Ove il ricorrere alla difesa del Signore? Voi dite: siamo rimasti soli a pregare! Io dico: pur se è rimasta un'unica vedetta fedele, che scruta l'orizzonte alla mia ricerca, e se siete rimasti simili all'unico soldato in difesa alla protezione della vostra casa, anche se vedete i figli morire a questa vita dopo un rincorrerla nel male, le vostre preghiere, la vostra battaglia, il bene e l'amore operato in loro difesa, li accompagnerà al mio giudizio, e questa battaglia, operata da voi, farà così gran luce da accecare satana; ed Io dirò: "Figlio, vuoi venire da Me? Sei dalla mia parte?". Io vi dico che accoglieranno. Ti benedico".

 


10 ottobre 2010
"Io vedo la lebbra che colpisce lo spirito dell'uomo che ne è invaso"

"Mia piccola Maria, quel che ascolti durante la Santa Messa avrai la grazia di poter ricordare serenamente anche a casa. Chi è che canta, chi è riconoscente, chi inneggia e dà lode a Dio perché riconosce, come dono, ciò che ha e vive, che sono i benefici del Padre celeste, che vi fa sussistere? Chi sa rispondere con un cammino di preghiera e amore nella riconoscenza e nel ringraziamento? Chi è umile, che ha un cuore piccolo, sa essere grato e ringraziare: nel suo percorso di lode e gratitudine ricambia con sacrifici d'amore, e in questa offerta c'è già tracciata la via alla santità.

Naaman il lebbroso si bagna nel Giordano, secondo le indicazioni del profeta, sette volte, e viene in esso risanato completamente, e per questa guarigione fa sacrifici di ringraziamento all'unico vero Dio. Il Giordano rappresenta il santo Battesimo, le acque sante della madre Chiesa, i suoi Sacramenti che vi daranno guarigione e vi saneranno dalla lebbra del peccato. Esso prefigura tutto ciò, dato che nelle sue acque entrerà la benedizione della Persona del Cristo. Oggi la lebbra non è che relegata a pochi abitanti della terra, e per chi ne è colpito nel suo penare c'è già, mediante essa, un percorso di purificazione e di guarigione spirituale per la vita eterna.

Io vedo però la lebbra che colpisce lo spirito dell'uomo che ne è invaso, una lebbra, al mio sguardo, che lo ricopre con le sue piaghe aperte e purulente; infatti è impossibile a sentirne il fetore, …monchi perché ne viene spezzata e resa storpia l'anima e spesso l'interezza dell'uomo nel corpo come nella mente. Cosa devo fare dinanzi ai lebbrosi di questa lebbra, che a voi spesso rimane nascosta, ma così palese ai miei occhi? Devo averne ripudio e allontanare, distaccarmi o averne pena? Io chiamo, chiamo e invito a venire a Me, così come sono venuto a curare e dare santità ai dieci lebbrosi, richiedendo che vadano dai sacerdoti nella Casa di Dio. Così oggi vi richiamo a ricorrere alle acque dei miei Sacramenti per far sì che veniate sanati. Iddio può in essi dare guarigione fisica e spirituale. Vi invito a deporre voi, che vi immergete in esse, i vostri cari, coloro che portate nel cuore, i lebbrosi che conoscete di deporli attraverso di voi nelle acque del Giordano ove Io sempre attraverso e benedico, ove la mia pietà è infinita. Ti benedico".

 


11 ottobre 2010
"Il Concilio non ha seguito, in pieno,
il programma e i desideri posti dal Papa"

"Mia piccola Maria, sono proprio con te, accanto a te. Nessuno ti può capire come Me, nessuno ti ama come Me. Nessuno come Me può comprendere le profondità del cuore umano e scrutarne le viscere, ed Io ti conosco in ogni più intima fibra. Dato che ognuno ti parla e agisce secondo i propri schemi e le proprie vedute umane limitate.

Oggi ricordate Giovanni XXIII, il mio Giovannino dal cuore buono, che tanto ha cercato però di celare, con una certa austerità di compostezza, la sua fanciullezza d'animo che in privato tutta in Me traspariva ed esternava. Quanto egli si è piegato per cercare di uniformarsi alla vita e le condizioni dell'alta gerarchia della Chiesa con i suoi schemi! Con quale auto disciplina, per mio amore, si è sottoposto Giovanni, che avrebbe desiderato fare l'umile parroco di campagna per aiutare i poveri, i malati, i semplici simili a lui. Con quanto sforzo ha cercato di aderire ai programmi e alla vita della gerarchia ecclesiastica e carità vissuta. Per ispirazione dello Spirito Santo egli volle, mediante il Concilio, aprire ad una Chiesa che si facesse più profonda, autentica e aperta, ma il Concilio non è stato effettuato, non ha seguito, in pieno, il suo programma e i desideri posti dal Papa (*). Con quale dolore ne ha preso coscienza! E ha offerto la sua vita per la Chiesa.

