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domenica 20 agosto 2017

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Gocce di luce: Gesù parla ad un'anima

       
       

Agosto 1996

 

 

Ave Maria!

 

14 agosto 1996
"Io vengo a rivelarti il mio Cuore,
che è simile al Cuore della vostra Mamma Celeste"

"Mia piccola Maria, non ti preoccupare se non ti ricordi tutto quel che ti dico. Può un'anima, che ha avuto la grazia di contemplare in visione la vostra Mamma Celeste, descriverne esattamente la bellezza? Può forse descrivere la luce che la illumina? Può farne solo una vaga descrizione. Così tu non puoi riscrivere il tono con cui parlo, la dolcezza, il calore o le precise parole che partono dal mio Cuore divino. Tu basta che riporti l'essenziale, il succo, che già mi contempla e porta il mio segno: sono le gocce di santità che traboccano dal mio Cuore.

Io vengo a rivelarti il mio Cuore, che è simile al Cuore della vostra Mamma Celeste: …si fondono! Uno ha una natura divina, l'altra umana. Ma si sono così donati, e fusi l'Uno nell'Altro, da essere complementari. Da Essi, da questi Cuori, nasce la santità, e voi dovete trovarne, assorbirne le gocce, gocce che giungono a voi per essere santi.

Sei chiamata a vivere nella piccola casa di Nazareth: tu qui conosci, ti viene rivelato, insegnato, come amano, operano, pensano Gesù, Maria e Giuseppe; la santità della loro vita, della loro essenza. Sei chiamata tu, per prima, ad immergerti in questi Cuori, ad assorbirne le gocce, gocce di santità da vivere in te, e da trasmettere poi ai tuoi figli sacerdoti.

Come vorrei che i sacerdoti, alle fonti di questi Cuori, ricevessero la rugiada della santità, e soprattutto i miei nuovi sacerdoti, che formeranno la mia Chiesa, improntata alla spiritualità del Cuore di mia Madre: un Chiesa ricostruita sull'offerta dei figli del suo Cuore.

Oggi la Chiesa celebra un eroe di santità: San Massimiliano Maria Kolbe. Egli anticipa, nella sua vita, abbagliato dalla Grazia, alla quale ha pienamente risposto, anticipa le meraviglie di salvezza del Cuore Immacolato di Maria. Egli anticipa la spiritualità che sarebbe stata poi annunciata e vissuta nei vari Movimenti Mariani.

Oggi si ricorda di lui il suo martirio, ma ti dico: la sua vita è stata tutta un'offerta d'amore. Già dal grembo della sua santa mamma era un'offerta, nella sua innocenza di fanciullo, e fino al suo sacerdozio, dedicato e vissuto nel Cuore di Maria, nelle incomprensioni e nelle difficoltà dei suoi confratelli, per l'apostolato all'Immacolata, al Cuore di questa Mamma.
Alla sua Passione, vissuta nel campo di concentramento, dalle persecuzioni anche fisiche sino all'offerta della vita per altre creature. Era un'offerta non solo per salvare un solo uomo, ma per donarsi, con amore e generosità, per la diffusione dell'Immacolata (dei suoi sentimenti, dell'amore che risiede nel Cuore Immacolato di Maria) nel mondo e nella Chiesa, per riparare le offese arrecate a Lei, e per la fine della guerra.

Nessuno conoscerà mai i segreti dell'offerta di tante anime sante. Che profondità hanno avuto! I frutti che ne hanno portato non sono visibili. Così è con Massimiliano: nemmeno la Chiesa sa il frutto della santità che egli ha donato, dove è potuto giungere, in quali cuori. Ma Dio, che tutto vede, non dimentica mai nulla. Egli ricorda, nella totalità, ogni gesto, e persino il bicchiere d'acqua dato (*), e tutto valorizza.

Massimiliano ha amato la Madonna, e da Lei ha potuto acquisire le gocce di santità del suo Cuore, ricoprirsi del suo Manto di candore immacolato, e così vivere, ricevere, il rosso dei dolori di questa Madre, il suo martirio, per riviverlo e offrirlo. Così vorrei i miei sacerdoti: pieni di questo Amore di purezza, e rosso del dolore della propria offerta.

