banner di gocce di luce banner di gocce di luce
martedì 17 ottobre 2017

in questo mese meditiamo le Gocce di luce di ottobre 2008, ottobre 2009, ottobre 2010, ottobre 2011,
ottobre 2012, ottobre 2013, ottobre 2014 e ottobre 2016

Gocce di luce: Gesù parla ad un'anima

       
       

Novembre 2009

Oggi in Paradiso è festa grande

 

 

Ave Maria!

 

1 novembre 2009
"Oggi in Paradiso è festa grande!"

"Oggi in Paradiso è festa grande, è un giubilo di trionfo. Le anime dei Santi passano dinanzi al trono di Dio per adorare. Prima passano le anime minori, le anime più piccole sino alle grandi, per andare a prendere effusione d'amore dal Padre Celeste. C'è poi un effondersi delle anime, che si fondono l'una nell'altra, e si compie ciò che é inverso dalla terra: le più povere, le più piccole nella santità, entrano nelle grandi, che godono di arricchirle di sé.

Come si diventa Santi? Rinnegando sé stessi, seguendo Cristo, e portando la propria croce. Una croce che, in Me, si trasforma in offerta d'amore, comunque sia il luogo, la vocazione, il tempo vissuto, che è stato scelto da Dio per avere, per ognuno, la possibilità di santificarsi.

In Paradiso troverete Santi mai conosciuti, eppure giganti in santità, perché hanno vissuto nella pienezza la loro pur piccola, misera, e sconosciuta offerta d'amore, ma così palese al mio sguardo. Date la vita, offritela alla Madre Santissima, offritevi a Lei, che è l'artefice, la via più breve, per grande santità. Ti benedico".

 


2 novembre 2009
"Oggi, due novembre…"

"…Oggi, due novembre, le grate, i cancelli del Purgatorio si aprono per far uscire le tante anime che escono, emanando un grido grande di liberazione, che li accompagna nell'entrata dei portoni del Regno, ove finalmente vivranno la pienezza della perfezione del loro essere, che è giunto a compimento nella purificazione della propria persona. La creatura può vivere così, in questo stadio acquisito di totale purezza: vivere nell'unità dell'abbraccio di Dio. É un grido, il loro, simile a quello che la madre, nel parto, emana nella nascita del figlio; ma non è di dolore, ma un grido di giubilo, di libertà.

Soffrono molto le anime nel Purgatorio, a seconda della propria responsabilità, delle conseguenze del loro peccato e le sofferenze arrecate ai fratelli. Ci sono anime che sono quasi pronte all'accesso del Paradiso, anime quasi pure, che mancano dell'ultimo tratto di purificazione, che gemono per la nostalgia di Dio, e invocano la fusione con Lui. É l'ultimo tratto che adempiono nella purificazione di questo luogo e che le rende totalmente pure, perfette, atte all'entrata nel Cielo.

Ci sono anime, seppur poche tra la moltitudine, eroiche che, pur se già benedette e pronte per la beatitudine, chiedono al Signore, nel Giudizio, di poter penare per tanti loro cari, che andrebbero in perdizione, e acquistano così anche la santità.

Pregate per le anime dei defunti! Esse attendono, con spasimo, la vostra carità. Sono simili ai riarsi del deserto, che attendono gocce di acqua per refrigerarsi, o sono come gelati dal freddo, che battono i denti per il suo rigore, e attendono il calore di un po' di fuoco per scaldarsi. Pregate per essi! Oggi sono dimenticate le preghiere di suffragio dei figli per i loro genitori, che invece hanno effettuato per loro. Essi attendono la vostra carità, non la dimenticheranno mai, ma vi ricambieranno con la loro preghiera, con la loro presenza consolante, per abbreviare il vostro Purgatorio, per far sì che anche voi abbiate a giubilare nel grido di liberazione, che vi condurrà in Paradiso. Ti benedico".

 


3 novembre 2009
"La mia casa è grande, può ospitare tutti"

"…Stasera io richiamo nel Vangelo ad entrare nella mia casa, al mio banchetto celeste. La mia casa è grande, può ospitare tutti. Le sue porte sono spalancate e tutti può accogliere. La sua tavola è generosa, e offre soavità e dolcezze. Al mio richiamo però quanti, di quelli che ne sembrano i legittimi invitati, rifiutano l'invito, poiché ciò che è terreno, con i suoi impegni, per loro, è primario, ha precedenza e li preferiscono. Per questo non entreranno e non parteciperanno alla mia Mensa celeste, nel Regno.