Il Concilio Vaticano II, pur essendo voluto dallo Spirito Santo, non ha seguito pienamente le direttive del Papa e non ha posto argini, non ha posto difesa e muraglia perché non vi entrassero le volpi, i corvi e i serpenti con i loro errori, che grandemente hanno portato tanto errare dell'agire umano, pur nelle sue cose buone, nella Chiesa (**). E l'oscurità vi è penetrata con il suo fumo (***).

Dovranno giungere i nuovi tempi, quando la Chiesa purificata da essi, vivrà pienamente ciò che il Concilio Vaticano II doveva essere, seguendo la guida propagata da Giovanni XXIII e dai Papi che lo hanno susseguito, essendo i voleri del mio Cuore. Ti benedico".

(*) É risaputo che il programma preparato dal Papa venne bocciato nella prima seduta conciliare e ne venne proposto e approvato un altro

(**) Soprattutto nel dopo Concilio

(***) Papa Paolo VI nell'omelia "Resistite fortes in fide" del 29 giugno 1972, chiedendo di essere ascoltato come se parlasse S. Pietro stesso, disse di avere la sensazione che "da qualche fessura sia entrato il fumo di satana nel tempio di Dio". E specifica che cosa intende per "fumo di satana", cioè "il dubbio, l'incertezza, la problematica, l'inquietudine, l'insoddisfazione, il confronto…Si credeva che dopo il Concilio sarebbe venuta una giornata di sole per la storia della Chiesa. É venuta, invece, una giornata di nuvole, di tempesta, di buio, di ricerca, di incertezza"

 


17 ottobre 2010
"Non vi stancate di pregare, siate perseveranti!"

"Mia piccola Maria, da quanto ti attendevo, e finalmente sei giunta! Il più felice di questo nuovo incontro sono proprio Io, figlia mia. Non ti allontanare da Me, mia diletta! Proprio il distacco vuole il demonio, il far sì che tu non abbia a vivere questa intimità di preghiera e di fusione con il tuo Dio, a tu per tu, la preghiera più fruttuosa.

Pure oggi la mia Parola vi invita fortemente alla preghiera: Mosè con le braccia elevate si rivolge al Padre celeste per avere la sua protezione e forza per vivere la battaglia contro il nemico. Egli è vincente quando le braccia rimangono alzate e intercedenti, mentre perde quando si stanca e decadono, per questo ha bisogno dell'appoggio altrui per rimanere proteso verso l'alto.

Perché questo mondo decade in tanta violenza e non riesce a sconfiggere il male, a vincere nelle sue battaglie? Perché non c'è preghiera; la preghiera che intercede presso Dio, l'unico che ha il potere e la forza di debellare il male e sconfiggerlo, e i pochi che pregano spesso si stancano, dato che non hanno altri che li sostengono nella loro orazione. Nel vangelo vi esorto, continuamente vi invito: "Non vi stancate di pregare, siate perseveranti! La perseveranza viene premiata". Chiedete allo Spirito Santo, invocate lo Spirito Santo, che è Persona, e così come il Padre ha un Cuore, Gesù Cristo ha il Cuore, così lo Spirito, ed Ognuno dà ciò che possiede, le sue ricchezze e ciò che è. E lo Spirito Santo vi darà la fortezza, la perseveranza, la santità alla preghiera; lo Spirito vi rivestirà di Sé.

Dove sono i presupposti per l'orazione per far sì che lo Spirito agisca e sia fruttuosa, nell'umiltà e nella verità? E la Verità è figlia dell'umiltà; esse vi danno le fiducia e la confidenza che rendono la preghiera potente presso Iddio. Potete così pregare con il cuore nel colloquio con il Padre vostro e la Madre vostra, inneggiando nella lode, come nella meditazione della mia vita: il Vangelo, i miei sacri Misteri, partecipando ai miei dolori, meditando la mia Santa Passione e partecipando alla Santa Messa, nell'adorazione, ne ricevermi nell'Eucaristia, quando uniti siamo un tutt'uno, che nell'intimo si sviscera e non può che ascoltarvi.

Come è preziosa la preghiera nel ringraziamento alla Comunione! Quali grazie, e come viene sprecata! La preghiera è l'alito di Dio che vi entra dentro. Egli alita il suo Spirito e vi rende santi, vi dà ciò che Egli è, vi difende. Se non c'è preghiera vi fate case vuote e in esse: disabitate, non armate e non protette, entrano i diavoli che sono simili a piccoli esseri, mostriciattoli, corpuscoli che sono infiniti di numero, e possono entrare e portare il loro male, il loro veleno, che come un cancro dilata e infetta. Ed ecco che l'uomo, pur nella sua apparente normalità, non può farcela a resistere a tanta forza che lo spinge alla malvagità, che lo conduce a commettere ogni forma di ferocia e violenza.

