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domenica 20 agosto 2017

in questo mese meditiamo le Gocce di luce di agosto 1996, agosto 1998, agosto 2009, agosto 2010, agosto 2011, agosto 2012, agosto 2013, agosto 2014, agosto 2015 e agosto 2016

Gocce di luce: Gesù parla ad un'anima

       
       

Maggio 2012

 "La Chiesa sarà perseguitata, e molto dura sarà la prova"

 

 

Ave Maria!

 

1 maggio 2012
"Il lavoro è cosa buona perché, per il sacrificio che ne deriva,
colma la persona di santi meriti"

"Mia piccola Maria, non ti prendere scandalo o pena; Io ti ho spinto a riprendere queste donne in chiesa; che non è bene che ciarlino, che facciano chiacchiere, particolarmente prima della Santa Messa: ciò mi è di offesa e porta al vuoto. La Casa di Dio è Casa di adorazione e di preghiera! Ma non è tanto la responsabilità di queste figlie, quanto dei sacerdoti che non educano al comportamento in chiesa e non riprendono costantemente e ripetutamente, sin dalla fanciullezza.

Oggi la Chiesa celebra San Giuseppe Operaio, e festeggiate la festa civile del lavoro. Vi dico: il lavoro è cosa buona, non solo perché offre il sostentamento all'uomo, ma perché, per il sacrificio che ne deriva, colma la persona di santi meriti, dà in esso possibilità di operare la carità per il bene che se ne può usufruire e divenire grande mezzo di santificazione. Spesso però il lavoro si fa idolatria, dato che il ricorso ad esso diviene ingordigia e fine solo per il lucro personale e, se non mezzo di ingiustizie e prevaricazioni sugli altri, perché per arricchire i propri granai impoverisce quelli di altre case. In un tempo in cui vi rammaricate tanto per la mancanza di lavoro e per la precarietà a cui andate incontro, vi dico che ciò è dovuto per le conseguenze delle politiche sbagliate, al furto continuo operato per riempire le proprie borse da parte sia dei grandi ma pure dei piccoli; quasi tutti in qualche modo hanno defraudato e rubato, impoverendo così tutto lo Stato.

Al posto di tanti Congressi, tavole rotonde, dispute e parlare umano che non fa che continuare l'impoverimento poiché non c'è verità di aiutare il popolo, Iddio vi presenta San Giuseppe, Uomo di grande lavoro e di fine manifattura nel suo mestiere. Egli operava nel suo lavoro non solo per il sostentamento alla Famiglia, per il pane quotidiano, ma anche per fare opera di bene, per la carità. Quante sedie, tavoli, panche, ecc. donate ai poveri! O se la retribuzione era più di ciò che attendeva, o superiore, Egli dava il ricavato a chi era più indigente, spesso anche se non veniva pagato, ma di un lavoro sempre ben fatto per il grande rispetto dovuto ad ogni persona. Il lavoro per Giuseppe era unitivo a Dio, era opera per glorificarlo.

Se gli uomini pregassero il Padre, se pregassero San Giuseppe, se ci fosse fede, Iddio coltiverebbe ed educherebbe le coscienze per far sì che ogni uomo non pensi solo al suo bene personale ma operi per il bene comune.

Quando il lavoro è frutto di onestà, di laboriosità, mezzo di carità e di glorificazione a Dio, che lo benedice e ne manda la sua abbondante Provvidenza, cosa vi mancherebbe? Io chiederò conto ad ognuno per il lavoro mal fatto, senza scrupoli di coscienza, per avere in esso defraudato, operato per fine proprio, senza il senso del dovere e del rispetto per l'utilità dell'altro.

Pregate! Vi offro questo mezzo semplice; ed Io mi porrò con voi a bussare alle porte, in assenza di lavoro, e vi aiuterò ad aprirle. Ti benedico".

 


 

3 maggio 2012
"La Santissima Trinità è sempre rimasta perennemente fusa in Sé
pur nella mia vita umana"

"Mia piccola Maria, stasera nel vangelo Filippo mi chiede: "Signore, mostraci il Padre!". Ed Io rispondo: "Filippo, è tanto tempo che sono con voi e non hai compreso che chi vede Me vede il Padre, e che Io e il Padre siamo una cosa sola?". Il Padre, il Figlio e lo Spirito Santo non sono divisi, pur nelle loro Persone autonome e diverse, sono sempre uniti e fusi nella Sostanza del loro Amore, e nell'Opera che compiono. Può una pianta, pur se i rami sono diversi e si protendono ognuno verso parti di essa, essere separata dal ceppo, divisa dalle radici?...Non sussisterebbe! Così la Santissima Trinità è sempre rimasta perennemente fusa in Sé: anche nella mia vita umana erano presenti e partecipi il Padre Creatore e lo Spirito; lo erano già nel mio Concepimento quando infondevano ed univano alla mia Carne i miei elementi naturali allo Spirito che sono. Erano presenti nella mia crescita, nella mia predicazione, in ogni mia azione. Ogni volta che le mie mani si alzavano a benedire, anche Essi benedicevano. Quando il mio Sguardo guardava le creature anche Essi le guardavano con i miei occhi. La mia Parola insegnava, ma Io parlavo con Loro ed emettevo l'alito della loro Energia, della Vita, della Potenza che sono, ed uniti operavamo ed operiamo.


Nel vivere la mia Passione, crocifissione e morte anche Essi la condividevano con Me. Quanti dicono: "Ma solo il Figlio ha sofferto! Lo hanno lasciato penare da solo, ed Essi dove erano?... Erano con Me, erano in Me, nelle mie piaghe, nelle mie lacrime, nei miei gemiti: hanno partecipato di ogni mio dolore. Nella Risurrezione ancora il Padre Eterno e lo Spirito Santo si fondevano allo Spirito mio, alitando Energia creatrice dell'Amore, innestandosi nel mio Corpo esanime, trasferendo l'intera potenza della Divinità per assimilarlo totalmente alla Gloria.


Io vengo nel mondo e prendo Carne per far sì che gli uomini conoscano la realtà di Dio, e quando dico: "Venite a Me che sono mite ed umile di Cuore!", voi in Me vedete la mitezza e l'umiltà del Padre e dello Spirito Santo. Io sono la Via, la Vita e la Verità; anche Essi sono Via, Vita e Verità: tutto ciò che Io sono Essi sono. Il battito del mio Cuore batte all'unisono del medesimo ed unico Amore. Ti benedico".

