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martedì 17 ottobre 2017

in questo mese meditiamo le Gocce di luce di ottobre 2008, ottobre 2009, ottobre 2010, ottobre 2011,
ottobre 2012, ottobre 2013, ottobre 2014 e ottobre 2016

Gocce di luce: Gesù parla ad un'anima

       
       

Ottobre 2014

"Questo Santo Padre è mio figlio amatissimo: non è un massone, né l'anticristo…"

 

 

Ave Maria!

 

4 ottobre 2014
 "Dovrò tornare Io, Cristo Signore, perché me ne prenda cura di nuovo,
togliendo le erbacce e ciò che la devasta, bruciando le foglie secche"

Mia piccola Maria, per quanto tutto sembra decadere ci sono Io a sostenerti. Non lasciarti né abbattere, né prendere dall'agitazione. Deponi e lascia ogni cosa nelle mie mani. Stasera la Santa Parola declama la vigna prescelta del Signore, che è la Casa di Israele, la terra a cui era deposta e attesa la cura di una vigna il cui frutto doveva essere fine per un raccolto che portava impresso il segno del suo Creatore e la sua santificazione, ma proprio questo popolo ha percosso e lapidato i Santi che mandava presso di esso; ed erano i miei profeti. Ha mandato il suo stesso Figlio perché se ne prendesse cura e ne ridesse vita, e l'hanno ucciso. Per questo la vigna prescelta gli è stata tolta e data a un popolo di gentili e pagani di allora che nei secoli l'hanno lavorata e fatta fruttificare e diffusa nel mondo intero.

Ora però di nuovo questa vigna si è fatta incolta e arida, abbandonata agli avvoltoi che non ne permettono nemmeno la crescita, e che possa persino germinare. Cosa fare? A chi affidarla? Dovrò tornare Io, Cristo Signore, perché me ne prenda cura di nuovo, togliendo le erbacce e ciò che la devasta, bruciando le foglie secche, potando i rami inariditi, per far si che riprenda con più vigore la sua rinascita e il suo raccolto. Nel frattempo chi è che mi vuole ancora seguire, lavorare per essa? Sono coloro che pregano e servono, quelli che lottano per la giustizia e la pace, che evangelizzano, che soccorrono i malati, i poveri, gli abbandonati ecc, creature che, oltre a saper parlare, colmarsi di belle parole, si sporcano le mani nell'opera e le colmano di bene e testimonianza nell'attesa del mio ritorno.

Per amore di essi ancora Io tornerò sulla terra e le ridarò nuova vita perché si faccia vigna florida e illimitata, che darà grappoli copiosi da cui trarre il mio vino divino. Qual è la vostra piccola vigna? La vostra anima. Dovete lavorarla per renderla preziosa ai miei occhi, feconda, perché mi allieti del suo frutto, santa, perché Io mi abbeveri del suo profumo e del suo succo. Ti benedico".

 


11 ottobre 2014
 "Questo Santo Padre è mio figlio amatissimo: non è un massone, né l'anticristo…"

"Mia piccola Maria, figlia cara, vuoi sapere del Sinodo dei vescovi: sei turbata, sei perplessa, quasi angosciata, perché ritieni, nei timori, che siano temi trattati che conducono lontano dalla grazia di Dio. Io ribadisco che questo Santo Padre è mio figlio amatissimo: non è un massone, né l'anticristo… Egli, come la mano misericordiosa dell'Eterno, vuole stendersi e soccorrere la famiglia che è agonizzante, senza allontanarsi dalla Verità di fede, ma soccorrerla nella misericordia: aiutare la famiglia che muore, composta di figli che in essa ne sono rimasti vittime per violenza e abbandonati; e ricondurre alla chiarezza e alla salvezza per far si che non vadano perduti. E come sarà possibile?

Con questo Sinodo si dà rilievo e visibilità alle sue problematiche che per troppi anni sono rimaste inascoltate o rifiutate, nel porre l'accento: 1° - nella prevenzione, con una cura educativa per una formazione più accurata e profonda nella preparazione del sacramento del matrimonio, oggi così spesso banale e superficiale; 2°- nel venire in aiuto alla famiglia sopratutto in tempo di crisi, lasciata molto sola ad affrontare i più gravi problemi; 3°- per chi si è risposato e vuole accedere ai sacramenti, valutare caso per caso, valutando se c'è stata violazione del sacramento, se c'è stata validità di esso o dissacrato per dare annullamento (*) e nuova possibilità di matrimonio religioso, oggi aperto solo alle possibilità dei ricchi.

E per le persone che hanno assunto nuove nozze civili? Se sono stati essi ad abbandonare il matrimonio, e non hanno ragioni vere, plausibili, concrete da presentare per avere la possibilità di altre nozze davanti a Dio? Siano sempre accolti in un percorso di ascolto della Parola Divina e nella carità per poter crescere la propria figliolanza nella fede e nella grazia, sino a poter giungere ad accogliere uno stato di castità condivisa, soprattutto quando giunge il tempo della malattia o della vecchiaia, per poter accedere alla Comunione e alla salvezza.