Pregate, pregate nel vero e con il cuore! Quanti problemi che gli uomini non possono risolvere da soli e sconfiggere tanti mali, solo orando nell'unione con Dio, tutti si districano. Se l'intera umanità nella sua preghiera, sia personale che comunitaria, si unisce nell'orazione con le mani alzate all'Altissimo, Iddio vi risplenderà con la sua Verità. Ti benedico".

 


18 ottobre 2010
"Stasera voi ricordate il mio Luca, uomo di grande intelletto"

"Mia piccola Maria, Io entro nell'anima e vedo presenti, dinanzi a me, le intenzioni e le condizioni dell'anima e, se autentica e in Grazia, Io già opero, già sano, e vado nella mia benedizione; mentre per chi è nel male: peccato si aggiunge a peccato e l'oscurità si fa più fitta e non c'è opera.

Stasera voi ricordate il mio Luca, uomo di grande intelletto, di grandi doni naturali e capacità, alle quali ha corrisposto nei suoi talenti per magnificare Dio. Uomo di misericordia e accoglienza, egli medico e anche ricercatore della scienza del tempo nello studio del corpo umano, nella ricerca di conoscenza per le cure alle creature. Quante file, alla sua porta, di infermi, alle cui cure si è dedicato per sanare e sostenere, con tutti i mezzi e secondo le possibilità del tempo.

Uomo di intelletto che molto ha scritto di Me; molti sono i trattati, oltre al Vangelo e agli Atti degli Apostoli, ma che sono però andati perduti. Uomo d'arte e anima nobile che del suo ingegno ha usato per dare volto, per descrivere e dare magnificenza alle bellezze delle cose di Dio. Ricercatore profondo che analizza, indaga, e va alla ricerca della mia storia tra coloro che mi hanno conosciuto e possono testimoniare direttamente di Me: un giornalista, potreste dire, d'oggi! Egli soprattutto indaga e chiede alla Madonna, un intreccio, un'unione e un'amicizia profonda, e Lei doviziosa molto racconta di Me: di tanti episodi, che egli raccoglie ma di cui solo i più importanti, i più significativi, sono riportati e ricordati. Dalla Madonna Luca acquisisce e assimila sempre più il suo Cuore di Misericordia e la Carità.

É il testimone che vuole far conoscere l'umanità di Dio, Dio che si fa uomo, che ha bisogno e viene concepito in un grembo materno, che nasce e vive la sua infanzia di Bambino alle cure di una Madre e un Padre, solleciti e amorosi. Luca si va formando, nel suo crescendo di percorso, alla ricerca dell'interiorità dei sentimenti che ha vissuto Cristo perché voi possiate recepire la Misericordia, la Carità, l'Amore che traspare dai suoi scritti e, tramite i quali, vi chiama a conoscere e a vivere. Luca si dona; la sua vita è un dare continuo sino alla morte, un martirio per la sua fedeltà al cristianesimo, all'affermazione del Regno. Egli si offre al Padre proprio perché venga amata e vissuta la sua Misericordia e la sua Carità dai cristiani e dal mondo intero. Ti benedico".

 


19 ottobre 2010
"É la Passione che fa risorgere!"

"Sii fiduciosa, che tutto si compie! Da questo libro nasce tutto il resto. É il mio libro, che nasce e prende vita dal mio Cuore divino, che dona la sua Parola mediante l'Eucaristia, ove il soffio dello Spirito rivela i suoi desideri; ma è anche tuo poiché è impastato e formato dalle tue lacrime, dalla tua sofferenza e dalla tua attesa.

Oggi voi ricordate il mio San Paolo della Croce, uomo crocifisso, che ha pianto tante amare lacrime sulla mia Santa Passione perché fosse annuncio della mia Croce, fondando una famiglia che ricordasse il mio dolore e il valore di esso. Oggi chi comprende il senso della propria croce? La mente dell'uomo è annebbiata dal torpore del nemico, e non comprende. Io vi chiedo di essere desti: dovete pregare! La preghiera vi tiene desti, vigili, vi aiuta a vivere la croce, a capirne il senso, a valorizzarla in Me.