Come poco si contemplano i dolori di mia Madre, il valore che essi hanno; davvero Ella è Regina dei martiri! Ancor nel grembo materno la Madonna si offriva, si offriva nella sua infanzia e fanciullezza, nella sua preparazione a Madre, e ancor maggiore si fa la sua offerta con Me. Mi donava continuamente al Padre, mi curava ed amava, come la più tenera delle madri. Mi donava al Padre, quando ero nascosto in un piccolo e tenero bimbo da crescere (così come voi adorate Dio nascosto nell'Eucaristia), mi donava, guardando, contemplando, il suo Signore dei cieli. Mi vedeva già ricoperto di piaghe, con le manine e i piedi trafitti dai chiodi, e insanguinato. Vedeva il mio corpicino martoriato e ricolmo di dolore. …Mi ristringeva per proteggermi, e con il Cuore mi offriva, mi offriva al Padre.

La chiamavo, la chiamavo continuamente, e Lei con un'infinita pazienza, mi rispondeva sempre senza lasciarmi mai. Mi offriva, e offriva Se stessa nelle privazioni, nelle fughe, nel pazientare con le persone, nelle critiche delle donne a Nazareth, alle quali rispondeva con silenzio e mortificazione, pazientava nel lavoro non pagato, e nelle ingiustizie.

Il suo dolore poi continua con la malattia di Giuseppe. Nessuno può capire l'intensità di questo amore; Maria e Giuseppe, nella loro purezza e castità, si sono amati molto. E, per Maria, perdere l'appoggio di Giuseppe, è stato un grande dolore. Lo ha curato con tanta sollecitudine, non trascurandomi, e cercando di adempiere pure al lavoro fisico, per poter vivere.

Mi ha seguito nel dolore del mio insegnamento (**): sentiva tutti i miei stati d'animo, le incomprensioni, il dispiacere ricevuto. Ha sentito il mio martirio nell'orto e il tradimento dei miei, la verga che penetrava nella mia Carne, i chiodi che mi trapassavano, il dolore smisurato nel mio Cuore e l'indifferenza e l'odio delle creature. Tutto ha partecipato e sofferto, donando. Ha sentito il mio Cuore dilaniarsi da tanto amore respinto. Il mio ultimo grido, dopo il Padre, è stato per Lei: un grido soffocato "Mamma!", un'invocazione di aiuto e di ringraziamento per il suo sostegno e il suo amore.

Mia Madre mi ha aiutato a tenere le braccia aperte, a non distaccarmi dalla Croce. Il suo amore mi ha dato forza e consolazione. Dopo la mia morte ancora le sue braccia mi attendevano, e mi ha ricolmato di baci, contemplando tutte le mie piaghe: le sue lacrime si univano al mio Sangue. Mi stringeva come quando ero piccolo. Mi accompagna al sepolcro, e ancora le sue mani mi coprono, e mi dona baci al Volto e ai Piedi. Chiusa la pietra, il suo Volto si appoggia ad essa, …che rimane bagnata dalle sue lacrime. Tutto in Maria è dolore, offerta e adorazione.

Mia piccola Maria, sei chiamata anche tu a ricoprirti del Manto Immacolato di Maria: il rosso del dolore del martirio del suo Cuore, l'essenza della sua vita, del suo Spirito. Sei chiamata alla donazione; e se non sarà un martirio con lo spargimento del sangue, sarà un martirio, nell'anima e nel corpo, di lacrime che diventano sangue; ma sarai ricoperta del mio preziosissimo Sangue, che darà forza.

Ecco la via di Maria! É la strada che porta dritta a Dio. Verrà ostacolata dal maligno, ma saranno sempre vittoriosi coloro che la percorrono. In essa si conosce la mia intimità. In essa non ci sono errori di fede o eresie ad attraversarla. Questa è la strada dei forti, la strada dei miei Santi. Ti benedico".

(*) Mt 10, 42
(**) Nella vita pubblica

 


16 agosto 1996
"Prega per i sacerdoti!"

"Mia piccola Maria, offrimi, consacra i sacerdoti al Cuore Immacolato di Maria. I tuoi sacerdoti consacrali! Questo Io attendo… Prega per i sacerdoti! Sapessi come è importante la santità del sacerdozio! Essi mi sono cari. Li amo, li curo, li prediligo, veglio sui loro passi, sui loro gesti, sui loro pensieri. Tanto mi è cara la loro santità. Il sacerdote è sacro, è chiamato a rappresentarmi ed essere Gesù, a consacrare il mio Pane che è la mia Persona. La sua vita deve essere un'offerta di purezza, di amore e di luce.