 


 

4 maggio 2012
"Cerco anime che consolino, simili al piccolo Francesco di Fatima
che, per ore, veniva a fare compagnia al suo Signore, lasciato solo nel tabernacolo"

"Mia piccola Maria, oggi la Chiesa, nel I° venerdì del mese, vi presenta il mio divin Cuore, il Cuore di un Uomo Dio e quindi un Cuore di carne, duttile, che ama e soffre, che sente ogni realtà e vive di una sensibilità che supera milioni di volte quella umana sì da avvertire ogni sfumatura, ogni cosa imperscrutabile, ogni lieve ombra, in modo accentuato e profondissimo, le realtà dell'amore, del dolore e di ogni offesa. Cerco cuori amanti, e sono pieno di dolore poiché vedo che la moltitudine degli uomini non hanno amore, non sanno soffrire, non hanno più sensibilità: sono cuori di pietra, duri. Non hanno più compassione né per i fratelli, né per Iddio. E voi direte: "Perché, forse che Iddio ha bisogno della compassione umana…?". Si, figli miei! Iddio si compiace della compassione che è una virtù nobile, già indice di salvezza per la creatura che dà consolazione a tante amarezze e, nella consolazione, ripara. Senza compassione data ritroverete al vostro Giudizio solo la durezza e la stessa condanna. Chiedetela a Me che sono il pietoso.

Cerco anime che consolino, simili al piccolo Francesco di Fatima che, per ore, veniva a fare compagnia al suo Signore, lasciato solo nel tabernacolo, come tante anime claustrali, o i miei piccoli amanti che, pur nella notte, si alzano per pregare dinanzi al Santissimo. Sono così solo, l'Abbandonato, e come un assetato cerco gocce di acqua di questa consolazione, ma mi lasciate sempre più con questa arsura d'amore che mi consuma! Io sento…! Il mio Cuore è vivo, prova dolore, vi viene dato dalle mie mani offerente, generoso, donativo, indifeso, e gli uomini che fanno? Per lo più si voltano indifferenti o lo prendono a picconate, martoriandolo in ogni sua piccola cellula, in ogni sua minima parte; ed essi vanno così contro se stessi: vanno alla rovina poiché si fanno simili a quelli che mordono le mani di coloro che li sfamano.

Venite a Me, figliolini, miei amanti! Venite a vivere e a diffondere i primi venerdì in riparazione al mio divin Cuore, in tempi in cui la devozione si è affievolita e nella Chiesa non è più propagata con il fervore di prima. Venite ben confessati ogni volta prima della Comunione, non dall'ultima volta, ma appena confessati per essere puri, puri il più possibile, per potermi ricevere e fare riparazione.

La devozione ai primi venerdì al mio divin Cuore non offre solo la salvezza eterna, così com'è nella mia promessa, ma forma il vostro cuore, lo risana, dandovi la Vita che Io Sono, in esso. Il cuore è il luogo più difficilmente guaribile: è lì che si avvertono e si sentono i dolori, le ingiustizie, i tradimenti; e solo quando un cuore viene guarito da essi torna a vivere, ad essere libero. Io vi offro la capacità nel mio di amare, di farvi mia casa ove Io possa dimorare. Consacrate le vostre necessità, le vostre famiglie, ai sacri Cuori di Gesù e di Maria. Chiedete, intercedendo sempre, per i meriti di questi Cuori al Padre, dato che dinanzi al Essi l'Eterno rimane incantato, indifeso, innamorato; e se ciò che chiedete è cosa buona, pur nel suo tempo, vi è data. Ti benedico".

 


 

6 maggio 2012
"Sapeste la gioia del Padre Creatore quando vede la vigna verdeggiante,
copiosa nel suo raccolto!"

"Mia piccola Maria, era giunto per il padre di… il tempo del ritorno. Gli era già stata data proroga; ora è in Purgatorio nella pena della sua purificazione: stupito, meravigliato e nel dolore, ma salvo. Pregate per lui ed offrite Sante Messe.

Il vangelo vi dice: "Senza di Me non potete nulla. Io sono la vite e voi i tralci!". Se i tralci si distaccano dalla vite, essi muoiono e non ci sarà uva e né vino. L'uomo crede di essere onnipotente e poter far da solo, dato che constata che pur se si allontana da Dio la sua vita naturale e carnale comunque continua, la sua esistenza va avanti: vita che però è sempre concessa e data dal Creatore; egli crede di vivere in eterno e si riempie di tutti i piaceri che può trarne per colmare il vuoto enorme che ha dentro di sé, e non vede che è già una pianta morta; e ciò che è secco, se rimane tale, viene bruciato nel fuoco di una morte che brucia e non muore mai.

Rimanete uniti a Me, che sono la vite e il vignaiolo: Io sono l'agricoltore che sa sradicare le erbacce che sono intorno, sa concimare e togliere il secco, sa potare perché porti più frutto: Infondo la mia linfa vitale che la rende rigogliosa, fruttuosa, degna di essere pianta da trapiantare per il Giardino celeste.

Sapeste la gioia del Padre Creatore quando vede la vigna verdeggiante, copiosa nel suo raccolto! Si rallegra la sua Vita e il Cuore, ed Egli stesso ne gusta e si abbevera del suo succo. Ma quale dolore quando la vigna è avvizzita, secca, sterile! E chiedo a voi di piangere su di essa per far sì che le vostre lacrime possano ancora inumidire il suo terreno e renderlo fertile: ancora richieda il mio intervento, l'opera delle mie mani, il sole e la pioggia che Io dono, che la ricrei. Chiedete voi che il Vignaiolo torni a curarla perché, pur appassita, arida, morente, ha il potere di rinverdirla e farla di nuovo vivere. Ti benedico".

 


 

8 maggio 2012
"Figli miei, non coprite il male, non siate omertosi dinanzi al peccato,
difendete la Legge di Dio con la parola e con la vita"

"Mia piccola Maria, stasera il vangelo dice: "Io sono la pace, vi porto la pace", non la pace del mondo che fa compromesso con il peccato, che fa connivenza con il male. La mia pace nasce dalla retta coscienza, dal cuore amante, dalle mani operose nella carità. Il mondo vi presenta una pace che è un benestare, la ricerca di una falsa quiete, che evita e rifiuta fastidi o problemi, che acquieta la propria coscienza, copre gli occhi e si fa omertosa, pur di mantenere i propri privilegi e di non arrecare niente che nuoccia a se stessi.

In un'altra parte del vangelo Io vi dico che sono una spada che separa, una spada che divide il bene dal male, e che viene a dire di fare una scelta: o l'uno o l'altro; e ciò comporta un combattimento: combattimento nella propria persona per il distacco dal peccato, combattimento contro l'ingiustizia, operando nella Giustizia, contro l'offesa alla carità, operando nella carità, combattimento contro la violenza, essendo portatori di pace. La mia pace nasce da una coscienza pura, da uno sguardo limpido, da un cuore sereno, da un agire retto in chi compie la Volontà di Dio e vive il mio Insegnamento.

Quanti, pur nella famiglia, nella Chiesa, nelle varie realtà sociali, quanti sono omertosi contro la verità, contro la legge divina e la difesa della vita! Figli miei, Io tutto vedo, e dico: Non guardate a chi sembra che sia nella pace, pur vivendo le delizie e i compromessi con il mondo. Io vedo: …sapeste i tormenti che corrodono mente e cuore e devastano l'anima! Senza la pace prima o poi, se non ci si emenda, si muore. Non crediate che, pur vedendo creature che, indifferenti, vivono nella beatitudine dei propri istinti, ridono nel vuoto di un'esistenza che non ha senso; prima o poi bussa alla porta la sua prova e viene il principe di questo mondo e, se si è vissuto e si è stati portatori della mia pace come Me, si è vittoriosi poiché Io sono Colui che non può essere sconfitto, mentre chi ha vissuto della pace del mondo si troverà ad affrontarlo e non potrà che essere distrutto da lui.

