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giovedì 29 giugno 2017

in questo mese meditiamo le Gocce di luce di giugno 2009, giugno 2010, giugno 2011, giugno 2012, giugno 2013, giugno 2014, giugno 2015 e giugno 2016

Gocce di luce: Gesù parla ad un'anima

       
       

Ottobre 2016

"Non sono Io che scuoto la terra, sono gli uomini che, con i loro peccati,
chiamano il demonio, che ne dà il potere e ne è l'artefice.
Quando gli uomini lo comprenderanno? C'è bisogno di riparazione alla sua pace!"

 

 

Ave Maria!

 

1 ottobre 2016
"Come mai il Signore Dio fa attendere?
Quanti sono quelli che nella prova pregano e pregano intensamente?"

Mia piccola Maria, distendi il tuo spirito a Me e riposati, non ti soffermare nella ricerca, ma lascia che la porta si apra da sola e comprendi che la liberazione viene solo da Dio. Nella prima lettura il profeta Abacuc innalza il suo grido all'Eterno Padre: "Quando, Signore, quando terminerà questa oppressione, questa violenza? Quando verrai in soccorso della mia liberazione?". Gli uomini spesso gridano a Me: "Signore, perché non intervieni, perché non fai cessare tanta ingiustizia, sofferenza e dolori?". Ed Io rispondo al profeta e a voi: "Scrivi sulla tavoletta: ‘giunge, giunge il suo termine, ha la sua data, è già scritta; e non mentisco'. Bisogna credere e saper attendere". La prova ha sempre una fine, così come ogni vita nasce ma poi ha il suo termine. Anch'io ho patito, ma la mia Passione si è conclusa, si è esaurita, ed è giunta la Resurrezione.

I miei Santi hanno sofferto, ma le loro prove ed afflizioni si sono estinte. Ogni uomo ha la sua pena, ma come la sua esistenza perisce, ugualmente ogni affanno e tribolazione. Voi mi direte: "Dovremo attendere la morte?". Non sempre è così: quando una croce sorge da un'ingiustizia e da un'oppressione Io sono con voi per condurla al bene e alla pace; quando la prova proviene dal demonio, con voi Io la combatto; quando nelle malattie, e altro, persiste nell'intera vita, essa è per la redenzione, per la santificazione e la salvezza profusa ad altri, e con voi Io la condivido.

Come mai il Signore Dio fa attendere? Quanti sono quelli che nella prova pregano e pregano intensamente? Quanti a Me si appellano, o non mi bestemmiano contro? Che, nonostante la prova, persistono a peccare? Coloro che sanno chiedere cose giuste e sanno guardare oltre, che il loro dolore è per il riscatto e la redenzione? Che la morte, se si è con Me, non è da temere, ma è una liberazione che introduce nell'esplosione della vita vera? Molti diranno: "Ma io ho pregato, prego e credo in Te, Signore, ma non intervieni, perché?". E' per misurare la vostra fede.

E cosa è la fede? E' la fiducia, l'abbandono nel Padre Celeste. Vi fidate di Me? Tanto più la creatura si abbandona fiduciosa, e tanto più il Padre interviene, è attratto dalla fiducia del piccolo, poiché solo il piccolo è fiducioso: nella piccolezza dello spirito l'anima si fa simile al bimbo che sa che, se grida e chiama la mamma, ella accorre in suo aiuto. Come avere tale fede? Chiedete, pregate senza stancarvi! La fede è un dono di Dio da ricevere, da mantenere, da accrescere sempre. Ascoltate la Parola Divina, impregnatene il cuore e lo spirito ed amalgamatevi in essa, date la vostra risposta con il vostro consenso vissuto: nella misura in cui la concretizzate nel vostro agire la Santa Parola vi arricchisce sempre di più. Fatevi piccoli, umili, riconoscendo di essere degli otri vuoti che hanno bisogno di tutto: apriteli, spalancateli, ed Io ne travaserò sì abbondantemente da traboccarvi di fede, sì che molti altri assetati abbiano ad abbeverarsene. Ti benedico".

 


4 ottobre 2016
"Chi non conosce San Francesco, tanto noto, e sulla bocca di tutti?
Lo guardano con ammirazione, ma chi è che segue le sue orme?"

"Mia piccola Maria, sarà liberazione, sarà liberazione piena! Sei così prostrata e desolata, figlia mia, ma la tua non è una battaglia contro G., ma contro il diavolo, ed Io ti sono vicino più di quanto tu possa credere, perché se no ti avrebbe già distrutta. Questa mia Opera porterà molto frutto nei modi che non potete sapere: essa è la mia parola ma condita con il tuo sacrificio, si uniscono la mia parola con il tuo sacrificio. E' simile ad una madre: la porti nel grembo del tuo cuore con la croce che patisci, e ne dà con Me vita e la diffonde.

Oggi voi ricordate San Francesco, il grande Francesco, piccolo e minuto nel suo essere, ma gigante s'innalza nella sua santità. Chi non conosce San Francesco, tanto noto, e sulla bocca di tutti? Lo guardano con ammirazione, ma chi è che segue le sue orme? Egli vive nel tripudio del Cielo e gode di un posto di eccelsa gloria, ma quando scosta il suo sguardo sul mondo s'intristisce, si riempie di tristezza per lo stato dell'umanità, della Chiesa e dei suoi frati. I suoi frati che non vivono più ciò che Francesco ha detto e vissuto: ne portano a trionfo il suo vessillo, se ne sbandierano ad appartenenza, ne portano il segno nel saio, ma chi segue le tracce lasciate da lui? Alla povertà del poverello d'Assisi, che ha vissuto l'indigenza, quanta opulenza e abbondanza, ricerca di denaro e di beni! A tanta sua privazione e penitenza, quanto benestare e voglia di benessere, agi e comodità. A tanto suo ardore e adorazione al suo Signore, quanta sciatteria, superficialità e tiepidezza! A tanta sua umiltà e nascondimento, quanta ostentazione, boria e voglia d'innalzarsi! Le chiese scarne e disadorne di San Francesco, ma ricche di spiritualità e priorità di Dio, ora sono tracotanti nella loro bellezza esteriore che non glorificano l'Altissimo ma lo stesso Ordine! Francesco mi guarda adorante, il suo sguardo è nei miei occhi e come nella Porziuncola ancora intercede e m'implora: "Misericordia, Signore, Misericordia!". Ed Io lo amo e do' proroga, ma fino a quando, figli miei?

