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martedì 17 ottobre 2017

in questo mese meditiamo le Gocce di luce di ottobre 2008, ottobre 2009, ottobre 2010, ottobre 2011,
ottobre 2012, ottobre 2013, ottobre 2014 e ottobre 2016

Gocce di luce: Gesù parla ad un'anima

       
       

Giugno 2016

"Io sono la Risurrezione!
Sono nato per portare risurrezione non solo nella facoltà dell'esistenza corporale,
ma Io entro in essa per conformarla alla mia natura divina"

 

 

Ave Maria!

 

3 giugno 2016
 "Verrete vagliati nella Carità! Voi mi direte: come potremo?
Lo potrete se mi riconoscerete per vostro Pastore e mi seguirete"

"Mia piccola Maria, se tu potessi vedere ora ciò che sarà G.! Per questo: tanta attesa e tanta sofferenza. G. sarà un mio trionfo.

Oggi la Santa Parola ed il Vangelo mi identifica nella figura del Buon Pastore. Io sono il Buon Pastore che governa, cura, dà la vita per tutto il suo gregge nella moltitudine delle greggi dell'intera umanità. Conosco ognuna, una ad una per nome; per ogni pecora ho dato Me stesso, e per ognuna tornerei a dare la vita. Pensate quindi come ognuna mi è preziosa, ed ha valore: ogni anima mi è cara. Io pongo al sicuro le mie pecore nel mio Ovile Santo, e il mio Cuore non ha posa finché per ognuna abbia dato tutto ciò che potevo: le intere mie energie e i doni per portarle al Porto sicuro della salvezza.

Dice la parabola: lascio le 99 pecorelle al sicuro e vado alla ricerca di quella dispersa; la chiamo con richiami e invocazioni d'amore, entro nelle tenebre della sua notte per ridarle luce, per il ritorno alla mia Casa; entro nelle caverne più nascoste, la traggo dagli anfratti ove è ferita, per curarla; combatto contro le bestie feroci che vogliono divorarla. Non solo chiamo quella dispersa, ma invito le mie pecorelle rimaste fedeli ad affiancarmi nella ricerca perché siano prese da intenso desiderio per la loro sorella smarrita: con Me entrino nelle oscurità alla loro ricerca, con Me le curino dalle loro ferite, dato che Io vaglierò le mie pecore al loro ritorno, e chiederò conto della vita data e della loro opera. Non si potrà ritornare da sole, ma accompagnate con la conquista di altre anime disperse, fosse pure una sola.

Verrete vagliati nella Carità! Voi mi direte: come potremo? Lo potrete se mi riconoscerete per vostro Pastore e mi seguirete. E come avere questo ardente desiderio della sorella persa? Come avere tale carità? Oggi, giorno dedicato al mio Sacro Cuore, invocatelo! Chiedete, offrite ad Esso Sante Messe e Comunioni, ed Io vi effonderò dell'efflusso delle sue ricchezze e doni: vi adornerò dei tesori dei suoi Sentimenti, di ciò che essi sono ed hanno significato, in ciò che rappresento e sono: la lealtà, la rettitudine, la trasparenza, la purezza, il dono di Me stesso, ecc… Vi illuminerò della sua luce perché anche voi seguiate il mio sentiero e il mio richiamo. Anche voi siate luce che riporta i vostri fratelli e sorelle nel rifugio del mio S. Ovile. Ti benedico".

 


5 giugno 2016
 "Io sono la Risurrezione!
Sono nato per portare risurrezione non solo nella facoltà dell'esistenza corporale,
ma Io entro in essa per conformarla alla mia natura divina"

"Mia piccola Maria, puoi dire a questo Padre Santo che egli è nel mio Cuore, che Io vivo in lui, ma particolarmente è la Mamma Celeste che travasa su di lui il suo effluvio d'amore e la sua tenerezza che lo protegge, ed Egli lo sente. É stato un servitore fedele nel suo sacerdozio, anche se ha fatto degli errori dai quali si è sempre rialzato. Ora vive della mia Grazia e del mio Amore. Ed Io sono contento di lui.

Stasera nel Vangelo Io entro nella città di Naim ed incontro un corteo funebre che accompagna a sepoltura un giovanetto, figlio unico di madre vedova, che è lacerata e travagliata nel suo dolore. In lei rivedo prefigurata l'immagine di mia Madre: anch'Ella, vedova e Madre di Figlio unico, che vivrà nella mia morte un dolore sì straziante, ed Io sono preso da grande compassione, e do segno della mia Persona nella Risurrezione che sono, e che, nella Potenza di Dio, ha facoltà di dare la vita, di restituirla, di farla risorgere; e restituisco questo figlio, tornato a vivere, alla mia Parola, a sua madre, stupefatta e gioiosa. Non ho risorto solo questo fanciullo o Lazzaro, ma molti altri di cui il Vangelo non ne fa menzione.

Io sono la Risurrezione! Sono nato per portare risurrezione non solo nella facoltà dell'esistenza corporale, ma Io entro in essa per conformarla alla mia natura divina e farla oltrepassare nella mia trasformazione in una dimensione superiore, che va oltre questa vita, in creatura celestiale, spirituale, divina, poiché in Me ha acquisito le proprietà di Dio. Non si potrà più essere toccati dalla morte, né da afflizioni e sofferenze, né dai tormenti del maligno, né dai limiti e dalla transitorietà del tempo, dato che nella mia Risurrezione Io vi entro, penetro, trasformo e conduco all'infinito.