Figli miei, non coprite il male, non siate omertosi dinanzi al peccato, difendete la Legge di Dio con la parola e con la vita, dato che non c'è niente di più eroico di chi offre se stesso nella mia pace per dare pace alle altre creature; rivelate il male per quello che è, ma cercate di aiutare i peccatori a cambiare per farli avviare verso la via del bene che è via della pace. Ti benedico".

 


 

10 maggio 2012
"Quando l'amore mio alberga in voi
il vostro sguardo si illumina, il cuore si rallegra, pur nelle tribolazioni"

"Mia piccola Maria, stasera nel vangelo vi dico: "Voglio che siate nella gioia, e la vostra gioia sia piena!". Voi mi direte: "Ma com'è possibile stare nella gioia se Tu stesso ci dici di seguirti nella Croce e di accogliere e di accettare il dolore, dato che solo nella Croce c'è salvezza?"… Figli miei, la gioia che Io annuncio viene dal mio Amore: venite ad unirvi all'Amore divino! Esso irrora la vostra croce, sicché si fa leggera: conduce il vostro dolore nel suo calore e nella sua speranza che dà senso e si fa offerente e donativo. Quando l'amore mio alberga in voi il vostro sguardo si illumina, il cuore si rallegra pur nelle tribolazioni, non perché non si pianga o non si soffra, ma vi rinfranca, vi sostiene, e non v'abbatte: è gioia che nasce nella serena coscienza, nella luce dell'anima, nella capacità di amare.

L'amore divino tanto più vi ricolma, tanto più vi fa leggeri nella leggiadria di una farfalla che vola e sa rallegrarsi e godere persino dei colori e dei profumi dei fiori. Esso sensibilizza il vostro spirito e lo illumina sì da farvi vedere e sentire ciò che prima non vedevate, e vi fa gustare e godere di ogni cosa che Iddio vi ha dato. Vi dona gli occhi per rimirare la bellezza ed esserne grati, i doni celestiali nell'Eucaristia, nella Santa Parola che conforta e sostiene, il creato che vi circonda, le creature che vi amano… Diversamente chi non mi ama e vive nel male: l'anima sua si fa pesante e, simile ad un elefante, passa e con le sue zampe e calpesta ciò che attraversa: non ha rispetto di ciò che il Padre Santissimo gli pone intorno, non lo vede, non riconosce la bellezza nel suo valore e la sua origine, non ha sentimenti di tenerezza e di meraviglia, non sa gioire poiché non sa amare. Egli è continuamente inquieto, nervoso, irascibile, spesso violento, intollerante, non ha pace e non gode. Si riempie di piaceri per appagare un malessere interiore che lo legano e lo fasciano in prigioni interiori, e ne rimane sempre più insoddisfatto.

Io sono l'Uomo dei dolori, l'Uomo Crocifisso: ancora gemo per la sofferenza che mi procurano gli uomini, ma sono anche l'Uomo della gioia che nasce dalla condivisione dell'Amore con il Padre e con lo Spirito Santo, l'amore di cui mi sono dilettato dei miei genitori, dell'amicizia dei miei Apostoli e Discepoli, dell'incontro con la bellezza di molte anime. …Se sapeste le risate piene nell'incontro con i bambini e i loro discorsi…! Di una Croce sofferta che patisce nel Sangue ma si sostiene e prova letizia per il fine e il bene che comporta.

Venite al mio amore! Ubbidite ai Comandamenti, così come Io ho vissuto l'amore con il Padre ed ho ubbidito ai suoi Comandamenti, voi ugualmente fate: in essi troverete la gioia di una grazia vissuta, la vera gioia. Ti benedico".

 


 

11 maggio 2012
"Solo nell'amore divino voi saprete amare i fratelli
mentre solo nell'amore umano si diviene prigionieri delle proprie passioni"

"Mia piccola Maria, le parrocchie sono lacerate, offese, ferite da tanto antagonismo, divisioni, invidie, gelosie, rivalità … ognuno vuole portare se stesso, il proprio pensiero; vuole instaurare, credendo che sia pur giusto il suo insegnamento, e spesso cercando di cambiare il vangelo, di adattarlo secondo i propri schemi. Essi non si pongono in discussione, non pregano, non chiedono lumi al Cielo. Dinanzi alle situazioni che si presentano non si domandano: "Cosa avrebbe fatto Gesù?".

Il vangelo stasera vi richiama all'amore: "Amatevi come Io vi ho amato!". E l'amore che Io indico qual è? L'amore è una delle parole di cui tutti si riempiono la bocca, lo cantano le canzonette, lo inneggiano le poesie…; ma Io chiamo a vivere l'Amore mio. Solo nell'amore divino voi saprete amare i fratelli, mentre solo nell'amore umano si diviene prigionieri delle proprie passioni, dei propri desideri ed interessi, che finiscono in odi, rancori, gelosie, vendete, liti… e che amore è?...

L'amore umano và condiviso e compenetrato di quello divino che lo sostiene e lo santifica, dato che l'uomo si corrompe e decade. I miei amanti, i mie amici, seguono ciò che Io ho comandato. Chi mi ama segue il mio Insegnamento, che è Verità. La Verità è Amore. Solo nel vero voi amate. Se una piantina non viene sostenuta dal sostegno che la indirizza nella crescita, rimane ripiegata su di sé, e se non viene potata non avrà ricchezza di raccolto. Se un padre non corregge, non educa il figlio e non indica la via del bene che ho insegnato, ma lo accontenta in tutto, pensando che sia amore, crescerà un figlio vuoto, debole, ribelle che gli si rivolterà contro.

Se un parroco non riprende i fedeli che errano, insegnando ciò che è conforme alla mia Parola, o dando cattivo esempio nel silenzio colpevole, lasciando magari anche che ci si comunichi all'Eucaristia pur se la loro situazione è contraria alla Legge di Dio, credendo di far loro del bene, o per non ferirli, per rispetto umano, con la considerazione che …"tanto Gesù non è così severo e chiude un occhio!": non si comprende che in questo modo egli condanna se stesso e i propri fedeli.

Iddio corregge, chiama, guidando alla Verità. Se un fratello erra, se amate, lo riprendete in privato con carità alla via del bene autentico: quello che insegna Gesù Cristo. Pregate prima per chiedere lumi e parole al Signore che prepara nel frattempo il terreno dello spirito. Se il peccato è grave, e contamina, può corrompere molti altri; allora è bene denunciarlo anche in pubblico per far sì che non devasti altri fratelli.

Figlia mia, solo nel mio amore la vostra preghiera è accolta dal Padre celeste e siete esauditi: solo in Me siete giustificati, e il vostro amore santificato. Chiedetevi sempre: "Cosa avrebbe fatto Gesù?". E amate, avendo per fine sempre la salvezza eterna. Il vero amore guida ed educa secondo ciò che Io vi ho detto, dato che Io sono l'unico che veramente vi ha amato, firmando il mio amore con la mia vita. Ti benedico".