Ah, se nascesse, se ci fosse un altro Francesco ora sulla terra, se i suoi frati ne portassero riflessa una goccia del loro Fondatore, se ancora intonassero, come menestrelli dell'Amore di Dio, il loro canto solo per il Cielo, cosa non sarebbe questa terra, e questa Chiesa ricostruita, restaurata e rinata del suo splendore di santità! Ti benedico".

 


5 ottobre 2016
"Come riconoscere che è vera preghiera? Quando è umile, sincera, e viene dal cuore.
L'Eterno già ve l'ha stampata nell'anima, tocca a voi saper aprire la porta"

"Mia piccola Maria, sono con te, condividendo la battaglia; stai poi serena per i soldi che ti sono stati presi ingiustamente, Io vengo in soccorso alle tue spese.

Stasera nel Vangelo s'appressano a Me per chiedermi: "Signore, insegnaci a pregare!". Ed Io indico e traccio nel ‘Padre nostro' le disposizioni da vivere per pregare. La vostra preghiera deve sussistere nei parametri dei dettami del ‘Padre nostro', deve attuarsi cercando di adempiere la Volontà di Dio, di glorificarLo, dato che tutto Gli è dovuto, sfamandovi al mio Pane divino e dando pane ai fratelli nella mia Parola vissuta, compiendo ogni misericordia e giustizia, e vivendo il perdono. Poiché se non attuate tali comandi, quale preghiera è la vostra? Come potrà essere accolta? Mi chiederete: "Signore, e cosa è la preghiera?" È il colloquio intimo tra Dio e l'uomo, tra il Padre e la sua creatura, tra la Madre e il suo piccolo, a Tu per tu, sviscerando in intimità il proprio cuore. La preghiera è vita: è simile al latte spirituale che vi infonde in essa il vostro Padre Celeste mediante il quale nutre il vostro spirito, è simile al nutrimento di una madre che, dalle sue mammelle, dà sussistenza alla sua creatura, senza il quale non avrebbe sostanza alla sua crescita.

Tutto nasce dalla preghiera! Trovate degli spazi, fate dei deserti intorno a voi, cercate dei tempi con il vostro Signore, desiderateli! Come fanno due sposi che si appartano per trovare la loro unione o i giovani fidanzati che, per approfondire la loro conoscenza e scoprire il loro amore, si isolano, simili a due amici che si fanno complici nella loro confidenza. Quando non c'è più dialogo finisce il rapporto, si esaurisce l'unità.

Quando è preghiera? Preghiera è saper parlare a Dio ed ascoltarlo, fare silenzio e adorare, contemplando ed amando nell' Eucarestia, glorificarLo in ciò che ha creato, ponendovi al suo servizio, prestando soccorso con l'opera delle mani nella carità offerta in primis all'Altissimo Sovrano: nel canto e nella preghiera comunitaria che divenga unitiva e forte, ma prima di tutto, perché possiate vivere bene ogni suo aspetto, dovete ricercare un'intimità propria personale, confidandovi con il Padre vostro; e tutto ciò che ne consegue sarà condito e benedetto dalla Sua Santità.

Come riconoscere che è vera preghiera? Quando è umile, sincera, e viene dal cuore. L'Eterno già ve l'ha stampata nell'anima, tocca a voi saper aprire la porta. Ti benedico".

 


6 ottobre 2016
"Ma voi mi direte: "ma fa male, è dura, c'è tanta sofferenza in questa attesa!"

"Mia piccola Maria, persisti, persevera, non fermarti: la porta si aprirà! Cosa ha detto stasera il sacerdote? Iddio ascolta sempre la preghiera, sono gli uomini che spesso non ascoltano e non sanno riconoscerne i segni. Pure nel silenzio dell' adorazione Egli parla ed invita ad insistere, a perseverare, a non fermarsi davanti alle difficoltà. Chiedete, cercate, bussate, dice il vangelo stasera, e vi sarà aperto e dato! E' mia Parola; eppure nell'attesa che pare non avere risposta, essa è segno che il Padre Santissimo sta operando, sta sanando, sta attuando la liberazione per far sì che si attui la vostra guarigione: avete bisogno del tempo della cura: non vi sanate con la prima compressa, ma c'è bisogno dell'intera terapia per ottenere una piena sanità. Ugualmente nella mia opera e nella vostra preghiera c'è una cura che richiede i suoi tempi a secondo della situazione del male vissuto, e dipende dall'intera offerta in voi stessi. Voi mi direte: "ma fa male, è dura, c'è tanta sofferenza in questa attesa!". È vero, ma proprio la pena sofferta si fa medicina alla sua cura, ed Iddio non salva senza il vostro intervento, senza la vostra collaborazione. La vostra fede è nel dono, un dono che verrà profuso per l'altro.

"E quando, Signore, pure avendo tanto pregato, la persona è perita e non si è sanata?". La preghiera è servita ad aprirgli il Regno dei cieli, ad alleviare dalle gravi pene del Purgatorio, o donargli un merito e una gloria maggiore, o è andata a beneficio per la salvezza di altre creature, e a vostra santificazione. Niente nell'economia di Dio, se buona e data a Lui, va persa, ma tutto concorre nel bene della rinascita e della santità. Chiedete la grazia della fiducia, dell'abbandono, della perseveranza; posatevi come Giovanni sul mio Cuore, e lì amate, offrendo. Offrite, oltre al vostro orare, ciò che potete: Sante Messe, digiuni, fioretti, eccetera, e credete che Io raccolgo tutto, perché si faccia forte lo spirito, e la porta si apra. Ti benedico".