Cos'è infatti la Risurrezione se non la vittoria e il trionfo su ciò che decade e perisce, su ciò che è scandito da ritmi e fine, dal superare ogni male per vivere d'eterno bene? Io entro nelle tenebre e in ogni oscurità, ed irradio la Luce: tutto illumino, entro nella notte e riporto il giorno, entro in ciò che è disseccato e sterile, perché in Me venga gestito e partorito alla Risurrezione, che è Grazia, che vince ogni peccato. Anche voi, figli miei, se siete con Me, siete i Risorti, e come i Santi hanno potuto far risorgere coloro che erano morti, e farli tornare a vita, così voi potrete, e in Me voi portate la mia Risurrezione e diffondete la mia vittoria, aiutando tanti miei figli a risorgere nella Grazia e venire a Me. Ti benedico".

 


6 giugno 2016
 "Ogni sofferenza nell'Opera mia avrà il suo pagamento eterno
nella Beatitudine perfetta che è Dio"

"Mia piccola Maria, la polvere si deposita sulla tua anima ed è bene che tu vada a confessarti perché s'illumini e, nella luce piena, va spedita e chiara la mia parola. Stasera il Vangelo vi presenta le Beatitudini che tante volte avete ascoltato, e conoscete. E cosa sono le Beatitudini? Il mio Insegnamento che è opposto a quello del mondo, i miei inviti che sono contrari a quelli della terra che vi richiamano al godimento, al rallegrarsi senza senso, all'autoaffermazione di sé stessi; mentre Io vi chiamo Beati se violentate il vostro io e vi rinnegate, se accogliete la persecuzione e vivete l'ingiustizia, se vi fate pecore miti in mezzo ad una landa di lupi. E com'è possibile che ci sia in tutto questo la Beatitudine, se è contraria alla soddisfazione umana? Esse, figli miei, si fanno trampolino, scala, che vi dà accesso al Cielo, sono il tributo di voi stessi per il riscatto del Regno. Pagate il suo biglietto con la vostra opera che costa, e se vi è costato è perché avete lottato per la causa del bene. Avrete combattuto per la Giustizia e la pace, vi siete opposti al potere del nemico; e la lotta, anime mie, è fatica, dolore: si paga, mentre chi è vissuto nel diletto, nei piaceri della vita, non se ne è preso cura o carica, ma si è solo sollazzato, succhiando e sperperando i beni che offre il mondo; non ha subito molestia, non ha patito, ma non si è acquistato il biglietto per il Regno. Siete nati per conquistare il Cielo, non per vivere della terra, e ogni conquista vive il suo tributo di battaglia.

"E come lo potremo?", mi direte. Io sono la schiena curva, sono la groppa su cui pesa e si è riversata la Croce dell'intera umanità: ognuno di voi si posa su queste mie spalle martirizzate, e vi porto. Io vi do la forza e vi sostengo, vi do l'agire, la capacità, lo sprone e la sua celestiale motivazione.

Io sono con voi, Io nasco e muoio con voi: patisco, mi rallegro con voi, lotto e vinco con voi. Io mi offro e risorgo con voi. Siete i Beati, i Benedetti, e il vostro pianto si trasformerà in sorriso, la vostra sete di Giustizia sarà appagata in ogni sua sazietà e misericordia. Ogni persecuzione avrà ogni suo diritto nella pace. Ogni sofferenza nell'Opera mia avrà il suo pagamento eterno nella Beatitudine perfetta che è Dio. Ti benedico".

 


9 giugno 2016
 "Continua la preghiera, continua a scrivere, ad offrire la tua sofferenza,
e Io penso a te"

"Mia piccola Maria, torni in te la pace! Di che ti spaventi? Il nemico ti mette in tutte le situazioni di oppressione per condurti a disperazione, figlia mia, ma tu sai che sei in Dio, e non devi temere, perché è proprio attraverso la paura che egli viene a toglierti la Grazia. In tutte le incombenze, i problemi, le situazioni, dai a Me: dammi ogni giorno la tua prova e Io ti dono la forza di agire e compiere il lavoro che hai; non aver paura di perdere il denaro, è per me carta straccia: Io te ne mando, all'occorrenza; te li stampo in Cielo. Quando dovessi esserne mancante puoi lamentartene con Me, ed Io giungo ad assolverti i pagamenti. Di che hai timore? Di non essere amata, di essere dimenticata dai tuoi figli? Il demonio li smemora, figlia mia, ma in fondo al loro cuore c'è affetto per te.

Come tu hai detto: "Tu pensa alle mie cose, ed Io penso alle tue. Pure per G. vedrai: il problema si dissolverà da solo. Nel groviglio dei tuoi affanni Io ci sono. Continua la preghiera, continua a scrivere, ad offrire la tua sofferenza, e Io penso a te. Cerca di vedere il positivo in ogni cosa, pur nell'affanno e nella pena; guarda al Cielo, alza lo sguardo: ci sono Io che ti amo tanto! Ti benedico".