San Paolo indica la strada nella meditazione della mia Santissima Passione. Solo guardando alla mia Croce, meditando e piangendo sui miei dolori, voi potete accogliere la vostra e farla santa. Non c'è risurrezione senza Passione, prima la mia e poi la vostra personale. Oggi si vuole fare subito un salto alla Risurrezione anche nella Chiesa ove viene celebrata in funzione solo di essa, che è suo fine; ma non vi può essere Risurrezione se non si vive e se non si celebra il passo della Passione. É la Passione che fa risorgere! La Chiesa si pone oggi in un continuo festeggiamento e dimentica ciò che Io sono e con il quale ho vinto, ed è la Croce! Nella preghiera alla Croce la vostra mente si snebbia ed entra la Sapienza della Croce; la luce degli occhi la riconosce, il cuore l'ama e ne dà valore. Voi la potete vivere. Ti benedico".

 


20 ottobre 2010
"Prossima è la nascita di una generazione nuova"

"Mia piccola Maria, stasera Io annuncio e grido: "Guardate i segni del tempo!", e riconoscerete che è giunto, è prossimo il parto, così come conoscete i segni del tempo che cambia con le sue conseguenze, sappiate guardare i segni, gli eventi che si fanno più dolorosi, che comportano sempre maggiore sofferenza. Siete nel travaglio del parto e sempre più si maggiora la sua pena e i suoi dolori, dato che prossima è la nascita di una generazione nuova.

Come già la Madre mia, quando è prossima la mia Nascita, si racchiude tutta in Dio, si chiude nella preghiera, s'assorbe alla sua estasi. Io vi invito continuamente a riconciliarvi con il Giudice, finché siete nel percorso della vita, perché non abbia poi a chiudervi in prigione. E chi è il Giudice supremo se non Dio Padre? Tornate a Lui perché ci sia nascita della Grazia in voi. Rifugiatevi, riallacciate l'Alleanza perduta, riconciliatevi con la Santa Confessione, unitevi ai Sacramenti. Convertitevi, e il debito molto sarà condonato.

Ma chi ascolta? Se ci fosse questa riconciliazione la nascita diverrebbe un lieto evento, esente da tanto dolore, ma se la durezza permane e il mio richiamo inascoltato, la sofferenza del parto sarà grande, dato che il peccato non è stato riscattato; e per salvarvi c'è bisogno di lavaggio, di purificazione da esso: non si può entrare con l'abito sporco nel Giardino dei giardini, e per questo, se si cade nel burrone degli inferi non basterà la terra, ci vorrà la prigione del Purgatorio, che è dura, figlia mia, molto più dura del penare terreno, ed Io cerco insistentemente, con Cuore accorato, con inviti d'amore e timore, di risparmiarvela. Riconciliatevi a Dio!

Il Purgatorio è prigione dal quale non si può uscire se non si è pagato sino all'ultimo debito e l'abito si sia fatto degno e puro per entrare nel Regno. Ad ognuno la sua pena secondo il peccato e le conseguenze, che non sono dimenticate, e l'attesa è spesso lunga, per la nascita eterna. Riconciliatevi oggi, e aiutate i fratelli nella Riconciliazione alla Misericordia mia, e il debito verrà riscattato nel mio Sangue; molto vi verrà condonato. Ogni figlio che ritorna è nascita alla mia vita. Ti benedico".

 


21 ottobre 2010
"Non sono venuto sulla terra per portare la pace, la pace umana"

"Mia piccola Maria, Io sono con te e t'amo così come sei. Stasera Io grido nel Vangelo: "Sono venuto per portare il fuoco sulla terra e come vorrei che fosse già acceso!". E qual è questo fuoco se non il Fuoco dello Spirito Santo, che arde nei vostri cuori e che, se tutti lo vivessero, porterebbe a vivere le cose di Dio, e con esse la salute e la gioia? E come potete accendere questo Fuoco se non in una fede che è autentica, che testimonia nel Vangelo la sua fedeltà? La fede non può essere vissuta superficialmente; ma per lo più costa lotta perché sia verace.

Non sono venuto sulla terra per portare la pace, la pace umana, quella del mondo, che è falsa ed fatta di convenevoli, dei bei modi, dell'accoglienza del compromesso, pur di non aver noie e problemi, pur di vivere la propria pace. Chi segue Cristo partecipa alla sua Persona, e ciò comporta persecuzioni e lotte anche all'interno della propria casa, e questa adesione, quando è sincera, porta divisione e combattimento. L'adesione a Colui che è l'Unità è superiore e, seppur porta divisione con la terra, con i fratelli, la vostra fedeltà conduce a congiungersi a loro anche se dopo la vita, all'unione in Cielo. Dio vi chiede di esser forti, di non piegarvi al mondo: non si può accondiscendere e piegare la legge divina, che è Verità e vero Bene, che è suprema, e supera al compromesso con l'umano, che la vuole rendere più adeguata ai suoi bisogni, ai suoi istinti.