 


8 ottobre 2016
"Ma adesso hai Me, hai la mia Luce, che attraverso di te si espande. Stai nella pace!"

"Mia piccola Maria, anche se non hai potuto ascoltare durante la Santa Messa, ti sei confessata, mi hai ricevuto e porti Me a casa, e non troverai G. tormentato dal nemico: se tu vedessi quel che diventerà, per mio amore, e come spanderà il mio bene, te se ne rallegrerebbe il cuore. Ora questa tua sofferenza non va perduta ed è utile per la sua liberazione, pur se il nemico lo sta ora usando, per portare, tramite lui, la sua ombra malefica sulla tua casa e la sua azione devastatrice per sfiancarti e abbatterti, ma ricorda che Io sono con te in questa battaglia. Nel passato hai fatto anche errori, ti sei chiusa alle tue esigenze familiari, ma non cercare la comprensione e la giustificazione dalle tue sorelle: non comprendono che eri malata spiritualmente, stretta dalle tue difficoltà e paure, ed anch'esse chiuse nei loro limiti a se stesse e malate nell'anima, un ambiente tutto insano nello spirito, cresciuto lontano dall'amore di Dio, e che cosa ne poteva venire?

Ma adesso hai Me, hai la mia Luce, che attraverso di te si espande. Stai nella pace! Fai la supplica alla Madonna di Pompei, la Madre ascolta. Ti benedico".

 


9 ottobre 2016
"Se vedeste, con i miei occhi, persone così belle nell'aspetto esteriore:
sane, giovani, dalla pelle levigata e rosea;
mentre interiormente le corrompe la cancrena dello spirito,
le pustole del male, che le fanno marcire!"

"Mia piccola Maria, tanto fragile e spaventata, quando il momento si fa grave puoi allontanarti, ma sappi che per quanto il demonio faccia "fracasso", urli e spacchi i mobili, Io non permetto che possa venirti a nuocere; lo so: si soffre, ma tutto ciò diviene mezzo di liberazione. Oggi il Vangelo vi presenta la guarigione dei dieci lebbrosi. A quei tempi la lebbra era molto diffusa, e molte erano le genti ad esserne colpite; oggi la lebbra sussiste solo in pochi punti della terra, ma ne invade un tipo che non corrompe più tanto il corpo, ma devasta ovunque nello spirito, ed è il peccato.

Se vedeste, con i miei occhi, persone così belle nell'aspetto esteriore, sane, giovani, dalla pelle levigata e rosea; mentre interiormente le corrompe la cancrena dello spirito, le pustole del male, che le fanno marcire! Se ne vedeste l'orrido spettacolo e quale fetore ne emanano! Il peccato fa ammalare; sembra che dia prima piaceri e favori e, tanto più si persiste nel male, tanto più si cade nel suo vortice, del quale si finisce per esserne prigionieri, e sarà più difficile la sua liberazione. I peccati iniziano a ramificarsi e devastare, simile a un cancro nell'anima, ne porta le sue ramificazioni che possono far ammalare la psiche, il corpo, lo spirito, e far aprire al possesso dei diavoli.

Porta poi il suo retaggio sui fratelli, come avviene per la malattia fisica: il peccato porta il suo contagio e le sue conseguenze al mondo. Come liberarsene? Cosa fanno i dieci lebbrosi? Vengono a Me a chiedere la guarigione ed Io li invito ad andare dai sacerdoti per averne benedizione e santificazione. Cosa fa Natan nella prima lettura? Si immerge nelle acque del Giordano per essere sanato dalla lebbra; e lo stesso voi vi tuffate nei sette Sacramenti per essere rigenerati a vita nuova in Dio nelle loro acque sante e benedette. Per accedere però ai Sacramenti c'è bisogno di un presupposto fondamentale, che è la fede: è la fede che ve li fa vivere. E come avere la fede se non essendo umili? Chi è umile sa chiedere, accogliere e ricevere il suo dono. È per fede che i lebbrosi, alla mia Parola, vanno dai sacerdoti; è per umiltà che Natan sa accogliere l'invito di un' umile fanciulla di recarsi a fare il bagno nelle acque del fiume. Sappiate venire a Me contemplanti: chiedetemi ed adoratemi, ed Io vi sanerò sempre. Ti benedico".

 


11 ottobre 2016
"Il Padre Santissimo guarda all'interiorità,
ed è l'intenzione che dà senso alle vostre azioni"

"Mia piccola Maria, la liberazione è vicina. G. non attacca solo per i motivi personali, ma il maligno che lo investe e lo colpisce per devastare te, figlia mia. Stasera il vangelo vi invita a guardare nel cuore; tutto nasce dal cuore: le virtù, la purezza, la rettitudine, la verità. Ma per far sì che il cuore sia così, è già il pensiero che deve essere incorrotto, poiché è la coscienza che guida il pensiero e indirizza il cuore sul giusto sentiero. È dal cuore che nasce la capacità di amare, e seppur semplici creature, se hanno compiuto piccole cose, se avranno dato e vissuto di cuore, avranno grandi posti in Cielo. Mentre coloro che hanno vissuto le grandezze della terra, ma senza cuore e non hanno amato, hanno estromesso Dio, e quindi perderanno il Cielo. Il mondo guarda all'esteriorità, all'apparenza, alla bella figura; il Padre Santissimo guarda all'interiorità, ed è l'intenzione che dà senso alle vostre azioni. Non seguite ciò che è per consuetudine: riti, costumi, tradizioni, il pensiero comune, che vi allontanano da Dio; guardate ed agite seguendo la trasparenza del Vangelo, che solo vi guida alla sostanza, a vivere la natura di Dio e, con essa, la conquista del Paradiso. Ti benedico".

 


12 ottobre 2016
"Che si destino dal torpore questi miei Ministri
e operino indefessi, instancabili, offrendo se stessi!
Mentre invece Io vi dico: sono così pochi quelli rimasti realmente fedeli
al mio Cuore e Volere, e molti sono invece superficiali e noncuranti!"