 


10 giugno 2016
 "Figli miei, Io ho il potere di riverginizzare le vostre persone,
di dare nuova innocenza alla mente, al cuore, allo spirito,
al vostro operare perché torniate di nuovo a nascere in Me"

"Mia piccola Maria, i tuoi peccati ti sono stati perdonati, sei venuta ora dalla Confessione, e ad ognuno di essi il Preziosissimo Sangue ti riafferma il mio perdono: lava tutti i tuoi peccati e dà sconto alla tua pena. Stasera il Vangelo ribadisce con chiarezza: "Se hai guardato una donna con desiderio hai già commesso adulterio nel tuo cuore". Il peccato ha inizio dalla mente; è da lì che il demonio fomenta per corrompere tutto l'essere: dal pensiero impuro e malsano, in modo che si cada sempre più in un vortice che, attuandolo nella sua concretezza, non si possa più da esso svincolarsi; se ne rimane prigionieri sino a morirne del suo veleno.

Oggi è tutto un inneggiare all'impurità, alla dissacrazione del corpo. La pubblicità, la televisione, la moda, i films, ovunque è un imperversare della pornografia, del peccato con la sua devastazione. Persino nei miei piccoli l'innocenza è violata. Si corrode lo sguardo, la mente, il cuore, tutto lo spirito, e le mani s'impregnano della sua opera malsana e malvagia che richiede per sé l'uso e il possesso dell'altro. É per questo motivo che il Vangelo vi richiama ad essere drastici, amputando l'organo, che vi è di scandalo: è una similitudine che vi invita ad interrompere le situazioni che possono degenerare, togliendo tutto ciò che inizialmente vi conduce alla sua perdizione, prima che ne diveniate schiavi e posseduti del suo male. Finché siete in questa terra sempre potete rialzarvi; ci sono Io a tirarvi su!

Quante creature in questo mondo perverso non riescono a sconfiggere, a tenere a bada la tentazione, ma Io vi dico: "State accanto alla preghiera, invocate il mio Preziosissimo Sangue, che discioglie le catene allusive del maligno con le sue attrattive; andate spesso alla Confessione che vi fortifica e vi mette le ali per fuggirne. Consacratevi ogni giorno alla Madonna: chiedete di stare sotto il suo Manto di Immacolatezza; il nemico, accostandovi per tentarvi, non vedrà più la creatura, ma sarà accecato dal bagliore del Candore di Maria, e lascerà sempre più la presa sino a lasciarvi. Chi promulga e inneggia alla castità, alla purezza? Chi ne vede il valore che rende dignità e sacralità alla persona? Si cerca ovunque di banalizzare e rendere superficiale tali virtù, di renderle inesistenti ed errate per una pretesa libertà al piacere che distrugge l'interiorità dell'anima nell'essere, poiché solo nella trasparenza della sua purezza lo spirito vive, cresce, dà vita.

Figli miei, Io ho il potere di riverginizzare le vostre persone, di dare nuova innocenza alla mente, al cuore, allo spirito, al vostro operare perché torniate di nuovo a nascere in Me; in modo che possiate tornare a guardare con lo sguardo di un bimbo che, contemplando, ammira la bellezza, ne gode la meraviglia, dando lode al suo Signore che l'ha creata. Il vostro sguardo si farà limpido e trasparente, e in esso Io potrò rispecchiarmi e riconoscermi: vi farò divenire nuove colombelle candide nel loro volo, che s'innalzano leggere, per tornare a svolazzare intorno al mio trono. Ti benedico".

 


13 giugno 2016
 "Ove c'è la Madonna, ove è pregata e amata, lo Spirito Santo si precipita:
ne è attratto e riforma la sua unità, fecondando nella sua Grazia
e riportando numerose nascite e grande raccolto nella santità"

"Mia piccola Maria, Noemi si riprenderà e tornerà a casa. Ora il suo Angelo Custode la veglia costantemente ed ella dorme nei bei sogni di un torpore celestiale. Il Vangelo di stasera dice: "Chiedete, chiedete al Padrone delle messi che mandi servitori alle sue messi. Come mai oggi i servitori sono sempre meno, il loro numero è povero nei confronti della fame che ne ha il mondo, in confronto al bisogno delle moltitudini? Il Grembo della mia Chiesa si è fatto sterile, non partorisce più copiosi figli consacrati al sacro e al divino, come mai? Non è più fecondata dallo Spirito Santo. Lo Spirito è presente: c'è! Egli bussa costantemente, ma attende il consenso, la volontà, attende la richiesta. Il Padre dice: "Chiedete!", e quanti ancora invocano? La preghiera si fa sempre più esile: nelle Comunità, nei Monasteri sono pochi quelli che pregano nell'intensità e nel desiderio; i più si sono intiepiditi e, senza la preghiera, lo Spirito non discende, e non c'è vita.

Cosa accade all'Annunciazione? La Madonna è presente e avvolta nella sua orazione costante, e all'Annuncio Ella risponde: "Eccomi!". É disposta ad accogliere: è docile, umile, ama, e lo Spirito viene, e La feconda di Me, della Venuta di Cristo Signore. É in questo connubio, in questa fusione che nasce la Vita santa. Ove c'è la Madonna, ove è pregata e amata, lo Spirito Santo si precipita: ne è attratto e riforma la sua unità, fecondando nella sua Grazia e riportando numerose nascite e grande raccolto nella santità.