Per gli omosessuali Iddio non può accogliere il loro matrimonio perché andrebbe contro la sua natura di Creatore, che così ha creato e formato l'unione delle nozze dell'uomo con la donna; ma dona il medesimo percorso di fede, perché lo spirito in essi s'innalzi e prevalga sui desideri umani per accogliere uno stato di castità, pur restando nella propria omosessualità. Il peccato dinanzi al Signore non ha sesso: la concupiscenza non è l'etero o l'omosessuale, al di fuori del matrimonio è sempre peccato, e ricevere l'Eucarestia senza il perdono sacramentale non risana; la Comunione ricevuta nella colpa è male nel male, è solo sacrilegio, oltraggio al Signore e condanna all'anima, è un peccato che aggrava il suo stato e non la cura, anche se si è avuto il permesso, il beneplacito, in privato da un sacerdote.

Quel che viene sciolto nella Chiesa sulla terra, se sempre coerente e unita alla verità del Vangelo, viene accolto e benedetto anche dalla Chiesa celeste. Ti benedico".

(*) Nel linguaggio canonico si dice: dichiarazione di nullità del matrimonio.

 


18 ottobre 2014
 "Chi dobbiamo seguire, le leggi dello stato o le leggi della Chiesa?"

"Mia piccola Maria, stasera il Vangelo vi interpella: "Date a Cesare ciò che di Cesare, date a Dio ciò che è di Dio". E tutt'ora lo confermo. Molti chiedono: "Chi dobbiamo seguire, le leggi dello Stato o le leggi della Chiesa?". Ed Io rispondo: date nel servizio concreto alla carità e nel tributo allo Stato per il bene comune, siate osservanti delle leggi per non violare la libertà dell'altro. Date però al Padre Celeste tutto voi stessi, la vostra vita e il vostro amore, dato che tutto nasce da Lui e che da Lui vi è stato dato.

"E quando, Signore, i tributi sono pesanti, duri, le leggi ingiuste, che penalizzano l'uomo?". Figli miei, fate tutto ciò che la vostra retta coscienza vi dice di fare nell'assolvere in esse il vostro massimo bene in ciò che potete, sappiate poi chiedere aiuto a Dio e agli uomini. "E quando le leggi umane sono contrarie a quelle divine?". Quando esse legittimano ciò che non è volere del Signore Dio, voi rimanete fedeli, osservanti, aderenti alla verità del Vangelo: esso vi offre ogni risposta; e se un'anima prega, è unita ai sacramenti, la sua coscienza è illuminata sulle scelte e la via da seguire. Quando una creatura vive nello Spirito, lo Spirito Santo alberga in lei e dona chiarezza, discernimento e forza, dà forza per far si che la persona sappia rinunciare ai propri interessi per difendere e assoggettarsi all'insegnamento, alla Verità divina; sa piegare se stessa per compiere la volontà del Padre.

Figlioli miei, passano le politiche degli Stati, si coprono di polvere i codici civili, le leggi umane mutano e si dissolvono a secondo dei vari governi e dettami di ogni pensiero, nell' intercalare delle generazioni e dei secoli, ma la legge dell'Eterno sovrasta su di esse, le supera poiché è immutabile, fondata sulla Verità e la Sapienza di Colui che è intelletto, cuore e bene; e se siete rimasti fedeli ad essa, il dito di Dio timbrerà a fuoco il vostro cuore nei codici divini, e ne avrete la degna ricompensa. Ti benedico".

 


25 ottobre 2014
 "Non può il mio amore esser vinto o perire; esso risorge sempre su tutto"

"Mia piccola Maria, Io non t'abbandono, io non t'abbandono mai, ti amo e sono sempre con te. Il segreto della felicità, la chiave per aprire la porta vi è data dal Vangelo di stasera: "Amerai il Signore Dio tuo con tutto il cuore, con tutta la mente, con tutte le tue forze". Incontrare, conoscere, possedere l'amore di Dio è la felicità: dona la pienezza della gioia sì da poterne travasare sui fratelli; esso supera e dà ragione ad ogni dolore, prova o tormento, non che la vostra natura umana non ne abbia a soffrire, a non esserne toccati, poiché Iddio non oltrepassa, non cambia la vostra umanità, ma il suo amore l' arricchisce, la nobilita, l'innalza, offre fortezza e vi rende liberi: una libertà che colma del suo di amore pieno, che è capace di non richiedere più, o attendere, l'altrui amore, e né si piega, per averne, ai suoi compromessi: ama per amore. È l'amore vero, puro, che rende liberi. E chi ve lo può offrire se non Io? E come riceverlo? Tanto più ne siete affamati che ve ne sazio a piene mani.

Cos'è il Paradiso se non il possesso della pienezza e la perfezione dell'amore di Dio non più intaccato dai limiti umani? Dinnanzi ad un mondo che decade ove molte sono le battaglie vinte dal nemico, e ovunque è la sua desolazione, Io vi dico che la vittoria è mia. Non può il mio amore esser vinto o perire; esso risorge sempre su tutto. Quand'anche la terra fosse solo ridotta a cenere, tornerebbe a risorgere la vita. Quando anche la distruzione la rendesse un deserto tornerebbe a riformarsi nella vegetazione e nel suo rifiorire. Quand'anche ogni uomo perisse, ritornerebbe a rinascere e a risuonare di vagiti di neonati, sino a quando non sarà decretata la fine del ciclo del tempo umano.

"E per quelli Signore che sono già periti?". Per coloro che mi avevano già preceduto, ma che mi hanno accolto ed hanno amato il bene, sono tutti qui tra le mie braccia avvolti nel mio amore ove vorrei non ne mancasse nemmeno uno. Ti benedico".