 


 

12 maggio 2012
"Siete creati e formati nella Sostanza dell'Alito divino che vi forma nel suo Amore"

"Mia piccola Maria, la lotta sembra che ti prevarichi, ma Io lotto per te. Stasera nel vangelo Io comando "di amarvi gli uni gli altri come Io vi ho amato". Da cosa vedete se siete in comunione con Dio, e quale sia lo stato di salute spirituale dell'anima? Se ama, se vive l'amore di Dio. Dio è Amore, e vuole congiungersi alla sua stessa natura. Se voi vedete che un fratello non partecipa alla Santa Messa, non si confessa, non prega: come può in lui albergare l'amore divino? Se notate che un sacerdote celebra la Santa Messa in modo distaccato, freddo, frettoloso, se poco è al confessionale, e poco o nulla lo vedete in preghiera, se rimane chiuso in sé, nonostante faccia belle omelie ma che non vive, che amore può essere in lui? Se non si opera nella carità, se si rimane freddi, insensibili, noncuranti alle esigenze e ai bisogni altrui, se non addirittura si prevarica, si defrauda l'altro, si rimane trincerati ai propri interessi…; e quale amore si vive? Se non è vissuto l'amore, non c'è Dio!

Quali sono i frutti dell'amore? Chi è che lo opera e lo vive? Chi è umile, chi è mite e veritiero, fedele, ubbidiente e che vive le virtù: esse sono il frutto dell'amore. Quando invece incontrate l'alterigia, l'orgoglio, la superbia, la vanità, la collera, l'ira, pur in quelli di casa, e che si opera il domino sui propri cari, l'amore non c'è. L'amore divino dà vita! Dal cuore e dalle mani nasce la carità, e l'amore è irrorato nell'Alleanza al Padre Creatore tramite la sua Santa Legge. Nel vivere i divini Comandi Egli ve lo effonde, ve ne arricchisce, e se li trasgredite ferite questo amore, lo lacerate, lo dissanguate. Se vivete l'Eucaristia, l'adorazione, la preghiera, le opere di carità, la santa Confessione, in ognuno di esse Iddio compenetra del suo amore; e più ve ne irrorate e vi unite alle cose di Dio, tanto più ne siete ricolmi, crescete ed evolvete nell'amore.

Figli miei, la Santissima Trinità è un Incendio d'Amore; è un Carro ardente che brucia, un Roveto riarso per la passione di un Amore infinito, e vuole attrarvi e unirvi alla sua Fiamma. Dato che solo nella conoscenza e nel possesso di quest'Ardore voi siete felici e possedete la gioia vera. Lontano da questo Amore vi fate arrabbiati, delusi, amareggiati, e con un cuore che non si sazia mai. Siete creati e formati nella Sostanza dell'Alito divino che vi forma nel suo Amore, e solo sposandosi, riunendosi ad esso, voi completate voi stessi, e la vostra fame viene saziata: così siete realizzati! Ti benedico".

 


 

14 maggio 2012
"Ognuno di voi è unico, ognuno è quadro non ripetibile
in quanto ha un suo modo di essere personale"

"Mia piccola Maria, per poco ti agiti ed hai timore, figlia mia, eppure Io ti tengo salda tra le mie mani. Stasera il vangelo vi dice: "Non voi avete scelto Me, ma Io ho scelto voi!". Vi conosco uno ad uno, ancor prima che nasceste eravate presenti nel pensiero del Padre Creatore, tra i miliardi di figli nati nessuno è sconosciuto, e per tutti il Padre Santissimo ha tracciato la storia: lo ha formato e reso atto, già alla sua venuta al mondo, per la missione che egli dovrà compiere, sia che sia familiare, religiosa, sacerdotale o altro. Anche per le altre Religioni, ad ognuno ha dato un compito che porti alla salvezza, se non alla santità.

E come mai allora molti si sono resi malvagi, rei di colpe gravi, e non hanno seguito la via del bene e della salvezza? Figli miei, ad ognuno Iddio dona la tela della vita, un quadro da dipingere: Egli ne traccia le linee fondamentali, ne delinea il disegno; sta a voi però dipingere, dare le pennellate dei colori, portare l'opera a termine, compiuta; e molti non vogliono uniformarsi al suo disegno, e lo lasciano informe, se non lo imbrattano con macchie, cancellature, oscurità nei colori; sicché l'opera rimane incompiuta o negata.

Stasera che ricordate San Mattia, l'Apostolo eletto al posto di Giuda, quel Giuda che non solo non ha corrisposto alla missione degnissima e nobile a cui era stato scelto e formato, ma l'ha tradita e rinnegata. Cosa hanno fatto allora gli Apostoli? Chiedono lumi allo Spirito Santo, luce che indichi quale sia la persona atta a compiere una tale missione: scelta che cade su Mattia che sarà Apostolo vero e fedele sino all'offerta della vita, compiendo così l'opera.

Ognuno di voi è unico, ognuno è quadro non ripetibile in quanto ha un suo modo di essere personale, ma se non adempie ciò per cui è nato, e deturpa il suo quadro, il Creatore fa nascere altre tele che possano compiere, se non quel specifico disegno che può essere solo unico, opere anche migliori.

Pregate, anime mie, chiedete lumi! Simili agli Apostoli, sia la preghiera il vincolo che vi tiene uniti a Dio ogni giorno per far sì che Egli vi tenga ben stretti al polso e guidi la vostra mano sicché il tratto che rimarcherete sia ben deciso, non esca dalle linee, sia senza sbavature e le pennellate siano atte e corrispondano, con i suoi colori più belli, a completare l'armonia del dipinto nella sua pienezza, nell'eccellenza della sua perfezione, e vi dia Iddio la passione e la perseveranza di portare a compimento un'opera d'arte. Ti benedico".

 


 

15 maggio 2012
"Credere in Gesù Cristo!". É credere in ciò che ho detto ed ho fatto,
ciò che Io sono e che ho insegnato: la bontà, la veridicità e l'umiltà del cuore"

"Mia piccola Maria, perché ti senti abbandonata? Tu assolverai a tutti i tuoi pagamenti. Io ti dico che non ti mancherà mai il denaro per pagare le esigenze primarie e per i vari tributi. Non lasciarti abbattere!