Oggi, quand'anche ci sia stata della preghiera che ha il potere di allontanare il frastuono del mondo e le sue attrattive, e di dare forza al giovane che è chiamato di dare il suo consenso, giunge poi egli nei seminari, che bloccano la sua ascesi e la vera conoscenza di Dio, luogo ove ulteriormente si spegne o non si è fecondati dallo Spirito. Non si vive e non s'infonde la spiritualità, non c'è questa adesione ad un amore profondo verso la Madre Celeste, che ha il dono di richiamare il Santissimo Paraclito, affinché, infondendolo, nasca nei cuori sempre Gesù Cristo, per farne religiosi e sacerdoti santi. Rimane in essi solo una ricca sapienza umana. E che cosa daranno? Cosa porteranno alle genti? Con Maria nasce un raccolto abbondante, ritorna il rifiorire di un sacerdozio proficuo, ricco, amante.

Vi invito ad andare come agnelli in mezzo ai lupi. Mi direte: "Com'è possibile?". Quando si è gestiti nel Grembo di Maria, quando si è fecondati in Lei dallo Spirito, Io vi recinto tutt'intorno, vi proteggo, vi curo e difendo e, se non è giunta la vostra ora, i lupi niente possono, anzi lo Spirito in voi molti ne riporterà a bontà e mansuetudine.

Oggi in cui festeggiate Sant'Antonio, il mio grande Antonio, che, pur nella sua breve vita, è stato la mia Parola di fuoco, l'orante, il penitente, l'ardente braciere nel cuore che arde, e non si è spento, che ha dato vita ad una figliolanza che tutt'ora, in suo nome, vive ed opera, e la sua devozione è protratta ovunque; vi viene presentato a modello, Egli, ricolmo di Spirito, tenero amante di Maria, in Lei si è di nuovo compiuta questa dimensione dell'Incarnazione che mi ha fatto nascere in Lui e nelle genti senza numero.

Pregate! Chiedete non solo per avere sacerdoti santi, ma anche perché il vostro stesso piccolo campo sia fecondo e fruttuoso di messi abbondanti e rigogliose, che danno un vostro raccolto santo. Ti benedico".

 


16 giugno 2016
 "Amando il Padre si amano i fratelli: le mani si protendono al Cielo, supplicandolo,
e si piegano aprendosi al prossimo nel soccorso, nell'affetto, nella condivisione.
Ed Io dirò: "Questa è preghiera!".

"Mia piccola Maria, la conversione dei tuoi figli avverrà, come quando prima era inverno, e intorno solo desolazione e gelo, e poi ecco giungere il giorno nel quale improvviso vedete il verdeggiare dei primi steli d'erba nel suolo e i primi boccioli fioriti sui rami che erano spogli. Bisogna solo saper attendere e sperare. Ricorda: attesa e speranza!

Stasera il Vangelo vi presenta come va vissuta la preghiera: nell'autenticità e con il cuore, nella verità della ricerca di Dio, e nell'amore vivente in voi. Molti pregano impiegando lunghi discorsi, ripetendo, simile ad una sequela infinita le loro richieste, pensando che la lungaggine e la ripetitività possano piegare Iddio ai propri voleri e desideri, senza sottoporsi e desiderando di compiere prima la sua Santa Volontà che racchiude per voi il vostro massimo bene. La preghiera va contenuta e delimitata nelle condizioni che vi offre stasera il Pater noster. Dovete prima pregare per dare lode, ringraziamento, glorificazione al Padre Santissimo a cui dovete ogni cosa, accogliendo ed operando il suo Santo volere nell'Insegnamento dato, avere un cuore misericordioso che perdona, distaccandovi dal male e da ogni peccato, non facendo alleanza con il nemico, ma cercando l'aiuto, il soccorso divino che ve l'allontana.

Se non vivete in questo stato di Grazia e se non ne siete autenticamente alla sua ricerca come volete che iddio accolga e accrediti le vostre richieste? Se invece voi le ottemperate, se l'Altissimo Signore è il Fulcro, la motivazione, la priorità nella sua adorazione della vostra esistenza, prima pregate per dargli gloria e l'offerta di voi stessi, ed Egli vi darà forza, amore, santificazione della vostra intera opera, sicché orare e agire diventa un tutt'uno, un'intensa e perenne preghiera che santifica ogni vostra azione. Iddio penetra e incarna la vostra vita: orazione e lavoro, carità e rapporti umani, vi passa dentro con il suo Fuoco Santissimo per farlo suo e farne con voi alleanza, e tutto diverrà benedetto. Egli l'accoglierà e lo attuerà per il maggiore bene possibile. Guardate ad Elia nella prima lettura: "l'uomo di fuoco", e perché tale? Perché nel suo cuore vibrava l'ardore dell'adorazione del Supremo Creatore, centro del suo esistere, divenuto orazione vivente nel suo completo vissuto, cosicché il fare con la contemplazione, ma persino il sonno o i l battito del cuore, ogni respiro, si fa incenso che ama e sale a Dio.