Ma è l'uomo che deve far violenza a sé stesso per rendersi e amalgamarsi al Signore iddio, che è il Bene, il vostro Bene. Voi dovete prima di tutto lottare con voi stessi per rendervi più simili al Signore, e poi anche tra i vostri cari essere forti e veraci. Non può una moglie, o viceversa, per contentare il marito e vivere la sua pace, adeguarsi a lui che chiede di non vivere la fede e di non partecipare ai Sacramenti. Non può una madre o un padre adeguarsi, per compiacere il figlio, ad una situazione di peccato, o per un'amicizia, accogliere e fare ciò che è contrario e iniquo alla Legge di Dio. Non può nemmeno una madre aderire al figlio se omosessuale, accettare la sua situazione: deve accoglierlo, amarlo, offrire tutte le armi che il Signore Dio ha dato per salvarlo, ma non aderire al suo peccato per il timore di perderlo umanamente. La sua unità a Dio congiungerà il figlio a lei, e un giorno alla madre nella Verità. Perché, figli miei, la sua adesione porta una falsa pace, una falsa quiete, ma che porta a dannazione. Questa battaglia, questa sua forza, che si unisce a Me invece conduce a riscatto e salvezza.

Figli miei, di fame si può morire, di sete, se non vi abbeverate e nutrite, se non prendete più sonno. Ma non si muore per non cedere ai propri istinti di qualsiasi tendenza siano. Molti dicono: " Poveretti, sono nati così!...". Ebbene per il Regno dei Cieli si può vivere da eunuchi: c'è la castità, e il sacrificio, che a tutti è richiesta al di fuori del matrimonio. Il Signore offre i mezzi mediante la preghiera e i Sacramenti e aiuta la creatura a vivere il meglio di sé. Dio li unisce a Sé perché sappiano amare di un amore che è suo, ed è autentico. Ti benedico".

 


24 ottobre 2010
"Quanto fariseismo anche nella Chiesa, quanta boria e tracotanza!"

"Mia piccola Maria, Io vengo in te anche per farti compagnia. Sei la mia sposa, e anche quando la tenebra si fa più oscura e pare che Io non ci sia, che non mi avverti, Io ci sono. Sono sempre con te! Il mio sguardo si abbassa e si rivela ai piccoli, ai poveri, ai bisognosi, anzi in essi Io sono. Dinanzi ai tracotanti, alla boria, lo sguardo di Dio si volge altrove, mentre si riversa nel suo amore e nella sua misericordia agli umili. Chi è buono? Chi è giusto? Chi è santo? Solo Dio è buono, giusto, e santo; gli uomini sono sempre peccatori. Pure i benedetti nella vita, che si sono poi santificati, hanno sbagliato, hanno fatto i loro errori, ma nella loro umiltà hanno riconosciuto la pochezza di sé e il bisogno di Dio. Alla sua Persona hanno fatto continuamente ricorso; la loro povertà, la loro piccolezza, che riunisce a Cristo, li ha continuamente lavati, purificati e santificati.

Stasera nel Vangelo Io metto in evidenza quest'atteggiamento dinanzi al fariseo che, ritenendosi giusto, prega nel suo orgoglio, mentre Io guardo e ascolto il pubblicano che, in fondo alla Casa del Padre, si riconosce peccatore e non ha l'ardire di alzare gli occhi. Costui viene giustificato.

Figli miei, quanto fariseismo anche nella Chiesa, quanta boria e tracotanza! Ci si riconosce giusti e sapienti poiché hanno conoscenza e cultura, ma il loro cuore quanto è lontano da Me! Invece Io mi protendo con tenerezza e veemenza di misericordia ed accolgo la preghiera della vecchina ignorante, ma che ancora in ginocchio mi prega con amore. Questa creatura supera, dinanzi a Me, i tanti teologi, pure di fama mondiale nella Chiesa, dato che il Signore Dio vostro è attratto da ciò che è amore, e l'amore è vissuto nell'umile. É l'umiltà, la povertà, il riconoscersi bisognosi di Dio, che vi salva, perché peccate. Oh, ciò viene detto con le parole, ma l'animo non lo vive. Quante sorprese avrete in Cielo, figli miei! Vi sono entrati gli omicidi e le prostitute perché hanno riconosciuto il male compiuto e si sono pentiti e riscattati in Me, e ciò perché nel pentimento e il riscatto c'è l'umiltà, l'affidarsi al Padre, e le lacrime che lavano. In Paradiso non troverete i superbi, mentre negli inferi ci sono anche i vergini, ma non troverete un umile!

Chiedete alla Madonna, figli miei, che ha vissuta l'eccellenza dell'umiltà, che si è fatta Madre, come la terra, di tutta l'umanità, Grembo che ha formato Cristo e i cristiani, poiché si è abbandonata tutta nel Padre Santissimo, ritenendosi così poca cosa nella sua povertà di creatura umana. In tanta umiltà, in questo abbandono, in questa fede, Iddio ha compiuto in Lei cose grandi; così con voi, figli, nella vostra povertà di piccoli, Dio compirà grandi cose. Ti benedico".