Stasera nella Parola viene chiesto a San Paolo: "Cosa dobbiamo fare per avere la vita eterna?" E Paolo risponde: "Credere in Gesù Cristo!". É credere in ciò che ho detto ed ho fatto, ciò che Io sono e che ho insegnato: la bontà, la veridicità e l'umiltà del cuore. Se così avrete creduto e vissuto, lo Spirito Santo scenderà in voi: vi irradierà dei suoi lumi e della sua Sapienza e così, come vi indica il vangelo, vi darà luce sulle realtà del peccato, della giustizia, del giudizio: sulla realtà del peccato in un tempo in cui se ne è ormai perso il senso; vi farà luce sullo stato della vostra anima, la colpa del peccato, e il desiderio e la forza per liberarvi delle catene del male. Vi darà lume sulla giustizia per far sì che operiate nella rettitudine e nei divini Comandamenti, secondo la Volontà e il Pensiero di Dio, compiendo la sua volontà che è l'espressine della massima giustizia. Vi illuminerà sul giudizio perché sappiate giudicare con lo sguardo del Signore, vedere con i suoi occhi le persone, le cose, gli eventi: occhi che guardano e giudicano per condurre tutto nell'ottica della salvezza eterna. Se così avrete creduto e vissuto voi vi siete preparati bene al vostro Giudizio perché possiate accedere alla vostra salvezza eterna. Ti benedico".

 


 

17 maggio 2012
"La Chiesa sarà perseguitata, e molto dura sarà la prova"

"Mia piccola Maria, sono con te. Stasera il vangelo vi dice: "Ecco, per un poco mi vedrete e poi non mi vedrete, la vostra afflizione sarà grande, ma si tramuterà in grande gioia.". Queste parole sono per gli Apostoli per prepararli alla mia Ascensione, ma sono soprattutto per questo tempo. Ancora sono con voi, ma giunge un periodo così gravoso e duro da dire: "Signore, dove sei…?". Molti non avvertiranno la mia presenza. Il tempo dell'abominio è quasi al colmo ed è alla porta la grande tribolazione: state pronti!

State uniti alla Confessione e all'Eucaristia, uniti alla divina Misericordia. Non lasciate mia Madre per restare saldi e forti nella fede, fedeli al Signore che viene ed affronta il duello terribile con satana. Molti daranno la vita per mia testimonianza, altri dovranno operare per ricostruire un mondo in Dio, e sarà il 'piccolo resto' rimastogli fedele sino alla fine.

La Chiesa sarà perseguitata, e molto dura sarà la prova, ma così come è la nascita di un figlio per cui c'è un parto preceduto dal travaglio del dolore, simile sarà per il parto di questa nuova era: ci sarà il suo travaglio! Si compiranno totalmente le profezie di Fatima, i messaggi di Medjugorje, le profezie di Santi e profeti. Il Signore manderà un segno visibile a tutti nel cielo: "La grande Croce", ed alcuni giorni prima ci saranno gli avvertimenti per dare modo di poter tornare, di invocare la Misericordia del Padre e la salvezza. La tristezza si tramuterà poi in gioia poiché si vivrà un lungo tempo di pace sulla terra: Dio vivrà in mezzo a voi nell'unione con gli uomini, non ci sarà paura, né guerre, né divisione, ma l'amore condiviso. Si vivrà il vangelo. Tenetevi pronti, figli miei, state desti! Ti benedico".

 


 

18 maggio 2012
"Le altre Religioni si convertiranno a Me, le chiese saranno gremite,
l'adorazione perenne in tutte loro, la preghiera nella bocca e nel cuore…"

"Mia piccola Maria, rimani in attesa fiduciosa. Anche il Signore ha bisogno del suo tempo per preparare gli eventi e le vicissitudini umane. Stasera nel vangelo vi viene detto: "La vostra tristezza si trasformerà in gioia, una gioia che non potrà esservi tolta". E quando accadrà, Signore? Quando, al tramonto della vita, voi entrerete nella Patria celeste e, terminata la vostra purificazione, voi parteciperete del Paese delle delizie ove verrete sfamati di ogni fame e dissetati di ogni sete, saziati e colmati del mio Amore, sicché non avrete più niente da chiedermi, dato che in questo amore riceverete ogni risposta.

Avviene però anche in questo periodo storico quando, terminata la lotta con il nemico, la battaglia finale con il diavolo, l'uomo dopo la grande tristezza e sofferenza, vivrà un periodo di gioia, la gioia che viene dalla pace: non ci sarà né guerra, né catene, ma Dio tra di voi. Ogni male sarà stato cacciato e vivrete di un amore condiviso, guarderete negli occhi dell'altro, trovandovi l'onestà, il chiarore in cui potrete specchiarvi ed avere fiducia: non più tradimenti, inganni e ingiustizie, ma l'onestà e un autentico amore fraterno. Ancora bisognerà lavorare per il proprio sostentamento, per la costruzione del mondo, ma in una croce che è di letizia, condivisa nel suo peso, che si fa leggera con l'altro.

Le altre Religioni si convertiranno a Me, le chiese saranno gremite, l'adorazione perenne in tutte loro, la preghiera nella bocca e nel cuore di tutte le creature. Ogni uomo sussurrerà sul mio Cuore, in intimità, a tu per tu con il proprio Signore: gioia che il genere umano godrà per un lungo tempo. Pregate perché esso si anticipi e venga presto. Ti benedico".

 


 

20 maggio 2012
"Io mi elevo al Cielo, ascendo nella leggerezza del mio Spirito glorificato,
e chiamo voi a farvi leggeri, a divenire spirito nella Grazia"

"Mia piccola Maria, molte volte ti ho detto di non parlare in questo modo perché anche se attesti il vero, nelle tue parole però c'è il risentimento che porta via un po' di pace e luminosità alla tua anima.

Oggi la Chiesa celebra la mia Ascensione. Io ascendo al Cielo per indicarvi la sua via. Io cerco di attrarvi a Me, di elevarvi verso le sue altezze; invece il diavolo cerca di trattenervi a sé, di tenervi impantanati alla terra e alla sua melma, figli miei. Ma se non possederete il Cielo cosa vi rimarrà? La terra è un fenomeno, una realtà fisica naturale che, terminato il suo ciclo, ha la sua fine e muore, e voi impantanati ad essa e al suo fango, precipiterete agli inferi. Senza Cielo non c'è l'oblio del nulla ma c'è l'inferno che sussiste, pur se la Chiesa poco ne fa memoria e poco ne parla.

Io vi offro una scala per salirvi, la scala con i suoi gradini che sono i doni di Dio: i sacramenti, la preghiera, la carità … per far sì che giungiate, mediante essa, alla cima, ove Io stesso vi attendo e dirò: "Entra, figlio mio! Tanta fatica non può che essere premiata". Ma per chi non vuole, non vuole fare fatica e torna indietro o rimane sempre a terra, …se sapeste quale è il mio dolore di perderlo! Sappiate che non è un miraggio il Paradiso ma una certezza nella speranza di raggiungerlo. Voi non sapete le bellezze che esso contiene, e che il Padre Santissimo ha preparato per voi! Vi invito a guardare verso l'alto, a contemplare la cose di Dio, a riempire lo sguardo e il cuore del Cielo, dato che esso vive: è colmo di anime, vi vede, segue le vostre vicissitudini, vi attende. Credete che se c'è la terra, c'è anche il Cielo, che se c'è il bene c'è anche il male, e che se c'è Dio c'è anche il demonio; una realtà sussiste ed ha motivazione nell'altra: siete chiamati a fare una scelta. Siate avveduti! Tutelatevi nell'amore di Dio che vi eleva verso di esso, verso l'alto. La terra sia solo il trampolino di lancio per giungere a ciò per cui siete stati creati: per la Casa, la Patria, il Giardino celeste, che è il senso della vostra venuta alla luce.