"Mia piccola Maria, tu hai già perdonato, ma quel che senti sono le ferite che ti vengono provocate e che ti arrecano continuo dolore. Non aspettarti che questo nuovo sacerdote ti comprenda, non ti conosce. Ci sono Io che ti guido. Il Vangelo di stasera grida forte in quei tempi ed ora, "Guai a voi farisei e ipocriti, che cercate di adempiere ogni minima prescrizione per apparire, ma poi trasgredite l'amore e la misericordia. Guai a voi che ponete carichi pesanti sulle spalle delle genti e voi non li portate e sollevate nemmeno con un dito!". Lo dico particolarmente alle alte cariche della Chiesa, ai sacerdoti, che dal podio dell'altare innalzano la voce e dicono alle genti ciò che devono fare e ciò che non devono fare, ma poi non condividono, non partecipano, non solidarizzano con il dolore e l'ingiustizia, l'oppressione e il bisogno del popolo. Distribuiscono i Sacramenti e fanno dotte catechesi, si rinchiudono nel loro sapere e pensiero, e pensano che lì finisca il loro operato.

Quanti di essi però accompagnano i malati nel loro intero percorso? Quanti sono accanto a loro, pregando al loro transito? Ove sono quelli che vanno a portare pace nelle famiglie divise, negli ambienti in disaccordo, e ove vige la guerra? Chi va a raccogliere i ragazzi nelle strade, abbandonati nelle stazioni, che offre il loro soccorso e ne dà accoglienza? Chi opera l'ascolto di questi miei figli inascoltati nei quali sono Io che soffro? Quanti sono i sacerdoti che operano il Ministero di liberazione, che pongono le mani sul capo dei fedeli ad ogni confessione, che amministrano l' olio degli infermi, che fanno esorcismi e preghiere di liberazione, che vanno più spesso a benedire nelle case, a luoghi e persone, che si pongono a difesa di un popolo oppresso dal maligno che mai, come in questo tempo, imperversa, domina e lo schiavizza?

Che si destino dal torpore questi miei Ministri e operino indefessi, instancabili, offrendo se stessi! Mentre invece Io vi dico: sono così pochi quelli rimasti realmente fedeli al mio Cuore e Volere, e molti sono invece superficiali e noncuranti! Chiedono la fede ai miei figli, che superi le montagne, ed essi si svestono dei loro abiti sacerdotali dopo le funzioni e vanno, pur se in paesi cristiani, liberi del proprio culto, vestiti da laici moderni, senza che ci sia segno che indichi il loro sacerdozio, quasi che si vergognino di essere tali. Dicono ai fedeli: "Andate!" Ed essi non vanno. "Fate!" Ed essi non fanno. "Pregate!" E ove sono essi a pregare lodi, rosario, adorazioni con il popolo? Chiamo a vivere fortemente l'interiorità del cuore che dà ed esprime ciò che si vive, anche nell'esteriorità della persona. I gesti, la forma dell'esteriorità del proprio vissuto, dà motivazione e rivelazione della propria interiorità. Ti benedico".

 


16 ottobre 2016
"Non darti pensiero sulle medicine per quando giungeranno i tempi:
il Signore Dio proteggerà il suo ‘Piccolo Resto' rimastoGli fedele;
lo preserverà da molte malattie"

"Mia piccola Maria, sei nel mio Cuore, non preoccuparti per i dolori della tua morte, essa sarà un nulla in confronto alle pene patite nella vita, e non darti pensiero sulle medicine per quando giungeranno i tempi: il Signore Dio proteggerà il suo ‘Piccolo Resto' rimastoGli fedele; lo preserverà da molte malattie, poiché avranno altri affanni da soffrire nella ricostruzione. Non così per chi avrà rifiutato Dio e scelto il nemico.

Il Vangelo oggi vi dice: "E Dio non farà forse giustizia ai suoi eletti che gridano giorno e notte verso di Lui? Pregate! Nella preghiera c'è la vita e la salvezza, nella preghiera c'è l'unione con il Padre Celeste. Se non si prega Lo si esclude e ci si distacca da Lui. La preghiera ha un grande potere: può curare ogni tipo di necessità e di male, può vincere tutte le guerre. Molti, alla prima invocazione non risposta, l'abbandonano; altri chiedono cose ingiuste, e affermano: "tanto non cambierà mai niente!".

Non li ascoltate! Colui che ha creato l'orecchio e la parola non potrà non ascoltarvi e darvi prima o poi la sua risposta, se chiedete cose buone. "Come mai, allora direte, bisogna a volte attendere tanto?". Perché Iddio nella vostra perseveranza attesta la vostra fede. Perché ci vuole il tempo per risanare una situazione malsana: come una cura, abbisogna di preghiera e sofferenza; ma dinanzi al cuore e alle lacrime, il Signore non si arrocca, ma si arrende. Perseverate, perseverate! Poiché la porta prima o poi si apre.

La preghiera è combattimento, è una battaglia con voi stessi prima, per superare le vostre passioni, i vostri peccati, nel percorso di una conversione che dura l'esistenza. È una battaglia per sanare i mali altrui, per lottare contro i demoni e vincerli; per questo c'è bisogno di continuità e perseveranza. E se siete stanchi? Fate come Mosè che, nel tenere le braccia aperte in alto verso l'Onnipotente, dava vittoria a Giosuè con i suoi uomini contro i nemici e, alla sua stanchezza, ha chiesto soccorso e il sostegno alle sue braccia ad Aronne e Cur. Così voi chiedete ai vostri fratelli, alla comunità, perché vi sostenga, che vi aiutino con le loro preci e suppliche.

Siate arditi, quasi molesti! Violentate Iddio con la vostra invadenza d'amore e invocazione, simile alla vedova importuna! Il Padre Santissimo, come il giudice, vi farà giustizia. Chiedete però possedendo in voi la fede, adempiendo le Sacre Scritture: non potete pretendere di essere ascoltati od esauditi se non credete o rifiutate il Signore vostro Dio, o se lo offendete e ferite con il vostro peccato.