Mando a chiamare altri invitati, tramite i miei messaggeri, altri che non sembrano i miei diletti, coloro che non sembrano di diritto, ma che si fanno diletti poiché accolgono il mio invito: sono tra i lontani, i peccatori. Essi entreranno e gusteranno la soavità, le dolcezze della mia tavola.

Uso i miei messaggeri per riempire la mia casa, e sono ora questi nuovi santi, come Lorena, o questi miei scritti, per richiamare tanti figli ad entrare, particolarmente quelli che vivono già nella mia Chiesa, e a Me consacrati, che ritengono sia diritto per loro entrare di conseguenza, nel Regno. Ma non sanno che accogliere l'invito è accogliere e vivere il mio insegnamento, è fondersi al mio Amore?".

 


4 novembre 2009
"Ove ha inizio la carità? Nel primo Comandamento"

"Mia piccola Maria, oggi la Parola vi indica la via della carità. E ove ha inizio la carità? Nel primo Comandamento: nell'adesione al totale amore di Dio, che deve rivestire l'interezza della vostra persona e la pienezza del vostro essere; così nasce la carità. Solo allora sarete capaci di vivere con amore tutti i Comandamenti, che sono il compendio della carità. Dato che, amando Dio, voi Lo ricevete, Lo vivete e date carità per Dio e ai fratelli.

Onorerete chi vi ha dato la vita, nei vostri genitori, non ferirete i fratelli, non prevaricherete, non recherete offesa o ingiustizia, non desidererete ciò che non è vostro, perché nell'amare Dio, voi amate l'altro, desiderate il suo bene, dato che Egli è parte di voi, come voi siete parte di Dio.

Chi non vive il primo Comandamento non ha questa pienezza che lo compenetra della presenza divina nella mente, nel cuore, nell'opera; amerà come vuole e chi vuole, cercando sempre che ci sia il tornaconto personale e la corrispondenza, per la compiacenza di sé.

"Ascolta, Israele! Il Signore Dio è Uno, e Lo amerai con tutto te stesso". Se non credete che vi sia possibile amarLo 'con tutto se stesso', chiedete alla Madonna, che ha vissuto l'eccellenza della carità, e che vi ha donato Gesù Cristo, e che ha vissuto la donazione di sé nell'immolazione continua e completa sino alla Croce e oltre la morte di suo Figlio, continuando a vivere per pura obbedienza e per essere dono d'amore, e si è donata nella sua Maternità universale. La Madonna plasmerà in voi quella carità, che Lei ha vissuto nella sua pienezza di partecipazione alla fusione con il Padre, amando e vivendolo. Ti benedico".

 


5 novembre 2009
"Chiamo i miei sacerdoti a condurre le mie pecorelle a conversione"

"Mia piccola Maria, Io sono con te, e le sofferenze che vivi sono solo quelle che ti giungono per la tua santificazione.

…Quando un sacerdote fa un taglio netto con tutto ciò che è male, può poi salire verso la santità. C'è più festa in Cielo per un peccatore che si converte che per tanti giusti. Rallegratevi non Me che sono il Buon Pastore, che guido le mie pecore verso l'ovile santo del Cielo, e sono particolarmente vicino ai tanti dispersi, che sono i sacerdoti, che hanno perso la mia via e che, smarritisi, portano allo smarrimento le mie pecorelle.

Tu ti fai, piccola mia, una piccola luce, che guida i miei sacerdoti, che si sono smarriti. Fai luce alla strada da percorrere con la tua sofferenza, con la tua preghiera, la tua offerta, con le indicazioni che ti vengono date da Me; tutto ciò si fa chiarore per ritrovare la strada, ed essere ricondotti dall'eterno Pastore.

Chiamo i miei sacerdoti ad operare per condurre le mie pecorelle alla conversione, ad andare tra la gente non per dilettarsi, non per partecipare a banchetti per rallegrare se stessi ma, come il vostro Maestro: vadano per portare la lieta Novella, il mio Insegnamento.