Io mi elevo al Cielo, ascendo nella leggerezza del mio Spirito glorificato e chiamo voi a farvi leggeri, a divenire spirito nella Grazia, cosicché si tolgono i pesi del peccato, le catene del nemico e la carnalità, che appesantiscono e non vi fanno volare e librare le ali dello Spirito. Tanto più salite, tanto più vi associate alla natura divina come hanno vissuto i Santi, ascendendo protesi alle altezze dell'infinito: venivano ricolmati dei suoi doni divini, delle promesse del vangelo. E come loro scaccerete i demoni, imponendo le mani sanerete i malati, profetizzerete, berrete veleni che non avranno il loro effetto … Il Padre Santissimo, nella vostra ascesa offre Se stesso, vi compenetra della sua Essenza. Ti benedico".

 


 

23 maggio 2012
"Il sacerdote è chiamato ad attraversare il mondo
ma senza lasciarsi attrarre ad esso, simile ad un angelo che ha le ali"

"Mia piccola Maria, stasera nel vangelo Io proseguo nella mia preghiera sacerdotale: prego il Padre per i miei Apostoli e per i sacerdoti di tutti i tempi. Io dico: "Non appartengo al mondo, nemmeno i miei Apostoli vi appartengono, ma non prego perché essi siano allontanati dal mondo, ma che il Padre li preservi dal demonio. Il sacerdote è chiamato ad attraversare il mondo ma senza lasciarsi attrarre ad esso, simile ad un angelo che ha le ali: deve volarvi sopra senza che il suo fango lo sporchi, invada e impantani i suoi piedi. Anime celestiali che lo devono percorrere in mezzo come l'Eterno attraversa con il suo Fuoco l'offerta perché si santifichi. Essi devono seminare la Grazia santificante di Dio per la salvezza del mondo.

I sacerdoti spesso inizialmente vengono a Me con cuore amoroso e pieno di buone intenzioni, ma poi: le proprie pulsioni, le proprie miserie, le tentazioni della carne, le pressioni del mondo con le sue seduzioni, li fanno cadere. Le tentazioni alla carriera, le ambizioni li devastano.

Credono di essere forti e spesso dicono fra di loro: "noi non cadremo, ci sentiamo bene, a posto, ce la facciamo!". Ma proprio quando la sicurezza nelle proprie forze si erge, è là che il demonio viene ed attacca, e purtroppo spesso distrugge. Non credete di poter competere da soli con lui, siate umili, ritenendovi sempre, o sacerdoti, poveri peccatori, bisognosi dell'aiuto di Dio: chiedete ogni giorno per avere la sua difesa. Non rimanete indifesi, senza tutela, senza un baluardo che vi protegga; e questo solo Iddio può darvelo.

Tornate alla preghiera, siate più uniti all'altare e dinanzi al tabernacolo; confessatevi spesso e chiedete la grazia di avere un Padre Spirituale. Siate umili! Dall'umiltà nascono tutte le altre virtù. Nell'umiltà voi sempre lo sconfiggete, ma, per averla, siate uniti alla Madonna: non vi discostate mai da Lei! Pregatela e amatela! Sia nel vostro cuore vostra Madre davvero e non solo un nome: Ella vi manterrà fedeli, veritieri, amorosi al vostro Ministero e, nelle cadute, vi farà subito rialzare senza che entri l'abbattimento.

Cosa fare per allontanare il nemico? Io ho pregato, ho combattuto per voi; dovete combattere, pregare, poiché simile ad una biscia scivolosa esso si insinua, si arrampica sulle vostre vesti in modo molto subdolo, s'insinua nella mente e nel cuore, vi tormenta nel corpo e vi devasta il pensiero, e introduce nella vostra bocca il veleno della seduzione per far sì che, mediante il sacerdote, rovini le anime.

Quanti sacerdoti hanno questo spirito di seduzione per attrarre le anime a sé, per farsi amare ed essere loro al centro dei cuori, per essere desiderati ed incensati. Le anime vanno fiduciose presso la figura del Pastore, e quando capita loro di incontrare una tale figura di pastore spesso rimangono ancorate a questa seduzione, che attrae e lega. Quale responsabilità dinanzi a Me per questi Pastori che hanno defraudato le anime a Cristo! Se il demonio tenta le creature, quanto più le anime sacerdotali…! Cosicché, corrosa la trave, cade l'intera casa. Pregate, sacerdoti, pregate per i sacerdoti nell'errore: richiamateli, offrite sacrifici, fate ciò che potete. Uno dei peccati più gravi e ricorrenti nella Chiesa è l'omertà, il silenzio colpevole, che lascia che il male, in questo modo, invada tutto.

Sapeste che merito e vittoria il ritorno di un sacerdote a Dio! Lasciate le tavole rotonde così inutili, congressi e riunioni fatte di molte parole e pochi fatti, e anche i molti pranzi per fare fraternità che riempiono lo stomaco ma impoveriscono lo spirito. Pregate ed offrite le sofferenze, dato che le anime costano, e si pagano e si riscattano con l'orazione e la penitenza. Ti benedico".

 


 

24 maggio 2012
"L'uomo oggi in modo diffuso, pur nella Chiesa,
cerca gloria l'uno dall'altro o si glorifica da solo"

"Mia piccola Maria, puoi dire a don…: 'figlio, Io sono con te! Ove tu sei Io sono. Nel volere dei superiori è la Volontà mia. Vai perché così è bene per far sì che si possano compiere i miei progetti: si preparano ed attuano i miei disegni. B… deve decadere del tutto per rinascere; ma tu ovunque sei lo porti nel cuore della tua preghiera, e sii sempre luce come altri figli che per esso pregano: lanterne che rimarranno accese. Per le altre mansioni non temere: c'è chi semina e chi raccoglie. C'è il contadino che lavora il campo al mattino e un altro è chiamato a lavorarvi al pomeriggio: tutto sia per la gloria di Dio'.

Stasera ricordate San Gregorio VII Papa, grande papa, che molto ha operato e lottato per il rinnovamento nella Chiesa; un cambiamento che ripartisse all'uniformità del messaggio del vangelo perché non ci fossero più divisioni e fazioni in essa, ma tutto riconducesse all'unità nella verità.


Pure questo Papa prega molto ed opera per il rinnovamento della Chiesa perché sia cambiamento nel cuore, nella conversione, cercando di riportarla alle origini della sua Dottrina, alla Tradizione che interpella e vive l'integralità del messaggio di Cristo. Ma egli trova tanta ostruzione, durezza e impedimento.