Pregate come siete capaci, come volete, ma siate autentici! Fatevi vicini alla Madonna, pregate con Lei il Santo Rosario che è potente nella sua intercessione, dato che sarà la Madre che, con voi e per voi, busserà al Cuore dell'Onnipotente; e volete che Iddio rifiuti qualcosa a sua Madre, che non si intenerisca nel suo richiamo? Pregate figli, pregate! Ti benedico".

 


18 ottobre 2016
"Date la vostra luce perché possano riscoprirmi e venirmi incontro e dirmi:
"Eccomi, Signore, che vuoi che io faccia? Come poter evangelizzare?"

"Mia piccola Maria, Io sono il tuo scudo e la tua spada, sono la tua protezione. È giunto il tempo del tuo riscatto. Tutti i cristiani sono chiamati ad evangelizzare, lo dico soprattutto ai sacerdoti, agli operatori della Chiesa; ma l'invito è per tutti, e tutti lo potete. Se vivete la vostra fede nella profondità non potete trattenerla a voi stessi. La luce del vostro amore non può essere soffocata, ma diffusa: ne sentirete l'impulso, il desiderio, e vorrete donare a tutti tale ricchezza. Andate ed evangelizzate! Andate con i piedi per le vie del mondo o in quelle anguste del borgo ad annunciare il Vangelo! Andate con le mani, testimoniando con le opere! Andate in ogni ambito lavorativo e sociale e se, trattenuti dal passo, poiché obbligati dalle piccole realtà domestiche o chiusi tra le mura per le vostre esigenze di vita o per le malattie, andate donando con la vostra preghiera, adorazione e offerta: viaggiate con lo spirito, amate con il cuore; esso va ed opera dove voi non sapete e potete raggiungere. Lo spirito si alimenta nell'amore, si amplia e si dilata, portandomi ovunque.

Il campo da coltivare è sterminato, la messe abbondante, ma gli operai pochi, dice il vangelo: forse pensate che il Padre Celeste non chiami alla sua Opera? Oh sì, Io chiamo, chiamo, come da sempre, come nei secoli scorsi, ma l'uomo si è fatto sordo ai miei richiami, si lascia frastornare dai rumori del mondo, non mi riconosce più nella luce della mia Verità, poiché è attratto dagli abbagli menzogneri che offre il nemico.

Io chiamo quanti giovani alla mia sequela! Ma essi si voltano con le spalle a Me e preferiscono andare per altri sentieri mondani, cosa fare? Unitevi a Me, figli miei, divenite miei eco, miei megafoni per diffondere e rendere più forte il mio richiamo, sicché possano tornare ad udirmi. Date la vostra luce perché possano riscoprirmi e venirmi incontro e dirmi: "Eccomi, Signore, che vuoi che io faccia? Come poter evangelizzare?". Nella povertà di sé stessi. Per questo dico: "Andate senza sandali, senza cintura, senza bisaccia", per descrivervi lo stato di povertà nel quale deve essere il vostro io. Nella povertà di sé c'è l'umiltà e con l'umiltà la Verità.

Quando non si cerca la propria autosufficienza, lo dico particolarmente agli uomini di Chiesa, si evangelizza. Quando è forte il grido del proprio io, si soffoca la voce del proprio Dio. Evangelizzate con la vostra persona, amando: come il Signore vi dona di operare nelle qualità e nei doni che vi ha offerto, in modo che la vostra testimonianza allontani i rumori del frastuono del diavolo sino a spegnersi, in modo che possano tornare ad ascoltare i dolci suoni della mia Voce, perché si disperda la caligine del nemico con le sue tenebre, per far sì che riaffiorino i colori e la realtà della visione del creato che, nella sua concretezza, testimonia il suo Creatore; e tornino, tornino ad ascoltare, ad amarmi e seguirmi. Ti benedico".

 


20 ottobre 2016
"Non aspettarti che il mondo, o la Chiesa, ti capisca. Forse che Io sono stato compreso?"

"Mia piccola Maria, torno a confermarti che è prossima la tua liberazione. Essa avverrà naturalmente, così come si apre una finestra senza spingere e vi entra tutta la luce del sole che viene ad illuminare tante tenebre vissute. Anche se spesso non comprendi, pure nella tua miseria ci sono Io a soffrire in te, sono Io che ti abbraccio nelle tue pene.

Non aspettarti che il mondo, o la Chiesa, ti capisca. Forse che Io sono stato compreso? Ecco, la prima lettura vi dice: "Dio può più di quanto voi possiate pensare o chiedere" e, nella misura in cui voi dilatate il cuore per accoglierlo, che aprite e ampliate lo spirito e l'anima, che Egli compenetra di Sé, vi fonde alla sua proprietà e vi dona il suo potere, sì che potete nei suoi attributi ricevuti, anche se nei limiti della vostra natura umana, e della vostra fede, fare grandi cose in Lui.

Vi irradia del fuoco che mi ha riarso, mi ha bruciato d'amore e consumato tutto sulla Croce: quel fuoco che tanto vorrei incendiasse l'umanità, pur fosse una sola scintilla nei vostri cuori.

E' un fuoco che offre i suoi doni divini, ma che brucia, che purifica nel suo ardere le vostre passioni e peccati, che vi consuma sino al nucleo di voi stessi, per portarvi al succo dell'interiorità, alla purezza dello spirito: per acquisire la trasparenza della Verità e, dato che la fiamma scotta, che nel suo calore riarde, molti lo rifiutano, lo osteggiano e preferiscono le tenebre e il gelo. Ciò comporta lotta: il Fuoco dello Spirito Santo, il mio Fuoco, non porta la pace ma la divisione e il combattimento, e spesso, proprio con quelli che vi sono più cari, la divisione con la propria famiglia nelle mura domestiche, ove dovrebbe essere il nido della protezione e dell'accettazione, la fusione degli intenti e la condivisione, si viene perseguitati e rifiutati per la fede.