 


25 ottobre 2010
"Il libro viene a portare luce, e quanti ne libererà dal demonio"

"Figlia mia, questo libro nasce anche dalla tua vita di sofferenza e attesa, dato che ci vogliono lacrime e suppliche non solo per la salvezza della tua persona, ma di molti e ci vuole il tempo di pena nelle lacrime e suppliche che vengano ad ammorbidire e cambiare tante durezze così dure.

Anche stasera nel Vangelo Io do salute ad una figlia d'Israele che da 18 anni soffriva curva e non solo: a quante cure mediche e ricerche si è sottoposta, ma quante lacrime e suppliche a Dio Padre per chiedere la sua guarigione, che non poteva avere cura poiché il diavolo la rendeva curva, si era posato sulla sua groppa per schiacciarla. Come mai tanta attesa alla sua guarigione? É stata per la sua santità nelle sue lacrime e suppliche; la sua sofferenza ha provato la fede e ha salvato per mezzo di lei, dalla schiavitù del diavolo, quanti figli d'Israele in quegli anni; e perché ha dato modo di dar gloria a Dio con un miracolo che risuona ai giorni vostri.

Ugualmente tu, figlia mia, questa attesa di una vita sofferta per il libro che nasce, anche da questa pena provata in tanti anni. Il libro viene a portare luce, e quanti ne libererà dal demonio, dalla sua schiavitù, portando luce alle menti, al cuore, alla vita! Ti benedico".

 


26 ottobre 2010
"La Madonna lavora la farina, la fa lievitare con i suoi ingredienti
perché cresca e la forma ad un pane
caldo, buono, fragrante per nutrire"

"Mia piccola Maria, mi riverso su tutti e porto la mia salvezza. Stasera nel Vangelo vi viene descritto a cosa paragonare il Regno di Dio. Ecco, sulla terra la Chiesa lo prefigura, ma il Regno di Dio avviene nella vostra anima: è il piccolo seme che deve evolvere e crescere mediante la fede per far sì che divenga un albero grande e forte in cui molti troveranno rifugio e salvezza. É la farina, il pugno di farina, che siete voi, il vostro essere, e che viene posto nella mani della Donna. E chi è la Donna per eccellenza se non la Madonna che, se posto nelle sue mani, Ella lo lavora, la farina la fa lievitare con i suoi ingredienti perché cresca, e la forma ad un pane caldo, buono, fragrante per nutrire: si fa Eucaristia. E quando l'anima si fa Eucaristia, si compie nella sua anima il Regno di Dio, che porta a compiere le sue opere, e che lo glorificano. Dalla terra, così santificata, si riunisce questo Regno con le sue opere al Cielo.

San Paolo vi chiama a vivere santamente il matrimonio, vincolo indissolubile, che viene consacrato dinanzi ai miei occhi, e che dura sino alla morte di uno dei due sposi, poiché timbrato dal mio Fuoco. Vi chiama ad una fedeltà e ad un rispetto reciproco all'amore in una unione che combatte e dona la vita per difenderlo e tutelarlo. Quando è giustificato, e nella mia Misericordia c'è pietà e permesso, il suo distacco? Quando la violenza è grave e conduce al male, al pericolo, quando uno dei due vuole portare l'altro al peccato, alla perdizione, quando c'è sopruso sui figli, quando non si permette la fede e si obbliga a rinnegarla per prendere un'altra religione.

Per queste motivazioni si può accogliere il distacco dall'altro (*) che non permette di vivere nella Grazia e tutelare il bene. Distacco che non è separazione ai miei occhi ma tempo che permette di poter operare per il bene, pur nell'attesa o nella solitudine, in un combattimento al male mediante la preghiera, nella vita sacramentale, nella carità operosa, nella fedeltà al Sacramento che permette che l'anima vostra, da seme per mezzo della vostra fede, si sia fatto crescita di un albero a cui molti, anche lo sposo perso, torneranno e troveranno salvezza. L'anima si è fatta, nel suo percorso di dolore e nella sua attesa, Eucaristia, pane che nutre a santità, e molti per esso non periranno e per voi sarà di santificazione. Questi matrimoni vissuti nel distacco e nella fedeltà sono veri matrimoni al mio sguardo, più meritori di altri non sofferti; sono un martirio di santificazione. Lo so: è dura! Ma ci sono Io con voi, Io che non vi lascio mai. Ti benedico".