Diventate tali! Amando il Padre si amano i fratelli: le mani si protendono al Cielo, supplicandolo, e si piegano aprendosi al prossimo nel soccorso, nell'affetto, nella condivisione. Ed Io dirò: "Questa è preghiera!". Ti benedico".

 


18 giugno 2016
 "Chi sono Io per voi? Mi amate? Se mi amaste, se fossi lo Sposo dell'anima vostra,
l'amico più caro, l'amante del vostro ardore spirituale,
voi desiderereste, anelereste avere rapporto con Me"

"Mia piccola Maria, la Madonna raccoglie tutte le intenzioni che presenti alla sua Celebrazione, ed accoglie anche le tua: la consacrazione che hai fatto di te e dei tuoi cari in Lei vive. Stasera nel Vangelo Io domando ai miei Apostoli: "La gente chi dice che Io sia? Ed essi risposero, elencandomi i vari profeti. Ma Io li interpello personalmente: "Chi sono Io per voi?". Lo chiedo oggi anche a voi: "Chi sono per ognuno di voi?". Pietro mi attesta la sua fede, dicendomi: "Tu sei il Cristo, il Figlio del Dio Vivente!". Lo sono pure per voi? Dato che se così fosse Io vivrei al centro della vostra vita: mi onorereste, sarei nei vostri pensieri, nel cuore, nell'opera delle vostre mani, mentre Io vedo una desolazione nel mondo nel quale Io sono l'inesistente, il dimenticato, l'invisibile. Sì, molti dicono di credere in Me, ma pochi realmente mi amano. Se Io fossi l'Amore per l'umanità, questa terra sarebbe un giardino di delizie, vivrebbe già della sua risurrezione, mentre invece ovunque guardate si fa desolazione nella sua tenebra di peccato che porta le conseguenze del suo tributo di dolori.

Vedo gli uomini correre, correre, affannarsi in una corsa senza posa, che avrà, prima o poi, la sua interruzione nel termine del ciclo di vita decretato per ognuno, e che senza di Me avrà perso ogni suo significato. Tutto è prioritario a Dio: gli interessi, gli affetti, il lavoro, ogni tipo di rapporto e realtà, ma Io, Io dove sono? Vivo in voi? Io sono il Crocifisso: chi mi ama vive la sua croce, l'accoglie e me la offre, e con Me redime. Io sono il Risorto: chi è con Me è risorto e, ovunque egli vada porta risurrezione. Io sono il Santissimo: chi mi segue ed opera in Me si fa santo e porta santificazione.

Chi sono Io per voi? Mi amate? Se mi amaste, se fossi lo Sposo dell'anima vostra, l'amico più caro, l'amante del vostro ardore spirituale, voi desiderereste, anelereste avere rapporto con Me, cercando ogni giorno tempi di preghiera e colloqui con Me. Amereste ricevermi spesso, e confessarvi, per rimanere nello stato di Grazia che Io voglio; seguireste l'Insegnamento del mio Vangelo e l'amore profuso dal vostro Maestro: in voi traboccherebbe e si verserebbe, condividendolo con i vostri fratelli. Guardate ai Santi che hanno sì tribolato, ma voi non conoscete anche di quali gioie straordinarie hanno vissuto, quali esperienze mistiche, la scoperta e la consapevolezza della pienezza di un'esistenza che con Me colmava il cuore, dava ragione al loro vivere e alla loro sofferenza.

Figli miei, ritornate a Me! Cercatemi, scopritemi, conoscetemi, e mi amerete: in Cristo Signore voi ritroverete ogni Beatitudine di una vita che darà senso e luce a tutto il vostro operare, ai vostri rapporti, a tutto quello che vi circonda, e vivrete, dandovene pieno significato nel mio Amore vissuto. Cosa sarà il Paradiso se non il mio Amore condiviso nel quale vi appagherete? Ti benedico".

 


19 giugno 2016
 "Nel mio Amore voi siete dissetati da ogni sua arsura,
l'anima vostra ne è allietata e ne ha pace"

"Mia piccola Maria, ogni volta che la Madonna riceve in riparazione al suo Cuore una Comunione, Ella esulta, ne viene tutta sollevata, e già dimentica ogni sua offesa che le si arreca. Il salmo stasera dice: "Ha sete di Te l'anima mia, brama di Te, Signore!". Avete voi quest'arsura d'amore per Me? Anelate, sospirate, desiderate di Me? Sono Io per voi l'Amore? Chiedo agli Apostoli: "Chi sono Io per voi?". E mi viene risposto da Pietro: "Tu sei il Cristo, il Figlio di Dio!". Ed Io lo sono, e come Dio e uomo non mi sono risparmiato per voi: vi ho dato tutto di Me, la mia vita e la totalità della mia Persona e il mio Amore. Ora richiedo a voi il medesimo amore, quello che voi potete donare.