Voi però, figli miei, persistete, credete fortemente al potere divino che in voi dà luce e calore e che può piano piano, dilatandosi, estinguere le oscurità ed illuminare, sciogliere il gelo e riscaldare nell'Amore. Esso si fa attrattivo: è simile ad una calamita, che molte anime avvince a Sé, riconducendo all'Unità, che sono Io, Cristo Signore. Ti benedico".

 


21 ottobre 2016
"Quando questi tempi malvagi giungeranno a compiersi per arrivare al punto più basso,
cosa può accadere se non l'intervento di Dio? Già è pronta la sentenza.
Per questo vi invito e ammonisco: "Emendatevi"! convertitevi oggi!"

"Mia piccola Maria, ciò che ti ho detto si compie, e giunge una nuova vita, una nuova realtà, un rinnovato figlio. Finisce una fase di dolore di un purgatorio patito e ne inizia un'altra. Giudica tu stessa i tempi: quando il dolore umano giunge al suo culmine non può che seguire la liberazione. Cosa dice stasera il Vangelo? "E perché non giudicate voi stesso cosa è giusto?" Sapete giudicare quando i tempi naturali cambiano, quando stanno per sopraggiungere le piogge o il sole, i moti naturali dei venti e dei mari, e non sapete giudicare i tempi in cui vivete? Iddio vi offre la via del bene, che è la vostra salvezza ed ha stampato in voi la coscienza, la capacità del discernimento, di saper valutare; ed è doveroso saper discernere ciò che è buono da ciò che è cattivo, ciò che è retto da ciò che è sbagliato, per seguire e amare ciò che il Padre Santissimo vi indica.

L'uomo invece non vuole scrutare sé stesso, la propria interiorità, in modo che si emendi e viva la rettitudine, ma si giustifica sempre; non vuole giudicare i tempi, meditandone il suo miglioramento, ma si getta nella sua dispersione; non si attiene a un giudizio che è un dato di fatto per l'aiuto e per la costruzione all'edificazione del bene, ma sempre verso l'altro per la condanna e la vendetta.

Quando questi tempi malvagi giungeranno a compiersi per arrivare al punto più basso, cosa può accadere se non l'intervento di Dio? Già è pronta la sentenza. Per questo vi invito e ammonisco: "Emendatevi"! convertitevi oggi, nel tempo presente che è prezioso; e non pensate come molti affermano: "Ci sono ancora tanti anni, lo farò nella vecchiaia!" poiché molti non vi giungono, e non conoscete quale sarà il giorno della vostra chiamata! Il tribunale con il Giudice Supremo già sussiste! Accordatevi ora, durante il viaggio terreno, con il Giudice vostro Signore! Tanto prima sarà l'accordo e breve il suo tragitto di ritorno, breve sarà anche il pagamento del vostro debito al vostro Giudizio; tanto più si allungherà il tempo della riconciliazione a Lui con un cambiamento alla sua Giustizia, ancor più gravoso sarà il pagamento del vostro tributo; e non si uscirà dal riscatto sino ad aver pagato fino all'ultimo spicciolo; e per molti non sarà uscita, poiché non hanno voluto giudicare i tempi, ritenendosi eterni. Non hanno voluto giudicare ciò che è giusto, per vivere di peccato; non hanno voluto riconciliarsi con il Giudice divino, ritenendosi superiori ed esenti da ogni giudizio. Ti benedico".

 


23 ottobre 2016
"La preghiera del povero è ascoltata dal Padre Celeste: essa s'innalza e squarcia i cieli.
E mi direte: "E come mai non viene spesso esaudita?".

"Mia piccola Maria, coraggio! Coraggio! E' così, in questa battaglia, che si vive questa prova. Non è malattia mentale per G. ma il demonio che lo irretisce. Se questo fenomeno non accade ad altri suoi amici che vivono lo stesso problema, è perché nella sua situazione è il nemico che lo invade, su lui che è fragilissimo.

Oggi la Parola di Dio fa elogio della preghiera. La preghiera del povero è ascoltata dal Padre Celeste: essa s'innalza e squarcia i cieli. E mi direte: "E come mai non viene spesso esaudita?". Il vangelo ci risponde: c'è bisogno di riconoscersi per quel che si è nella propria dimensione di povertà spirituale, nella verità del proprio stato di peccatore. Come il pubblicano, riconoscersi peccatori: tutti lo siete, e avete bisogno della misericordia divina. "Signore, abbi pietà di me, che sono peccatore! E nella supplica che ti rivolgo esaudiscimi, non perché ne abbia diritto, ma perché ne ho bisogno".

Spesso sono proprio coloro che si pongono a servizio nella Chiesa che si alberano nella loro superbia, riconoscendosi i giusti, superiori a quelli che fuori di essa peccano: entra in essi una boria nello spirito, per cui lo sguardo di Dio si posa altrove. "E quando, mi direte, una creatura si riconosce nella sua umiltà peccatrice, e invoca, supplica, e chiede, come mai spesso non ha risoluzione alla sua prova?". Figli, Iddio ascolta sempre e viene in soccorso, come voi non capite: vi aiuta a tenere le braccia innalzate, vi dà forza nella prova, vi manda l'aiuto e nelle vostre mani aperte e supplichevoli Egli pone non solo il soccorso all'anima vostra, ma anche a tanti sventurati figli che non sono nemmeno capaci di pregare, per far sì che anche essi ne siano sollevati.

Ah, se tutti gli uomini invocassero il Cielo! Se aprissero tutti le loro mani richiedenti al Padre Celeste, riconoscendosi bisognosi di misericordia e del suo aiuto! Egli, nel suo provvido amore, farebbe discendere la manna di grazia che sanerebbe tutti i mali. Quando gli uomini lo comprenderanno? Ti benedico".