Io andavo nei banchetti perché, a volte, era l'unico modo per raggiungere figli che non avrebbero potuto ascoltare la mia Parola ed essere irradiati della mia santità. Così voi sacerdoti andate nei pranzi non per appagare le vostre persone, anche se non c'è materia di peccato, poiché vi riempite di vuoto, di mondo, quel vuoto che vi allontana dal mio Spirito e dalla santità.

Operate per la conversione dei miei figli! Il tempo è diventato così prezioso per dare salvezza… Ti benedico".

 


6 novembre 2009
"Il mio Cuore è un Cuore che ama, è un Cuore innamorato"

"Mia piccola figlia, mia piccola Maria, il mio Cuore nasce e batte per voi, per amarvi, per darvi vita. Nasce dal Cuore di mia Madre; dal suo ha assorbito, si è nutrito dei suoi sentimenti e della sua sapienza, perché Io, il Signore, vi dia vita anche mediante la mia umanità. Il mio Cuore è un Cuore che ama, è un Cuore innamorato e, come ogni innamorato, si rallegra e gioisce di essere ricambiato. Quando non lo è, ne soffre e geme, dato che è il Cuore di un Dio ma pure un Cuore di uomo.

Di questi tempi non solo non vengo amato, ma vengo rifiutato, oltraggiato, ferito, sicché il mio Cuore è agonizzante nel dolore del rifiuto da parte dell'amato. Dov'è il mio amore? Io lo cerco nella Chiesa, tra i miei, e nell'umanità. Chi mi ama? Chi arde? Chi si posa sul mio Cuore e tutto in Lui si abbandona con desiderio, come si fa con chi si ama? Non trovo quasi più quest'amore, e l'uomo si fa per questo sempre più povero, perché in esso c'è la ricchezza del suo essere, il tesoro della sua esistenza.

Stasera vi presento la parabola dell'amministratore scaltro, che sapendo che avrebbe perso il lavoro, in modo disonesto cerca di accumulare anticipatamente la sua sicurezza economica per il tempo che non potrà più. Lo fa in modo disonesto, ma si affanna nella sua opera. E Come mai che i figli della luce non operano con questa lungimiranza? Perché non operano per adoperarsi nell'accumulare i tesori che provengono dal mio Cuore per arricchirne l'anima? Il tesoro che dà sussistenza per la vita eterna?

Venite a Me, Io vi darò l'Amore. Vi farò ricchi di esso, non ne avrete fame per l'eternità. Venite ad adorarMi, a ricevermi nell'Eucaristia. Pregate e offrite al mio divin Cuore per riparare, consolare, lodare, ed Io vi rivestirò della bellezza dei suoi gioielli, dei suoi colori, delle sua meraviglie. Vi darò l'amore per amare Dio stesso e la carità verso i fratelli nelle opere sante, dato che esso vive e arde nella carità: è la Carità! Ti benedico".

 


7 novembre 2009
"Il Cuore della Madre è Addolorato"

"Mia piccola Maria, oggi la Chiesa dovrebbe onorare e dedicarsi alla riparazione del Cuore di Maria, così come Ella ha chiesto a Fatima, e che la Chiesa ha accolto come sua richiesta. Chi se ne ricorda in essa? Questo Cuore di mia Madre, che si è immolato, che non si è risparmiato, e vi ha dato tutto di sé, questo Cuore dal quale è nato il mio, e che vi ama. Quali sono i figli che contraccambiano questo suo amore, che ne hanno riconoscenza? Quanti i figli che vengono ad onorarLa? Il Cuore della Madre é addolorato. Gli uomini lo feriscono, si dimenticano di Lei, non l'amano e L'oltraggiano. Eppure, per ogni figlio che ritorna, che Le offre riparazione con la preghiera, con la Santa Messa, Ella riceve sollievo, respiro e speranza per gli altri figli, consolazione al suo amore ferito, forza alla sua intercessione. E come si può riparare all'offesa fatta al Cielo, a Dio, e a ciò che gli appartiene, se non offrendo Dio stesso? La migliore riparazione avviene mediante la Santa Messa, offrendo l'Eucaristia. Attraverso la Comunione si ripara, si rigenera, si offre vita nuova. Ad essa viene unito il vostro sacrificio, la vostra povera esistenza che si fa un tutt'uno, dono e riparazione, al suo Cuore Immacolato.