Come Cristo Signore non ho ricevuto su questa terra né onori, né corone: mi è stata data una Croce, ed essa è stata il pagamento d'amore alla vostra salvezza. Cosa siete ora disposti a dare per Me? Voi, poveri figli peccatori, non volete soffrire, non volete essere dono, eppure se Io, il Signore Dio, ho patito, anche a voi è richiesto il saldo della vostra croce; non giungerete al mio supplizio, non avrete i dolori della mia pena, ma di certo essa porta la sua parte di lacrime che solo vi apre e vi dona la vita eterna. É un discorso per voi duro, per voi che vedete, e pretendete in questa esistenza terrena la vostra gratificazione e autoaffermazione; Io vi richiamo al suo passaggio che è via transitoria, via di dolore, ma che conduce alla pienezza in verità del vostro vissuto che si rivela nella gloria.

L'esistenza già in questo mondo richiede il suo tributo. Se volete il salario del lavoro fatto lo pagate con il sudore della fatica. Se desiderate la gioia di un figlio si paga con il sacrificio di dargli la vita e la sua crescita. Se volete la condivisione e il sostegno dell'altro nei vari rapporti ne pagate le sue difficoltà negli incontri con le vostre diversità. Ugualmente è per la conquista della vita eterna: richiede il saldo alla sua entrata con il biglietto del pagamento della vostra croce. Anime mie, se mi amate, se per voi sono l'Amore, allora l'accoglierete, la parteciperete e la vedrete persino come un dono celeste che vi acquista la risurrezione e la gloria. Nel mio Amore voi siete dissetati da ogni sua arsura, l'anima vostra ne è allietata e ne ha pace, e il vostro desiderio del Cielo, nella speranza, è già certezza della sua conquista e della sua glorificazione. Ti benedico".

 


20 giugno 2016
 "Come facilmente attaccate il fratello,
siete severi nella condanna e pronti a colpire!
Vi fate giustizieri, siete duri e senza pietà verso gli errori del prossimo,
ma pronti a giustificare voi stessi!"

"Mia piccola Maria, tu ti agiti e ti affanni come Marta per timore di non riuscire ad assolvere tutti i tuoi compiti, anche se tutti a fin di bene. Vieni qui, figlia mia! Distenditi sul mio Cuore. Non sai che Io posso mandare gli Angeli a supplire alle vostre necessità, a fare il vostro lavoro. Non ti lascio mai sola. Io vengo incontro a districare il ginepraio nel quale ti hanno posta nell'imbroglio fatto. Non temere, Io soccorro ai tuoi bisogni e incombenze.

Stasera il Vangelo vi richiama apertamente: "Non giudicate per non essere giudicati!". Il giudizio è una cancrena diffusa e devastante ovunque. Come facilmente attaccate il fratello, siete severi nella condanna e pronti a colpire! Vi fate giustizieri, siete duri e senza pietà verso gli errori del prossimo, ma pronti a giustificare voi stessi! Coprite spesso le colpe, pur gravi, dei vostri figli, ma siete intransigenti, aspri, senza nessuna misericordia, per condannare l'altro. E come mai accade questo? Perché non amate. Non amate Dio e non amate il prossimo. Lo estraniate come un corpo nemico da voi, non partecipate al suo bisogno.

Ricordate! Se siete stati solo giustizieri è con la Giustizia che vi rincontrerete. Se avete avuto un cuore di misericordia, è con la misericordia che vi incontrerete e sarete giudicati. Il difetto altrui lo vedete bene, vi è subito palese e vi irrita, mentre coprite la coltre del male che portate in voi, i macigni del peccato con il quale coabitate e giustificate. Siete pronti a mettere sul podio del tribunale, dinanzi al mondo, la colpa del fratello, a sputare le vostre sentenze e spargere il giudizio al mondo come le foglie alzate e sparse dal vento.

E come mai ciò accade? Perché non avete l'umiltà. Chi è umile prima guarda sé stesso, esamina la propria coscienza e si emenda, e poi dinanzi ad un male espressamente visibile o dichiarato del prossimo và e si comporta come il Vangelo dice: "Prega per lui, và ad incontrarlo e, a tu per tu, gli parla nella verità con il cuore, per far sì che si ravveda. Se non ascoltasse, andrà poi con altri testimoni; se pur dinanzi a questo nuovo incontro non recepisce e non vuole ravvedersi, lo pone nelle mani di Dio: non lo pone allo scherno e il dileggio della gente. E non sapete che la lingua fa molto danno: ha la forza di uccidere, e può distruggere l'intimo? Mentre un confronto amichevole e riservato, attuato nella carità, può riscattare il fratello, riconquistare un amico e ricondurlo alla via del bene. Ti benedico".

 


24 giugno 2016
 "Oggi la Santa Parola vi presenta la figura di Giovanni Battista, il mio grande Giovanni! Egli nasce per essermi Precursore e Testimone, nasce per essere Me"

"Mia piccola Maria, quel per cui preghi ed auspichi sul tuo figliolo t'è ispirato dallo Spirito Santo. Oggi la Santa Parola vi presenta la figura di Giovanni Battista, il mio grande Giovanni! Egli nasce per essermi Precursore e Testimone, nasce per essere Me. Notate come la sua venuta sia correlata alla consacrazione divina, alla sacra appartenenza al Signore. Essa già sussisteva, dai tempi antichi, nella persona dei profeti, nei messaggeri di Dio, che annunciavano la sua santa Parola che costava spesso il dover sacrificare sé stessi, e la propria vita. La consacrazione però di Giovanni Battista diviene la primizia di appartenenza a Me Cristo Signore, testimonianza e offerta in un'esistenza votata al sacrificio e allo spargimento di sangue per la nascita, anch'Egli, della mia Chiesa e del mio Sacerdozio. Egli mi prepara il cammino, e i discepoli: la sua Offerta è preparazione alla mia per far sì che la terra fosse pronta ad accoglierla.