Nella mia preghiera sacerdotale Io ho pregato per essi, per ogni Papa, da Pietro ad oggi e sino alla fine, per i sacerdoti e per gli uomini tutti di Chiesa perché vivessero l'unità, ma come possono essere uniti tra loro se non vivono prima l'unità con Dio? Se non sono uniti a Me, che sono il mezzo di questa unità? Chiedo al Padre che la mia gloria sia data a questi figli, ma come possono riceverla se non mi sono uniti? Fusi a Me, alla mia gloria, ne ricevono e possono, con essa, glorificare il Padre che fa ridiscendere il frutto della sua Grazia e benedizioni.

E cosa è la gloria del Padre Eterno se non assimilazione alla sua Natura e partecipazione della sua Beatitudine? L'uomo oggi, e in modo diffuso, pur nella Chiesa, cerca gloria l'uno dall'altro o si glorifica da solo; in questo atteggiamento non riceve gloria da Cristo e non glorifica Iddio, non portando così il suo frutto: la santità. Porterà quindi solo se stesso ed il suo errore, conducendo a divisioni, fazioni di pensiero e lotta.

Vivete ciò che vi ho insegnato, e siate umili, fedeli, casti e veritieri: in Me voi ritroverete l'intera unità. Ti benedico".

 


 

26 maggio 2012
"Lo Spirito viene ed è attratto, come nei Santi, dall'umiltà, da un cuore amante,
che vuole amare, ma che è umile, e se umile, veritiero"

"Stasera celebrate la Pentecoste: la discesa dello Spirito Santo sugli Apostoli. Ecco, Io vi mando lo Spirito perché discenda sull'uomo. E cosa è lo Spirito Santo? É la Terza Persona della Santissima Trinità, che si forma dall'Effusione, dal Travaso dell'Amore tra il Padre e il Figlio, sicché lo Spirito Santo è, nella sua Sostanza "Amore", totalità dell'Amore: Misericordia, Bontà, Energia creatrice e santificante. Egli possiede le due potenze intere del Padre e del Figlio, che si uniscono con la mie loro Virtù; e questa Sostanza di Amore è corrente che fluisce, che riceve dalle Santissime Persone, e ne irradia e ricolma a sua volta. Egli è Persona a Sé, ma opera continuamente da sempre e mai discostante nella perfetta unione e fusione d'amore con il Padre e con Figlio.

Come si può comprendere il Mistero dello Spirito Santo? Non si può comprendere: si deve credere e vivere; e nella misura in cui credete e Lo vivete voi Lo pregate e Lo invocate cosicché lo Spirito discende e vi ricolma della sua Potenza d'Amore, vi offre i doni che vi aiutano a divenire creature spirituali, a trasfondere nella sua Energia creatrice una carne che si santifica e diventa capace di vivere il suo Spirito. É il Dio nascosto, ma vivo ed attivo: niente si opera senza lo Spirito Paraclito.

Poco vi ricordate di pregarlo anche se, pregando il Padre e il Figlio, voi ugualmente Lo ricevete, dato che Essi ne sono infusi e compenetrati. Lo Spirito dà Vita ed offre esistenza ad ogni cosa vivente: il suo Alito soffia e crea; è presente nell'origine del concepimento umano, nella sua sussistenza e crescita: è Egli che apre il parto, ed è Egli che chiude gli occhi per darvi vita all'eternità. É il Paraclito che dà origine all'universo, alla terra, e alle sue stagioni. Egli è nel mio Concepimento, nella mia Redenzione, e nell' esplosione della vita ricreata della Risurrezione. É in ogni sacramento: unito all'Acqua creatrice del Padre, nel Sangue della mia Offerta, vi è il suo Amore santificante che fonde e ne scaturisce il Battesimo; Egli discende nel pane e nel vino e trasfonde Me stesso: Carne e Sangue divino. É nella Confessione, come in ogni altro sacramento. É lo Spirito che tiene, forma, mantiene e contiene il Paradiso e il Purgatorio e delinea i confini dell'inferno con la sua Santissima Persona.

Molti nella Chiesa desiderano e ambiscono a doni straordinari che sono rari e poco usuali, come è accaduto ai Santi; ma, figli miei, essi sono anche una grande responsabilità poiché l'uomo, possedendoli, spesso se ne appropria, li crede suoi, entra la superbia e la vanità spirituale, e certi doni celestiali passano al nemico. Lo Spirito viene ed è attratto, come nei Santi, dall'umiltà, da un cuore amante, che vuole amare, ma che è umile; e se umile, veritiero: con esso Egli opera grandi cose.

I Santi possedettero la bilocazione, la profezia, l'elevazione, la lettura dei cuori, la guarigione dei malati, … ma voi chiedete ciò che lo Spirito Santo desidera per voi, e cioè i doni per crescere nella santità dell'anima nella vostra storia. Lasciatelo agire come ritiene opportuno e come vuole: egli sa!

Pregate ed invocate lo Spirito, consacratevi al suo Cuore, che non è un Cuore di carne come il mio, ma un Cuore di Spirito che ha viscere di Misericordia, di tenerezza, di bene, e vi ama. Ti benedico".

 


 

28 maggio 2012
"Perché mai i ricchi devono vivere tra gli agi, i lussi, le comodità,
mentre molti altri devono stare negli stenti, nelle miserie e privazioni?"

"Mia piccola Maria, Io diffondo e dilago le tue intenzioni: esse sono simili ai petali di un fiore che tu mi porti e che Io, al mio soffio divino, diramo lontano, ove tu non sai.

Stasera nel Vangelo, mentre cammino per le strade d'Israele, il giovane ricco mi si fa accanto e mi chiede: "Cosa devo fare, Signore, per avere la vita eterna?". Ed Io gli rispondo di adempiere ai divini Comandi. Glieli elenco, sapendo, come egli mi attesta, che li adempie dalla fanciullezza. Allora proseguo: "Se vuoi esser perfetto vendi quello che hai e dallo ai poveri!". Ma il suo volto si rattrista, si oscura e va via. Quanto difficilmente un ricco si distacca dai suoi beni! La ricchezza è una catena che lega e rende schiavi di essa: è simile ad un pozzo che non ha fine: più si cerca di riempirlo e mai si colma, e si rimane insaziabili nella propria avidità.

Ho toccato in questo figlio il nervo, la piaga nascosta che rivela quel che uno è nell'anima: un idolatra! Si pecca contro il primo dei Comandamenti: l'adorazione a Dio, in quanto la ricchezza diviene il vitello d'oro al quale il più dei ricchi s'inginocchiano, adorano e servono. Dal denaro nascono tutti gli altri mali; diviene spesso il mezzo di essere e vivere un'ingiustizia sociale. Perché mai i ricchi devono vivere tra gli agi, i lussi, le comodità, mentre molti altri devono stare negli stenti, nelle miserie e privazioni? Il denaro, la ricchezza dovrebbe invece essere mezzo di carità e giustizia, condivisione, e non per ammassare e ingrassare i propri granai.