Oggi che meditate l'obolo della povera vedova, che nel suo poco ha dato tutto di sé, guardate a questa Madre e al suo Cuore, che non si è risparmiato, e vi ha dato tutto. Ella vi insegna a dare la totalità del vostro poco e a farlo divenire offerta e amore prezioso per il Cielo. Ti benedico".

 


8 novembre 2009
"Chi può contro Dio? …Chi può contro la Croce?"

"Mia piccola Maria, la Croce è vittoria. Sembra che perda, che sia sconfitta, ma la Croce è segno di vittoria e di salvezza. Coloro che l'avversano, che vogliono scagliare colpi contro di essa, sono fomentati da satana, sono i suoi alleati; in essi vive il suo spirito che, allo sguardo della Croce, rimangono infastiditi, irritati, dato che al nemico il segno della Croce ricorda continuamente la sua sconfitta. Il demonio attacca la Croce, e non solo nel suo segno, ma quella che vive anche nell'uomo. Tramite i suoi alleati, perseguita i figli di Dio, ove sente viva la presenza dello Spirito di Cristo, nelle anime che vivono la croce nella grazia di Dio, e la fondono alla sua Croce divina. Sono i crocifissi sulla terra, nei quali Cristo vive, e che il demonio attacca, perseguita, aborrisce poiché sente in essi la sua vittoria e la sua salvezza.

La Croce è educativa; ricorda il segno dell'amore e della donazione. Essa è speranza e sostegno per gli afflitti, per gli addolorati; è segno del Cielo e, attraverso di essa, voi lo raggiungerete e lo abiterete. Il maligno non vuole che si trasmetta questa pedagogia dell'amore, vuole osteggiare, vuol distruggere lo Spirito di Cristo dal cuore degli uomini, e usa (…il perverso è potente!) coloro che occupano posti di rilievo, per attaccare la Chiesa. Ma troveranno la maggior parte del popolo di questa terra, contrario. La Croce, vive se viene unita alla vostra; e voi potete vivere la croce in offerta d'amore, se prima accogliete, amate, onorate la Croce del Signore. Solo allora saprete vivere la vostra. Vivere la croce vuol dire viverla in grazia di Dio, viverla nell'obbedienza dei Santi Comandamenti e, fusa alla sua, che è divina. Così diventa offerta di vittoria e liberazione, e anche redentiva per il mondo. Per quanto il nemico cercherà di avversarvi, di perseguitarvi, se rimanete uniti a Dio, la vostra croce è vittoria. Nei tempi che passano, in ogni tempo, sembra che il Crocifisso sia perdente, sembra che il nemico abbia, nei suoi adepti, la vittoria. Ma il tempo passa, le generazioni scorrono, e la Croce resta, alta e vincente, mentre gli uomini muoiono. Chi può contro Dio? …Chi può contro la Croce? Ti benedico".

 


9 novembre 2009
"La Croce apparirà, in alto nei Cieli, radiosa e splendente"

"Il mio sguardo è sempre su di te. Tu, a volte ti dimentichi di Me, mentre Io ti guardo sempre e non ti dimentico mai.

Oggi si cerca di colpire la mia Croce, si tirano pietre su di essa, si cerca di scardinarla dal suo trono, ove deve essere, ove deve regnare: al centro della terra e dell'umanità! Ma non vi riusciranno. La Croce è, e rimane, segno di vittoria. Essa apparirà in alto nei Cieli, radiosa e splendente, dinanzi a tutte le genti, per far sì che ancora l'uomo l'accolga e riconosca in essa la vittoria, la salvezza e l'amore che è. Solo entrando nel suo rifugio, solo accogliendo la Croce di Cristo, voi saprete accogliere la vostra che si fa così: vittoria, salvezza e amore.

La Croce continua in voi la sua azione santificante, vi redime, vi santifica, vi divinizza, diventa ascesa per il Cielo. Pure nei tempi che seguiranno, di buio e di dolore, nella sua purificazione, l'azione della Croce continua, redimendo. Sarà ancora il riscatto per i nuovi tempi, sarà regno e centro della terra! Ti benedico".