La consacrazione al sacro non nasce solo con la persona: essa è già presente nel Pensiero creativo del Padre Santissimo, che forgia l'anima e le dona le attitudini, le Grazie, i Doni, per poter attuare tale missione, ma attende pure il vostro contributo nella preghiera e nell'Offerta, che maggiori tale dono divino anche di voi, della vostra opera, dato che la venuta al mondo di un consacrato a Dio, di un sacerdote, è una grande grazia per il mondo. I Consacrati vengono fatti discendere come Manna dal Cielo all'invocazione di anime madri che non sono solo le mamme di questi figli, ma anche le anime spirituali che, con la loro orazione ed esistenza santa, richiamano, e si uniscono al dono divino che viene a fecondare ulteriormente il grembo materno per dare nascita a Consacrati.

Come mai tanta attesa in Elisabetta? Perché andava formata la venuta di un Grande nel Battista. Elisabetta ardeva nel suo desiderio di maternità e, con lacrime e suppliche, chiedeva che Iddio visitasse il suo ventre sterile, ma Giovanni era già presente nel suo divino Pensiero e, al tempo giusto nasce, per compiere la sua Opera. Ancora oggi nascono profeti, consacrati, sacerdoti al servizio del Signore; ma come riconoscere quelli buoni dai cattivi, dai veritieri dai falsi? Guardate al Battista: Egli è vissuto nella Verità, senza accettare compromessi col mondo, in un'esistenza di povertà e di privazioni, abbandonato alla Volontà divina, vivendo in simbiosi alla mia Persona.

Quando voi vedrete vissute queste realtà, queste dimensioni autentiche in loro, ne constaterete pure le buone opere, i frutti santi che ne rivelano la veridicità. Tutto ciò che se ne discosta ne è contrario: non mi appartiene o ha dissacrato tale dono e missione. Ove Io sono nasce vita; chi è mio, come Giovanni, porta la mia vita con la sua nascita al bene. Ti benedico".

 


25 giugno 2016
 "Io vi dico però che il desiderio del Padre Eterno è sempre quello che:
finché sì è su questa terra ritornino a vivere la propria vocazione,
la prima alla quale Iddio ha chiamato e formato: "Tu sei sacerdote per sempre!"

"Mia piccola Maria, tua mamma è già in Paradiso, ed esulta: vede e gode delle sue meraviglie. Prega per voi e spesso viene a visitarvi, pur se non ve ne avvedete. Siine lieta! Stasera nel Vangelo Io attraverso le terre della Samaria per andare a Gerusalemme, e nel percorso del cammino subisco incomprensioni e rifiuti: non vengo accolto, ma nella strada Io chiamo i figli alla mia sequela: "Seguitemi!", dico, pur se richiamo, ed evidenzio, alla radicalità della chiamata che richiede fedeltà, perseveranza perenne e rinunce. A chi mi dà il suo consenso Io pongo in rilievo la sua difficoltà: persino a Me, il Signore Dio, non è dato ove posare il Capo. La Missione richiede di perseverare e di accettare per mio amore: durezze, rifiuti, persecuzioni; e a chi mi chiede: "Lascia, Signore, che prima vada a seppellire mio padre", Io rispondo: "lascia che i morti seppelliscano i morti!".

Le mie condizioni sembrano dure, ma chi mi segue deve continuare ad andare avanti, a non fermarsi, e né tornare indietro poiché spesso la strada che retrocede arresta il cammino: gli affetti, gli interessi, i desideri, non permettono poi che si avanzi e si segua la vocazione alla quale si è chiamati. Chi si volge indietro spesso non ritorna, e chi ha preso in mano l'aratro e poi abbandona non è degno del Regno dei Cieli. Quanti lasciano la vocazione religiosa intrapresa! Quanti sacerdoti abbandonano il loro Ministero, ed a volte ricevono persino dispensa dalla Chiesa per poter ricevere il Sacramento del Matrimonio.

Io vi dico però che il desiderio del Padre Eterno è sempre quello che: finché sì è su questa terra, ritornino a vivere la propria vocazione, la prima alla quale iddio ha chiamato e formato: "Tu sei sacerdote per sempre!".

Seguitemi, figli, fidatevi di Me! Il viaggio che intraprendete è faticoso, spesso contrastato o tribolato, ma Io vi precedo e vi conduco alla Gerusalemme Celeste ove sarete rivestiti della glorificazione del vostro Ministero, o Consacrazione religiosa, di un onore celestiale e sublime, premio della vostra fedeltà. Ancora vi invito: "Seguitami!". Ti benedico".

 


27 giugno 2016
 "E non sapete quanto è duro l'attacco contro la mia Eucaristia!
Ovunque viene dissacrata"

"Mia piccola Maria, non temere né tuo marito, né tuo figlio, né i problemi che ti si aggravano: li hai dati a Me, ed Io ci penso! Sono tutte impalcature, e cadranno, mentre tu con Me rimarrai diritta, eretta, stabile.

