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martedì 17 ottobre 2017

in questo mese meditiamo le Gocce di luce di ottobre 2008, ottobre 2009, ottobre 2010, ottobre 2011,
ottobre 2012, ottobre 2013, ottobre 2014 e ottobre 2016

Gocce di luce: Gesù parla ad un'anima

       
       

Settembre 2014

"Torno per risanare, nella mia seconda venuta, la Chiesa e l'umanità;
e verrò agli ultimi tempi quando ogni cosa ritornerà a Me"

 

 

Ave Maria!

 

5 settembre 2014
"Com'è difficile correggere il fratello!"

"Mia piccola Maria, stasera la Santa Parola vi invita alla correzione fraterna, ma com' è difficile correggere il fratello! Gli uomini sanno vedere bene gli errori degli altri e non sanno vedere i propri. Ma Io vi dico: "Ancor prima bisogna correggere sé stessi. La prima correzione è con sé stesso nell'ascolto della Santa Parola alla quale amalgamarsi per cambiare comportamento, smussare gli errori, seppur spesso le creature, pur ascoltando, si voltano dietro, svincolano, giustificano i propri peccati, continuando a vivere secondo i propri criteri, pur errati. Come correggere l'altro che sbaglia e porta a voi anche la sua conseguenza? Prima pregate lo Spirito Santo per avere luce e forza, e pregate gli Angeli che vi preparino la via e dispongano gli animi, e poi seguite le disposizioni del Vangelo. Sia il vostro un incontro personale nella carità; se non ascoltati, andate con dei testimoni e poi con l'intera comunità. Se la persona non desiste dal suo male voi, perché tale male non influenzi e non attecchisca su di voi e sui vostri cari, affidateli a Dio, pregate per essa, ma distaccatevene.

Come mai non c'è così ascolto alla correzione? L'uomo si ricopre del suo pensiero, si nasconde persino a sé, e la cecità lo riveste. Oppure, dato che è stato scoperto ed è palese e smascherato il suo male, non si avvede per amor proprio e per orgoglio: non accoglie la correzione e né essere ritenuto colpevole per la brutta immagine che ne potranno avere gli altri poiché manca l'umiltà. E questo è il mio continuo invito: andate dalla Madonna, Lei vi ricopre e vi educa nell' umiltà, dato che in questa fondamentale virtù c'è una rivoluzione nella conversione e nel cambiamento al bene. Chi è umile accetta la correzione ed assume uno stato dell'animo che può, solo allora, acquisire la luce e il discernimento del bene e del male; non accusa l'altro per la condanna, ma lo riprende per la sua salvezza, non lo critica e non lo ferisce per offenderlo, ma per redimerlo nella carità. Ti benedico".

 


11 settembre 2014
"Signore, tu sei esigente!"

"Mia piccola Maria, seppur il fuoco pare spento, Gesù cova sotto la cenere. Tornerà ad ardere. Stasera il Vangelo parla forte: "Amate i vostri nemici!". Amate i vostri nemici! É l' impatto più duro con cui si scontra il cristiano: "Signore, e come è possibile amare chi ci fa soffrire, offrire la guancia a chi ci percuote, benedire chi ci maledice, dare a chi ci prende e … senza richiedere in cambio? Signore, tu sei esigente!".

Si, Figli miei, Io sono esigente. Ma prima ancora sono stato esigente con Me stesso. L'amore che vi chiedo non è possibile umanamente; Io vi chiedo un amore che va oltre, che supera i limiti del giudizio, dei pareri umani, un amore che va chiesto al Padre Santissimo nella preghiera: il suo, che ve ne offrirà la capacità, ve ne darà la forza, che è una grazia.

Io guardo però anche allo sforzo, al sacrificio, alla buona volontà, all'impegno che avete messo, se all'odio non avete risposto con l'odio, se alle malevoli parole avete cercato il colloquio, se alle persecuzioni avete contraccambiato con opere di carità. Sapeste quanti ne condurreste alla via del bene, quante vite ricreate nella pace, guerre smorzate, odio placato! E se voi mi direte che, pur cercando di attuare quest'amore, il malvagio persiste e il nemico può nuocere ed intaccarvi portandovi al loro male, voi e i vostri cari, cosa fare? Allora allontanatevene, ma pregate per essi: la preghiera è la prima e vera carità. Date a Me la persona e la situazione: la preghiera spezza il filo dell'odio. E se ancora mi direte: "Signore non possiamo allontanarci e il suo male ci percuote senza posa, cosa fare?". Allora oltre la preghiera fortificatevi maggiormente con l'Eucarestia, nutritevi maggiormente con la Comunione e date a Me la matassa intricata, avvolta di nodi e spine, ed Io, comunione dopo comunione, la scioglierò! E se voi avete avuto misericordia e pazienza, credete che il Signore non si prenda cura e conduca tutto a salvezza? Ponetevi pure solo alla mia ombra e, nel mio amore condiviso, sarà la vostra protezione e tutela. Ti benedico".