 


11 novembre 2009
"Oggi ricordate San Martino, il Santo della carità"

"…Vedi, siete tutti lebbrosi, ma quelli che chiedono di essere guariti da Me, Io li sano, e ancor di più chi ne è grato, che torna a renderne grazie, si avvia per la strada della santificazione. Oggi, figlia mia, non solo non si chiede quasi più di essere sanati, figurarsi il venire a ringraziare e a lodare Dio di ciò che si è ricevuto! Coloro però che lo fanno, che chiedono a Me la guarigione e ringraziano, si fanno portatori della mia sanità; intorno a loro essi sanano la lebbra di chi li circonda. Così nella tua situazione; la paura stessa, la mortificazione che te ne deriva, l'umiliazione continua che vivi si fa offerta a Dio e mezzo di salvezza per tanti orgogliosi per cui chiedi guarigione e che hai intorno a te.

Oggi che ricordate San Martino, il Santo della carità, egli ha ora intorno a sé, nel Cielo, tutti coloro che ha aiutato, ed è stato mezzo dell'incontro con Dio. Egli ha vissuto la carità di chi si offre al Signore nella sua persona e la carità fattiva che si offre ai fratelli; è mezzo e segno che riconduce all'amore suo. San Martino ha diviso non solo il mantello, ha diviso se stesso, donandosi al Padre Celeste e ai fratelli.

Così tu, figlia mia, sei divisa in te, in questo combattimento, in questa tua donazione, che è simile ad un mantello, che si dona in offerta al Padre, e carità spirituale ai fratelli (*). Ti benedico".

(*) Anche questo è un messaggio che vale per ognuno di noi, ogni giorno

 


12 novembre 2009
"La Sapienza viene data a chi è umile"

"Mia piccola Maria, Io ti porto la serenità, ti porto la pace. Non aver paura in questa situazione che vivi. Sono Io il tuo avvocato, il tuo giudice, il tuo difensore…

La Sapienza, figlia mia, è una grazia dello Spirito, che viene dato a chi è umile e la chiede nella preghiera… Essi non hanno Sapienza perché non c'è umiltà, non la chiedono nella preghiera. Ma credi che la mia sapienza in te è più grande, è vittoriosa; sembra che questa persecuzione, questo combattimento, la voglia far perire, sembra che sia debole; ma anzi questo periodo di prova e combattimento sono per la sua rinascita maggiore, per portare più frutto.

La Sapienza, come dice stasera la sacra Parola, è agile, è forte, giunge nei cuori lontani, ove non sapete, e mette radici. La Sapienza va diretta, e dura per sempre.

Per la missione in Africa ti dico che la sua costruzione è ora al primo mattone, ma ne seguiranno altri, dato che è cosa buona, e che i monaci africani vadano nella loro terra per lavorare la mia vigna. Sono con te e non t'abbandono mai. Ti benedico".

 


13 novembre 2009
"Ci sarà una spaccatura nell'umanità: che segue il bene e chi il male"

"Mia piccola Maria, Io sono vicino a te, ancor più vicino: sono dentro di te, vivo in te, nonostante la miseria che sei e che vivi; Io sono in te! So che la scelta di seguirMi ti ha condotto a questa situazione nella tua famiglia, come potrei quindi abbandonarti e non pormi alla tua difesa?

Oggi il mondo si appressa ad una spaccatura; l'umanità sempre più viene chiamata a porsi in una schiera, tra chi Mi segue e accoglie Cristo, e chi Lo rifiuta. Chi accoglie e segue la mia Croce, che s'innalza sul mondo e diviene mezzo di divisione, di contrasto, di scelta, sceglie Gesù Cristo, ed è per chi si pone dalla parte del bene, che seppur non cristiano, ne segue però l'insegnamento, che vive nella mia Parola. Ci sarà una spaccatura nell'umanità: chi segue il bene e chi il male. E chi segue il bene è in Me.

Questa scelta porta con sé persecuzione e dolore, che già avviene; ma chi persevererà sino alla fine vivrà nella beatitudine dei Cieli, o in una terra di pace e verità.