Stasera nel Vangelo ancora vi richiamo: "Non ho dove posare il Capo". Persino le bestiole hanno le loro tane, mentre Io vado in cerca del mio riposo e ne trovo così poco, non solo nei miei tempi terreni, ma tutt'ora nel mondo; il mio Spirito vaga alla ricerca di accoglienza, di conforto, di sostegno: non ho ancora ove posare il Capo, tanto tutta la terra è devastata e corrotta dal peccato, l'infanzia violata, i cristiani perseguitati! E non sapete quanto è duro l'attacco contro la mia Eucaristia! Ovunque viene dissacrata. Cerco i miei diletti, i miei amanti dove trovare rifugio e conforto, e ci sono, ma sono pochi nel numero dell'umanità. Cerco nella mia Chiesa la mia Casa, ma non vi trovo vissuto il mio Spirito, quel che sono, e mi sento estraneo e spodestato. Cerco la comprensione, l'amicizia, l'adesione nei miei sacerdoti e religiosi, ma quanti fra di essi mi sono rimasti fedeli e vivono del mio Spirito? É talmente esiguo il suo numero!

Per questo chiamo voi, anime mie: siate le braccia ove trovare ristoro nella vostra adorazione e servizio. Chi mi segue sul serio e in profondità, di certo rivivrà ciò che vive il suo Maestro; e spesso sarà come se verrà tolta la terra sotto i loro piedi, il terreno bruciato tutt'intorno, poiché anch'essi, alla ricerca di trovare vissuto il mio Spirito, e il loro desiderio verrà ricambiato con la persecuzione e l'incomprensione, e pur essi, non sentendosi amati, non troveranno tra le creature ove posare il capo.

Ma Io vi dico: come voi consolate Me, anche Io sono pronto ad accogliervi, ad essere le braccia sulle quali far prendere riposo al vostro capo, e darvi nuovo vigore nel tempo della prova e della lotta; e ancora saranno le mie braccia a cingervi quando giungerà il dolce sonno, e poserò il vostro capo sul mio Cuore, simile al mio Giovanni e, come voi siete stati per Me consolazione e rifugio, Io sarò la vostra Consolazione eterna e il diletto delle meraviglie nel mio Cuore. Ti benedico".

 


29 giugno 2016
 "In ogni realtà, se amate, nel mio amore la offrirete, vi donate:
voi vi farete Santi ed edificatori della mia Chiesa in ogni suo giorno"

"Mia piccola Maria, Io sono con te ogni giorno: Se non ci fossi Io a sostenere ogni tuo passo, ogni tuo respiro, tu non sopravvivresti alla tua vita. Abbi fede nella mia costante presenza!

Oggi la Chiesa celebra i Santi Pietro e Paolo, cardini, travi, su cui la mia Chiesa si è edificata ed ogni giorno si costruisce. Esempio lampante per voi per poter vivere la vostra santità, che tutti potete divenire santi, e che in Me ognuno ne ha la potenzialità. Essi si sono fatti Santi, ma non sono nati tali, misere creature piene di limiti, miserie e peccato. Pietro era sì un uomo di cuore, ma così istintivo, grossolano, così facilmente tendente all'ira, e vile. Paolo era sì ligio ai dettami della Legge ed osservante, ma severo, duro, senza misericordia, e pronto ad attaccare l'altro senza pietà, pieno di sé, e mai metteva sé stesso in discussione. Eppure in Me, nell'ascolto, nell'accoglienza, nell' incontro alla mia Persona, essi sono andati oltre il loro peccato: l'hanno superato e trasformato in santità.

E come è stato possibile? Mi hanno amato! Nell'amore si sono dati senza risparmiarsi, ponendo nel mio Amore le loro povere persone naturali immerse nei loro errori; e gli stessi limiti, nel loro cambiamento, sono divenuti servizio a Dio ed edificazione della mia Chiesa sino al martirio. Anche voi potete farvi Santi: nessuno ne è escluso, quale sia la chiamata, la missione, nascosta o imponente, piccolo o grande il campo da coltivare del quale siete responsabili, nel mio Amore voi lo santificate.

Nell'Amore si bruciano, si dissolvono le miserie umane e i peccati si superano, dato che l'ardore mio si fa prioritario in voi; vi dimenticate di voi stessi, i vostri progetti e desideri così impellenti perdono importanza, e per mio amore tutto viene vissuto: sarà il timbro, l'opera d'arte, la firma che lo finalizza e compie. Ed è per Me che in questo stato amante voi, sia che siate un povero ammalato su un letto di dolore, sia una suora orante e chiusa tra le mura di un convento, o una donna offerente a servizio della sua famiglia tra le pareti domestiche; in ogni realtà, se amate, nel mio amore la offrirete, vi donate: voi vi farete Santi ed edificatori della mia Chiesa in ogni suo giorno. Forse il mondo non vi conoscerà, sarete invisibili agli altri, non sarete trascritti negli albi dei Santi della Chiesa, ma vi dico che Io vi conosco: il mio amore vive in voi; e negli albi dei Cieli il vostro nome, a caratteri d'oro, sarà trascritto e reso palese, e dichiarata a tutti la vostra santità. Ti benedico".