In questi tempi di vacanza quanto peccato! E quanti sacerdoti cadono nelle spire delle vacanze del mondo! Quanti celebrano poco e a fatica! Quanti non capiscono più la mia Parola o la celebrano con delle parole, ma non la vivono! Quanti non amano più Gesù che consacrano! Offrono un Dio Santo, ma la loro offerta è avariata: donano un Pane macchiato dalle loro stesse mani.

Il mio popolo sente la santità del sacerdote, sente la sua parola ardere, e viene ad ascoltare, và al suo confessionale per ricevere questa sua parola, che è goccia di Verità di Dio, avverte il suo amore verso l'Eucaristia. Per questo è importante la sua santità.

La Chiesa sussiste e vive perché Io vi sono, e la santifico. Ma la Chiesa ha bisogno di sacerdoti santi. Senza di essi crolla, non si sostiene. Li cerco, li cerco con il lanternino. Oh, come desidero i nuovi tempi quando la mia Chiesa avrà nuovi figli, figli che Mi ameranno e serviranno con un cuore di fanciulli! Così li voglio: che offrano il loro sacerdozio con un cuore di fanciullo, come Giovanni che, pieno di ardore e di ricerca di Me, sempre voleva sapere, sempre chiedeva, sempre cercava di starmi accanto, sempre mi guardava con meraviglia: capiva di Me! Così li voglio, con questo candore e questo desiderio, con questo ardore di fanciullo.

Vengano, vengano a prendere da Me! Prendano, prendano! Mi rubino. Tutto mi faccio prendere: sono inesauribile. Se prendono da Me sempre potranno dare. Io riempio le loro mani; se rimangono vuote di Me, i richiami del mondo si fanno pressanti, e cadono. La loro purezza, la loro santità di vita, il loro amore mi devono portare nell'Eucaristia. Devono vivere in un continuo stato di Grazia. E per acquistare questa santità, devono pregare, pregare qui alla fonte del mio Cenacolo, ove Io sono. É inutile cercarmi altrove: sono qui, e vi amo.

Come è legata la santità del sacerdote alla santità del popolo! Se un sacerdote ama, prega, adora Dio, quanti miei figli tornano ad adorarmi! Se un sacerdote è temperante nel nutrirsi, quanti figli non cadono più nei peccati di gola! Se un sacerdote non defrauda e non ruba nella chiesa, quanto popolo smette di rubare! Se un sacerdote non è più avido, orgoglioso, ricercatore di potere, quanto popolo diviene semplice e si accontenta di ciò che Dio dona loro! Se i sacerdoti non cadono più nella lussuria, nei peccati della carne, ma si ammantano di purezza, quanto mio popolo torna alla castità!
Vedi come la loro santità è legata alla vostra; e il popolo, per avere sacerdoti santi, è chiamato a pregare per essi, perché il sacerdozio, il sacerdozio santo nasce dalla preghiera.

Nasce il sacerdote, e così è formato già nel grembo materno, anche quando non lo sapesse; egli è poi chiamato da Dio perché le anime, anime madri, hanno offerto la loro vita per lui. Lo hanno rivestito della loro santità. Quanti sacerdoti si sono salvati e santificati da un'anima madre che li genera: siete legati dalla comunione dei santi. E la preghiera del popolo per essi è potente".

 


25 agosto 1996

"A te chiedo l'amore, che è come l'amore di un piccolo, per donarlo ai sacerdoti, che Mi devono amare con un cuore da bambino. Desidero dai miei, dalla mia Chiesa soprattutto, che torni ad adorarMi: guarda quanta indifferenza! Iddio è esigente, è severo, e vuole il tutto del cuore dell'uomo, perché tanto lo ha amato, tanto gli ha donato, e tanto vuole che, nel suo limite umano, gli dia in cambio. Desidero che mi amino come fanciulli. Solo nella piccolezza tutto mi viene donato. Essere piccoli non è essere infantili: assumere pose e modi infantili, ma avere, da adulti, l'umiltà di chi si nasconde in Dio, e acquistare l'innocenza del cuore di un bimbo, che spalanca le sue braccia per riamarmi…".