(*) Il distacco non è divorzio ma un doveroso allontanamento temporaneo dal coniuge per rimediare ad un male che non è diversamente rimediabile nonostante tutti i tentativi fatti

 


28 ottobre 2010
"Vedo i miei sacerdoti correre, affannarsi, pur a fin di bene,
ma mi lasciano solo, non mi amano"

"Questo libro è una grazia di Dio, che scende sul mondo, e vuole riversarsi con la sua luce particolarmente sui sacerdoti e religiosi. Nel Vangelo Io sono in preghiera l'intera notte per la chiamata dei miei apostoli nel nuovo dì. Oh, li conosco già: essi sono formati, come ogni sacerdote, già nell'Alito divino nel Grembo materno; plasmati per essere atti a ciò. Io però prego perché essi ne abbiano luce, la corrispondenza e un frutto santo. La preghiera, anime care, figli miei, è la luce che vi permette di togliere l'oscurità e di camminare anche in un tunnel, e giungere alla meta. Senza la preghiera l'oscurità vi ricopre, vi disperde e finirete nei precipizi. Io prego e continuo pregare per i sacerdoti, notte e giorno, in tutti i tabernacoli del mondo, ma attendo però che la loro preghiera, la loro persona si unisca alla mia. Ma dove sono…? Ne vedo così pochi! Guardate le chiese… sono per lo più vuote e Io rimango così solo!

Vedo i miei sacerdoti correre, affannarsi, pur a fin di bene, ma mi lasciano solo, non mi amano e il loro operato si fa così umano, e nell'umano perisce. Perdono e snaturano il senso del loro sacerdozio, si fanno "operatori sociali", mentre il compito del sacerdote è diffondere la mia Parola, essere testimoni e segno della mia Carità: essere Cristo! Ma se non si uniscono a Me nella preghiera in che cosa la santificano? E come lo Spirito Santo può albergare in essi, e il loro sacerdozio essere santo e fecondo? Il loro compito è la loro carità maggiore: è condurre l'uomo a Dio, è condurre alla salvezza. Lo possono se si uniscono a Me in una orazione fervente e continua. Venite a Me, figli mie cari! Vi attendo. Io vi amo! E ricordatevi che una preghiera con il cuore e le lacrime vale più di tante dotti catechesi. Vi vedo discutere per ogni cosa, fare riunioni e pastorali, congressi ...e sono parole, parole, parole umane. Ci vogliono meno parole e più preghiera, più unione con Dio nell'adorazione. Allora sarà l'Alito dello Spirito nella predicazione. Tutto nasce dalla preghiera e dalla sofferenza, nell'offerta di sé e nel digiuno per la salvezza delle anime. Allora torneranno fiorenti le vocazioni e un sacerdozio santo, che dà santità.

Ma chi di voi digiuna? Io vedo banchetti continui ed opulenti in cui tutto è motivo di festeggiamento, ed il cibo abbondante offusca e appesantisce lo spirito. Stomaci protesi, e spesso anche reticenza ad indossare l'abito, che vi manifesta per quelli che siete; e Io voglio che sia sempre indossato. Vi chiamo alla povertà per essere ricchi di Spirito Santo, e vedo le vostre case piene di ogni confort e alcune rasentano il lusso. Vi richiamo al silenzio e a un orare fervente.

Insegnate ai novizi, e nei seminari, l'amore al Santissimo Sacramento, la adorazione e le ginocchia piegate nella preghiera. Insegnate l'amore e l'unione alla Madre Santissima, che è Madre del Sacerdozio. Ella vi aiuterà a camminare spediti, a non perdervi nel vostro percorso alla santità, a dare il meglio di voi, sì da glorificare Iddio e dare salvezza ai fratelli di cui siete responsabili. Tornate a Me, figli amatissimi! Vi attendo notte e giorno: ponetevi qui accanto a Me. Che senso ha affannarvi tanto, ma poi tenermi lontano da voi? Cosa sono Io ormai nel vostro cuore? Tornate all'adorazione, dinanzi al Santissimo Sacramento ed Io vi insegnerò di nuovo ad amare. Ti benedico".

 


29 ottobre 2010
"Io vedo questo mondo nell'oscurità, immerso nei peccati,
sento le grida di dolore delle guerre, dei cataclismi"