 


25 ottobre 2016
"Voi non solo siete piccoli, siete un puntino;
ma dovete sentirvi, avere sapienza di essere tali,
dato che solo chi è piccolo può crescere, chi è povero può essere arricchito"

Mia piccola Maria, per G. si aprirà la sua liberazione. Da sola si aprirà la strada, e tu vedrai il suo cambiamento. Stasera il vangelo vi presenta il granello di senape: tutti gli uomini sono dei granelli, sono piccoli, anche se loro vogliono ritenersi grandi ed onnipotenti, ma sono solo un soffio che alita nel loro tempo storico dell'umanità, solo un battito di ali dell'esistenza. I miliardi di creature che hanno varcato il suolo di questa terra, qui più non sono; la polvere, che nel tempo che scorre, si deposita sulle lapidi o alla loro sepoltura, ne smemora il ricordo; solo in Dio rimane la loro vita che ne porta memoria di ognuno e che vive e sussiste presente al suo sguardo.

Voi non solo siete piccoli, ma un puntino; ma dovete sentirvi, avere sapienza di essere tali, dato che solo chi è piccolo può crescere, chi è povero può essere arricchito, e Iddio ne farà da un granello di senape una pianta maestosa, florida e abbondante del suo rigoglioso frutto. Voi siete il lievito che il Padre Creatore vi ha dato, che è la scintilla del suo incendio di Fuoco che dà vita, tocca poi a voi alimentarlo e farlo maggiorare, simile alla donna del vangelo: impasta il lievito nella farina e la lavora per farlo fermentare e farne poi un pane buono e fragrante.

Voi, con la vostra opera, dovete accrescere ciò che vi è donato della vostra persona in modo che possiate divenire un figlio buono, benedetto, santo, un pane che si fa eucarestia, che santifica sé stesso e il mondo intero. Come può attuarsi tutto questo? Vi ha risposto il vangelo: con la piccolezza e con la vostra opera sacrificata; Iddio amalgama questi vostri elementi, ne fa un'unica proprietà per farne sua orma, sua traccia indelebile, sua santità e sua gloria. Ti benedico".

 


28 ottobre 2016
"Ma anche tutti voi, figli miei, voi dovete evangelizzare, essere testimoni della Parola,
sanare i malati e liberare gli ossessi, e come potete? Come Me"

"Mia piccola Maria, tu puoi solo pregare, offrire il tuo servizio e la tua sofferenza, non puoi fare atro. Quando vedi che la situazione si sta facendo grave, esci, vai in un'altra casa o in altro luogo, e attendi che la bufera passi; la tempesta può essere minacciosa, ma poi torneranno sempre a placarsi le acque; giungo poi Io, come feci sulla barca intimando alla bufera: "Taci!", e si farà del tutto sereno. Se trovi la possibilità vai, e lascia a Me questo figlio; non temere di lasciarlo solo, abbi fiducia in Me! Ora egli mi dà molto dolore con le sue offese, ma guardo oltre, a ciò che sarà, e per questo c'è l'attesa. Sarà vittoria, vittoria piena, sarà un grande riscatto questo figlio!

Nel vangelo di stasera tutti cercavano di toccarmi poiché da Me usciva una forza misteriosa, potente, che sanava da ogni infermità. E da dove aveva origine questa potenza? Dalla mia Persona, dalla mia Divinità, che è Energia vitale che ricrea a nuovo tutte le cose, ma pure dalla mia preghiera intensa e perseverante, dall'obbidienza alle leggi divine, e dalla mia adorazione al Padre Santissimo, che maggiorava, alimentava e intensificava la mia Forza; e su queste basi ho edificato la mia Chiesa. È dopo una notte di intensa preghiera che eleggo i miei Apostoli tra i discepoli; e con essi vado per i paesi ad evangelizzare, per essere testimonianza alla mia Parola, per sanare i malati, per liberare gli ossessi; e vi conduco i miei apostoli per essere segno, in modo che ne portassero l'esempio e l'eredità alla Chiesa nelle generazioni successive.

Sono invitati particolarmente i sacerdoti a viverne l'apostolato, ma anche tutti voi, figli miei! Voi dovete evangelizzare, essere testimoni della Parola, sanare i malati e liberare gli ossessi, e come potete? Come Me: con la preghiera, l'obbedienza alle leggi divine, l'adorazione al Padre Santissimo. Voi vi farete mia Parola, mia testimonianza, mia medicina, mio esorcismo; e pure da voi uscirà questa Forza prodigiosa: credete questo? Nella misura in cui mi seguirete, mi assimilerete, mi amerete, Io in voi infonderò questa mia Potenza, la mia Energia vitale che ricrea.

Vi basterebbe avere un semino di tale fede per fare grandi cose! Così come dai semi della proprietà della mamma e del padre nasce la vita, anche da voi, dal vostro seme di fede che si unisce e si fonde a Me, voi vi fate generatori di santità, vi fate luce, che squarcia in questo mondo di tenebre, e porta il suo chiarore; vi fate calore, che scioglie i ghiacci di tanta durezza, portando l'amore: vi fate germoglio, che in tanta aridità riporta la sua fioritura di vita. Ti benedico".

 


29 ottobre 2016
"Chiedete conversione e liberazione anche per i vostri cari, per quelli che conoscete;
ma cosa per essi potete fare? Pregate, offrite la vostra sofferenza, siate testimoni veraci,
accogliete nella misericordia l'altro, accogliete la persona, non il suo male,
e poi lasciate a Dio"

"Mia piccola Maria, ma sono Io a mandarti dal parroco, e già dai primi tempi ti avevo invitato, per dar modo alla sua persona e a te che ne venga un bene, se accoglie, per l'aiuto che ti potrà dare nella podestà datagli dalla Chiesa. Nella prima lettura vi viene detto che Iddio non ha in odio niente di ciò che è sulla terra, sennò non lo avrebbe creato. Tutto nasce all'esistenza per sua opera e non può che amare ciò che deriva da Lui. Egli ama ogni creatura di amore infinito e ne vuole solo il bene e la salvezza: trabocca di misericordia, e ne vuole avvolgere ogni suo figlio, custodendolo nella sua pietà per l'intera esistenza; ma per fare sì che si possa acquistare tale bene e salvezza, bisogna togliere l'intralcio del peccato, che ne ostacola l'attuazione, che ne deturpa la bellezza della sua somiglianza in ogni figlio.