Sapeste come coloro che sono stati ricchi, e non si sono convertiti, ora gemono nello sterco del diavolo, immersi in esso in eterno, dato che nella prossima vita il denaro è considerato ormai solo sterco e la ricchezza reale è considerata dall'intensità dell'amore: i soldi non sono che gli atti d'amore vissuti. Difficilmente un ricco si converte ed entra nel Regno dei Cieli, se tale ricchezza non è stata condivisa, ma nulla è impossibile a Dio. Pregate perché il Padre celeste, ove c'è uno spiraglio di luce, un anelito al Cielo, Egli opera, converte la coscienza, cambia i cuori; e ci sono stati ricchi che hanno abbandonato tutti i loro beni per dedicarsi ai poveri, divenendo Santi: i ricchi della Patria del Cielo.

Pregate quando venite ingiustamente sovraccaricati di balzelli onerosi e tasse gravose per arricchire chi invece non fa gli stessi sacrifici, e non s'impoveriscono. Voi pregate, figli miei, pregate per far sì che, l'adempimento dei divini Comandi e l'orazione sia la spada che spezzi il vitello d'oro per trasformare i beni in giustizia e carità. Ti benedico".

 


 

30 maggio 2012
"Non cercate gloria sia che occupiate il soglio di Pietro,
sia che siate grandi teologi o alti Prelati, predicatori di fama,
o solo coloro che spazzano e si occupano delle pulizie e di ornare la chiesa"

"Mia piccola Maria, stasera nel vangelo stiamo andando a Gerusalemme, siamo sulla strada che vi conduce, e dico agli Apostoli: "Ecco, Io vado per vivere la mia Passione: la morte, e poi la mia risurrezione. La spiego nei suoi dettagli, ma essi non comprendono, tanto è vero che Giacomo e Giovanni mi chiedono, dato che sono della mia sequela, posti di rilievo, posti di alto rango; ma Io dico a loro e dico a tutti voi: Chi mi segue, non viene dietro a Me per avere potere, onori e successi; chi mi segue viene per offrire la propria vita, viene per servire; così come il vostro Maestro ha servito e dato tutto di Sé. Seguire Gesù Cristo è vivere il proprio battesimo, che se non è un battesimo bagnato nel sangue come i miei Apostoli, è un battesimo che comporta sacrificio e impegno, e la sua sofferenza ne attesta l'autenticità della testimonianza. Si va a Gerusalemme, si va per la Gerusalemme terrena, piangendo per giungere alla gioia della Gerusalemme celeste.

Se si viene in Chiesa, come in molti avviene, per cercare un'autoaffermazione, per detenere un posto di prestigio e rilievo sugli altri, poiché posseggono capacità di parola, capacità organizzative o altro, è errato. Se ricercano compensazioni o gratificazioni, che non si sono ottenuti nella vita pubblica del mondo, e li si ricercano nella Chiesa, è errato. Se pur occupando posti prestigiosi, nobili nelle altezze della Chiesa, e ci si camuffa nel servizio e nel cuore c'è solo l'ambizione e il desiderio di potere che conduce al servizio di se stessi (e molti ce ne sono!), Io dico: "Figli miei, avete studiato tanto la mia Parola, conoscete bene il mio Insegnamento, cosa ve ne fate di occupare tali posti in questo stato? Vi saranno solo di grande responsabilità e di grave giudizio dinanzi a Me! …Siete già nella canizie e passano veloci questi pochi anni, cosa ve ne rimane…?".

Siate umili, umili servitori! Non ambite che di compiere la volontà di Dio nella Chiesa, e non cercate gloria sia che occupiate il soglio di Pietro, sia che siate grandi teologi o alti Prelati, predicatori di fama, o solo coloro che spazzano e si occupano delle pulizie e di ornare la chiesa: sia tutto per la gloria dell'Altissimo, per compiere atti di amore a Lui e per la salute delle anime. Questa è la nobiltà e la dignità che vi rimarrà in eterno. E non desiderate nemmeno, non ambite chissà quali posti eccelsi in Paradiso, ma solo quello che il Padre Eterno da sempre ha preparato per voi: il meglio, l'ottimale, la perfezione di ciò per cui avrete servito e amato; sarà il posto del vostro trionfo! Ti benedico".

 


 

31 maggio 2012
"La Madre non va a far visita solo ad Elisabetta;
Ella è la Pellegrina della storia, del mondo,
in cammino con tutte le generazioni che si susseguono"

"Mia piccola Maria, la Santa Messa che hai offerto per i defunti di tuo marito è simile alle acque rigeneranti, alla pioggia ritemprante che scende sulla terra secca, riarsa, che sono queste anime dimenticate che non ricevono né preghiera, né Sante Messe. Il mio preziosissimo Sangue spezza il patto d'alleanza che qualcuno di esse fece con il nemico e non può più discendere con la sua influenza sulla vostra progenie.

Stasera voi celebrate la visita della Madonna a Santa Elisabetta. Maria va in fretta. Sente l'input, la spinta nel Cuore, ispirata dal Padre. Va per porsi al servizio della maternità di Elisabetta, di lei che da tempo pregava con fervore poiché, dopo aver atteso invano, pregato e desiderato questo figlio, per una vita, ormai il lumicino della speranza si era spento: alla scoperta del suo arrivo si fa gioiosa, ma pure timorosa, confusa e piena di pudore per la sua tarda età e il giudizio del mondo. É preoccupata Elisabetta, le sue sono le forze di un'anziana che non può poggiare sul sostegno del marito che è in crisi, nella prova, e non può la sua bocca proferire parole.

Lei prega, prega il Padre Onnipotente che le venga in soccorso, e Iddio manda la Madre Santa, che porta già nel grembo suo Figlio, Me, il Verbo Incarnato, perché avvenga questo incontro. Nel saluto e nell'approssimarsi a vicenda si alza la mano dell'Onnipotente, la mano del Figlio, la mano dello Spirito Santo a benedire, e la Grazia santificante si riversa su Elisabetta che, come una corrente, viene attraversata e irrorata di Spirito che le dà conoscenza, rivelazione, e grazia nell'incontro con la Maternità divina. Scende lo Spirito sul piccolo Giovanni, e lo lava del suo peccato originale e lo consacra al suo servizio. Cosa verrà a fare la Madonna e nel restare presso di loro, se non per portare soccorso e servizio?

La Madre non va a far visita solo ad Elisabetta; Ella è la Pellegrina della storia, del mondo, in cammino con tutte le generazioni che si susseguono, ma desidera che sia ricevuta in un'attesa di preghiera che l'accolga; che ci sia un atteggiamento di disponibilità, che la porta si apra: allora Ella viene in fretta, entra in casa e si pone al servizio della vita, della vita nascente in ogni creatura, e nella la vita che si accende nella grazia, nell'accompagnare nelle vicende dell' esistenza umana e nella crescita di una vita spirituale nell'incontro con suo Figlio, finché vi trovi pronti e maturi alla nascita della vita nel Regno ove sarà poi Lei, Signora e Regina del Cielo, ad aprire la porta, ad accogliervi gioiosa, cantando di nuovo il magnificat all'Eterno, che ancora, per ognuno di voi che nasce al Regno, si è compiaciuto di Lei umile Ancella, e con Lei, per la sua Misericordia, ha concesso di potervi aiutare nella vostra salvezza e di operare così grandi cose. Ti benedico".