 


20 settembre 2014
"Figli miei, voi pensate che siete soli a lavorare la vigna,
e vi dimenticate di Me che lavoro con voi"

"Mia piccola Maria, non sentirti in colpa, liberati dai sensi di colpa, così come ti ha detto il sacerdote. Io sono con te. Il Vangelo vi chiama a lavorare nella vigna del Signore. Tutti chiama, e non solo quelli alla vita consacrata e sacerdotale, ma tutti i cristiani, tutti gli uomini. Ad ognuno è offerto un compito, un orto, un podere, o un continente da lavorare, a secondo della vocazione, del progetto di Dio, dei talenti dati. Può essere il missionario che deve varcare nazioni, monti o deserti, la suora nel chiostro del convento o la madre di famiglia all'interno delle mura domestiche, come la creatura sola che può porsi al lavoro per il servizio del bene altrui. Ad ognuno Iddio darà la giusta paga al servizio dato. Il Padre Santissimo però paga nella misura dell'amore. Non guarda alla magnificenza dell'opera, né ai successi conseguiti, ma al sacrificio nell'amore vissuto, per cui un uomo di chiesa che ha lavorato per la vigna del Signore, ottenendo buoni esiti ma che non ha amato o amato poco, viene superato per il Regno dei cieli da una sconosciuta madre nell'intento di un nascosto ed operoso amore sacrificato nell'intimità di casa nella crescita dei suoi figli. Iddio dà il salario e paga in proporzione all'amore dato.

Voi vi direte: "Eh, Signore, e quando amare è difficile perché il campo è arido, il terreno è duro: i frutti tardano a venire, cosa fare?". Figli miei, voi pensate che siete soli a lavorare la vigna, e vi dimenticate di Me che lavoro con voi: Io offro la terra, il seme; Io sono la rugiada, la pioggia e il sole, a voi l'opera; ma Io vi accompagno. Se chiedete a Me, se state costantemente con le mani aperte, Io le ricolmerò della mia misura traboccante; se avete il cuore aperto e desideroso, Io lo istillerò e formerò riversandogli tutto il mio amore: la vostra vigna si farà giardino per le praterie dei Cieli ove il munifico Signore la moltiplicherà settanta volte sette perché ne possiate godere delle sue delizie. Ti benedico".

 


27 settembre 2014
"Tutto è relativo e possibile al cambiamento sino a quando siete sulla terra"

"Mia piccola Maria, non ti abbattere. Lo so che gli altri attendono che tu affronti la tua battaglia con l'energia di un adulto, e non comprendono che tu l'affronti con la paura di un bambino, con le forze di un piccolo, e per questo ancor più ti smarrisci. Io però doppiamente ti circondo e ti avvolgo nel mio abbraccio. Stasera nel Vangelo vi viene presentata la parabola dei due figli che il padre invita a lavorare nella sua vigna. Il primo risponde con un rifiuto, ma poi ha un ripensamento e si pone al lavoro operosamente. Il secondo acconsente subito ma poi non se ne prende nessuna cura. Chi dei due verrà giustificato? Chi avrà consolato e assolto alla volontà paterna? Voi direte: il primo! Ed è così, ma cosa ha cambiato il suo agire? Cosa lo ha condotto all'ubbidienza? Ubbidisce chi ama: è l'amore! Egli dopo il rifiuto rimedita allo sguardo addolorato del padre alla sua risposta negativa, pensa ai suoi sentimenti feriti, ai benefici e alla cura di cui da lui ha sempre beneficiato nell'amore, e ritorna grato.

L'altro risponde con un consenso dato con superficialità, più per rispetto alle convenienze, alla buona parvenza di sé, ma non ha attrattiva alla gratitudine, non ama. Per questa ragione vi dico: abbiate sempre speranza, pregate, non criticate per condannare se l' altro sta errando, poiché non potete sapere se le vicissitudini della vita, le prove, gli incontri possono cambiare il suo cuore e da ingiusto farsi retto, mentre quanti nella parvenza di brave persone, che pur frequentando la chiesa, hanno l'animo oscuro: non hanno compassione e non danno aiuto ai dolori altrui. Ce ne sono invece molti altri che, pur essendo buoni, giusti, retti, e sempre per le vicende della vita, le tentazioni, gli incontri, possono mutare la loro bontà in malvagità.

Tutto è relativo e possibile al cambiamento sino a quando siete sulla terra. Non stancatevi quindi; perseverate nel guardare fisso lo sguardo del Padre Celeste, il suo Sguardo amorevole che vi perdona le miserie, le cadute,ed è sempre pronto a riaccogliervi. Seguendolo vi darà forza e amore per adempiere al lavoro della sua vigna, l'opera più degna e bella a compiersi, che dà valore alla vostra esistenza. Ti benedico".