Volete voi liberarvi dal peccato? Desiderate il mio incontro? Così come vi viene descritto nel Vangelo di stasera con Zaccheo: egli cerca di vedermi tra la folla, s'incontra al mio sguardo e non lo disdegna, mi ospita nella sua casa. È la mia venuta, la mia accoglienza che permette che la salvezza entri nella sua dimora, ed egli si riscatta dal male compiuto, dando quattro volte tanto nel bene, si pone alla sua riparazione. Anche voi: per poter ricevere la salvezza c'è bisogno di questa mia venuta e fusione nella conversione da ogni peccato che doni a voi liberazione, verità e senso pieno dell'esistenza qui sulla terra per accedere al Regno. Nel riscatto che pone guarigione e testimonianza alla vostra conversione Io verrò nella vostra casa che è l'anima vostra. Chiedete conversione e liberazione anche per i vostri cari, per quelli che conoscete. Ma cosa per essi potete fare? Pregate, offrite la vostra sofferenza, siate testimoni veraci, accogliete nella misericordia l'altro, accogliete la persona, non il suo male, e poi lasciate a Dio: voi fate il vostro compito, e lasciate al Padre Santissimo il suo, dato che la grazia della conversione non può nascere da voi.

Figli miei, credete al mio amore, alla mia misericordia che non si scandalizza delle vostre miserie e di ciò che avete commesso, ma richiede a voi la scelta alla mia sequela: nessuno su questa terra vi amerà ed avrà compassione di voi come Me, nessun uomo potrà comprendervi come Io, dato che solo Io so sondare il vostro cuore e conoscere l'intimo delle vostre viscere. Ponetevi in cammino, Io vi verrò incontro. Ti benedico".

 


31 ottobre 2016
"Non sono Io che scuoto la terra, sono gli uomini che, con i loro peccati,
chiamano il demonio, che ne dà il potere e ne è l'artefice.
Quando gli uomini lo comprenderanno? E c'è bisogno di riparazione alla sua pace!"

"Mia piccola Maria, non sono Io che scuoto la terra, sono gli uomini che, con i loro peccati, chiamano il demonio, che ne dà il potere e ne è l'artefice. Quando gli uomini lo comprenderanno, e che c'è bisogno di riparazione alla sua pace? "Grande è la vostra ricompensa nei cieli!", vi viene dichiarato in questa vigilia della solennità di tutti i Santi. E chi sono i Santi? Sono coloro che hanno vissuto l'amore di Dio e in esso si sono lavati dalle loro povere scorie umane per farsi a sua somiglianza. Sono quelli che hanno amato i fratelli, attuando nella concretezza, la testimonianza di questo amore divino. I Santi sono coloro che, pur nelle prove, le afflizioni, i dolori di quest'esistenza terrena hanno perseverato: sono stati fedeli e coerenti al bene e alla Verità del loro Signore.

La santità è vissuta, e si raggiunge nel percorso delle Beatitudini che il Vangelo vi presenta: beati coloro che vivono le ingiustizie, beati i poveri, beati quelli che sono perseguitati, coloro che piangono, dato che le loro lacrime lavano i loro peccati, riformano la loro immagine, la modellano a figliolanza divina! Esse si fanno scala che innalzano al regno dei Cieli. E cosa vi attenderà?

Grande la ricompensa nello stupore delle meraviglie, nel gaudio del tripudio, nel godimento di un amore perfetto e totale, ma anche nella magnificenza di un amore pieno condiviso in una comunione celestiale fra i Beati! E quanti fra di essi conoscerete di santità così nascoste, e mai rivelate al mondo, ma sono stati grandi nel loro eroismo! Eh sì, la moltitudine della maggior parte dell'umanità vi accederà, sì che possa dire che è stata una vittoria la mia Redenzione! Sì, una grande vittoria, pur se una parte di essa, e sono molti i figli miei, andranno perduti, ed il mio Cuore se ne rattrista poiché ogni figlio è prezioso ed unico: essi non sono voluti accedere perché non hanno voluto vivere le Beatitudini del Vangelo!

Oggi che offrite un giorno di riparazione, con l'adorazione eucaristica, per riparare alla festa di halloween, una festa mascherata che nasconde un'esaltazione a satana, non sapete quali cose innominabili vengono fatte in questa notte! La mascherano a festa per i bambini, ma il demonio vi si nasconde e la usa per formare in essi la normalità della visione dei mostri, che sono i suoi sgherri, ed oscurare così l'immagine che essi debbono riconoscere e amare in Dio. In questa notte molti gli oltraggi e le dissacrazioni contro l'Eucarestia contro l'innocenza. Si riuniscono le sette sataniche, celebrano messe nere, cartomanti, operatori dell'occulto, compiacenti, curiosi eccetera; si fondono in sballi e orge per inneggiare il malefico, e quanti feti vengono a lui offerti! Il loro sangue viene sacrificato a satana: essi sono stati concepiti proprio per giungere a questa notte di sacrificio; quante creature e bimbi uccisi, quanti battesimi nel nome di satana!

Il demonio cerca l'Eucarestia e l'innocenza per prendere potere e spandere la sua oscurità dominante per fare il suo regno su questa terra e non far accedere le anime al Paradiso. Sono tenebre che vogliono invadere e ricoprire la luce. Cosa è infatti questa esistenza se non una lotta tra l'oscurità e la luce? Il bene contro il male? Cosa si deve fare se non la Chiesa ad operarsi a battaglia per salvare i suoi figli? Essa ha i mezzi per la vittoria. Perché non alza la voce contro questa oscura celebrazione di halloween? Perché rimane così apatica, indifferente e sonnolente? I suoi adepti vanno dannati, ma la loro caligine ricopre l'umanità e porta il suo danno. Voi dovete riparare, amare, adorare, per far sì che la Luce disperda le tenebre e le renda innocue. Perché dormite?

Per questo dovrò giungere Io, e dovrete piangere, figli miei, perché al vostro pianto ricercherete il mio Petto per trovarvi di nuovo rifugio e salvezza. Ti benedico".