"Mia piccola Maria, tutto si compie, abbi fede! Stasera nel Vangelo, Io risano un uomo malato, e guarisco in giorno di sabato, e per questo si scandalizzano di Me. Gli uomini vogliono sottoporre la Carità di Dio alle loro vedute umane, sottoporre la Carità alla legge, ma Dio è Carità che opera continuamente; non c'è un tempo per vivere la Carità, che va vissuta sempre, che va vissuta nella legge, ma la supera; e chi opera nella Carità vive Dio. Io vengo al mondo per risanare l'uomo. Sono il Medico e la Medicina; e chi s'incontra e si fonde con Me ne riceve la cura. Io pranzo con i peccatori, converso e discuto con i farisei, entro in rapporto con l'uomo per risanarlo e perché la cura e la sua guarigione sia completa. Non si risana solo l'arto e si lascia il resto del corpo malato. Non si guarisce solo esternamente, ma anche nella sua interiorità. La guarigione prende il corpo come l'anima. Non c'è guarigione se non c'è cambiamento di vita, se non c'è conversione. La grazia, il miracolo è dato a motivazione della fede, della gloria di Dio, a segno del suo Insegnamento, perché la sua Parola viva in voi, sia testimonianza di vera vita, pura, esente dal male.

Se uno ricevesse, avesse avuto un miracolo da una malattia fisica, ma non avesse cambiato vita dal suo peccato, a cosa gli sarà servito? Ciò gli sarà di maggiore responsabilità e condanna, e presto ricadrà in un altro male.

Io vedo questo mondo nell'oscurità, immerso nei peccati, sento le grida di dolore per le guerre, per i cataclismi. In tante sofferenze e tormenti nascosti, ma quanti sono coloro che pregano che Io li salvi? Sono così pochi, e ancora meno quelli che pregano in verità. Per avere la guarigione, la sanità, bisogna porsi nella fusione con Dio, che è la Medicina. Il Padre Santissimo ha le braccia protese che si spalancano a piene mani. Ma quanti in realtà invocano il suo aiuto, che Gli rioffrono la mano? Per lo più inveiscono, bestemmiando il suo Nome, e ingiuriando, calpestano le sue Leggi: lo si ritiene l'autore di tutti quanti i mali. Quante sono le creature che offrono a Lui, che fanno penitenza da tanto peccato commesso?

L'uomo non si pente, continua ostinato nel persistere nel peccato e nella superbia, e come in questo stato di rifiuto, Iddio può operare nella guarigione? Ci vuole il volere della creatura, il consenso ad aderire alla Volontà del Padre. Se tutte le creature piegassero le ginocchia per invocarlo, se tornassero a vivere nella amicizia con Lui, questa terra tornerebbe ad essere il suo Giardino. A tanta Alleanza ristabilita Iddio passa con il suo Fuoco santo per riportare l'ardore dell'amore e la sua Pace, e voi direte allora "Dov'è più il male?" Solo Dio può sanare questo mondo, liberandolo da tutti gli inquinamenti fisici e morali, solo in Lui voi potrete ritrovare, nel suo abbraccio, la completa salute. Ti benedico".

 


31 ottobre 2010
"Il mondo vi chiama a celebrare, a desiderare la fama e i palchi"

"Nel vangelo di stasera vi chiamo a vivere le Beatitudini che sono la via che conduce al Cielo, l'insegnamento mio che è contrario a quello che propaga il mondo. La terra chiama alla terra, Io chiamo al Cielo, e l'uomo così carnale, per distaccarsi dalla materia e farsi spirito e accedere ad esso, ha bisogno di vivere la via della penitenza e della Verità che vi è tracciata. Il mondo chiama a vivere il divertimento, a godere, a pascere sé stessi, al ridere sguaiato che non ha senso e non costruisce; e cosa ne rimane se non il vuoto? Io chiamo ad accogliere il pianto, il dolore, la croce che vi fa beati, perché essi fecondano la terra dell'anima vostra e sono gli scalini che vi aiutano a salire verso l'alto, ove il sorriso vero non ha mai tramonto. Il mondo vi insegna ad aspirare alle ricchezze, al lusso, al soddisfacimento di ogni desiderio. Io vi richiamo alla povertà e alla rinuncia, poiché solo chi è povero di sé e dei beni terreni, si arricchisce dei beni di Dio e può vivere in verità la misericordia e la compassione: partecipa del bisogno delle povertà altrui.

Il mondo vi chiama a celebrare, a desiderare la fama e i palchi, per essere inneggiati; e molti figli così vivono l'idolatria di sé e di creature che si fanno idoli, mentre Io chiamo all'umiltà, al nascondimento, ad accogliere la persecuzione in nome mio, la battaglia che ne deriva e il disprezzo, ma che di sicuro vi ha fatto vivere la verità e l'onore a Dio; ed Egli, il Supremo, l'Altissimo Signore, che è eterno e rimane, mentre tutto ciò che è terra non avrà più esistenza, ma solo fumo che passa, vi porrà sopra un podio nei Cieli ove i Beati vi onoreranno, e persino i fiori si piegheranno al vostro passaggio. Vivete, figli miei, le Beatitudini! É la strada che ha percorso e tracciato il Maestro per voi; essa vi conduce al Regno. Ti benedico".