Verranno giorni, figlia mia, che sarà di stridore di denti e di dolore. Per questo il Cuore di mia Madre chiama i suoi figli. Sa ciò che dovrà accadere, e ve Lo dona come rifugio. Chi và da Lei si nutre di Esso, riceve forza nel perseverare nel mio insegnamento in quei tempi così duri. Ella dà fedeltà, vigore, luce, consolazione, protezione; vi tiene saldi nella fede, e vi è anche proprio di riparo come una casa, perché Ella vi protegge al sicuro nel suo Cuore, liberandovi dal male e mantenendovi veritieri e ancorati al suo divin Figlio per i tempi che verranno: sua progenie, generazione fedele che porta i suoi germi e che vivranno in una umanità rinnovata, in una terra di pace. La Santa Messa che a Lei offrite Le dà caldo al Cuore, La commuove, e tutti vi stringe a Sé e vi benedice".

 


15 novembre 2009
"Ora viene la fine di questo tempo malvagio"

"…Oggi la mia Parola vi annuncia la fine dei tempi, ove le forze del mondo saranno sconvolte, ove molti periranno e altri, da vivi, saliranno in Cielo. Le potenze dei mari e dei cieli saranno stravolti poiché ha fine il ciclo naturale della vita, giunta a maturazione, a compimento il tempo dato agli uomini, alla terra che si esaurisce nel suo compito giunto a termine; e ciò che è bene è per sempre, e ciò che è male è male per sempre. Così sarà, figlia mia, anche se ce ne vuole ancora…!

Ora viene la fine di questo tempo malvagio, e come ogni fine, anche in questa ora le potenze del mondo saranno sconvolte, dato che la natura è intimamente a voi ancorata, e sarà sofferenza per gli uomini, gli animali e per la stessa natura che partecipa di questo dolore, che è purificazione per la rinascita al bene di questo mondo. Così sarà, ed è per ogni fine dell'uomo quando reclina il capo, nel suo ultimo respiro. E anche lì le forze del corpo sono sconvolte poiché è la fine del fluire normale di vita dell'organismo, e ciò perché è giunto il tempo, è giunto il compimento e la maturazione dell'esistenza di questo uomo.

Non é importante però la fine dei tempi, di questo tempo, e la fine del ciclo vitale di ogni uomo, quanto di come sia stato vissuto il tempo concesso, che è un bene così prezioso, poiché passa e non ritorna. Riempitelo di tesori nel mio Nome. Arricchitelo nelle ricchezze dell'amore di Dio, per vivere poi eternamente verso ciò che non ha più fine. Ti benedico".

 


16 novembre 2009
"Gli uomini non comprendono più il senso del bene e del male"

"Mia piccola Maria, Io sto operando. Sono venuto al mondo proprio per sconfiggere il diavolo, per liberare l'uomo dalle sue spire. Cosa è stata la mia Nascita, il mio apostolato, il darvi la vita, se non la sconfitta del nemico, se non una battaglia contro il male per liberare gli uomini? Vi ho dato Me stesso, la mia Persona in riscatto, ed è questa l'arma più potente che voi potete usare per liberarvi ed essere vittoriosi nel vostro combattimento. Cosa è la vostra esistenza se non una battaglia con le forze del male e la sua liberazione?

Oggi che meditate la guarigione del cieco, che, incurante delle dicerie della gente, grida con vigore: "Gesù, Figlio di Davide, abbi pietà di me!". Io vengo a sanare e a dare la vista. Vi dico: sono la stessa Persona, e in questo tempo, come allora. Io vengo a liberare, a guarirvi, a slegare dalla prigionia del maligno e dalla sua cecità. Ma lo posso se voi invocate il mio aiuto. Attendo questo grido, con trepidazione d'animo, con intensità di cuore, con fede. Allora vi libero, e Io solo posso. Posso sanare la cecità fisica, ma soprattutto da quella spirituale. In questo tempo la maggior parte dell'umanità vede con gli occhi, ma è cieca nello spirito.

Il diavolo fascia la mente, la oscura e gli uomini non comprendono più il senso del bene e del male. Brancolano nel buio, ed egli, l'iniquo, il malvagio, usa questa cecità per portarvi agli inferi. Sembra che il sole illumini la terra, ma dal Paradiso, guardando il mondo, lo si vede immerso nelle più fitte tenebre, completamente oscurato, sicché nel Cielo si dice: "Come possono gli uomini vivere in tanta oscurità?". Sembra che siate puliti, profumati, ma il puzzo di putredine del peccato, nel quale siete immersi, sporca le anime vostre, e il suo nauseabondo maleodore è simile alla fogna e al deperimento, allo sfacelo organico dei cimiteri, che sale sino a Dio. Come possono gli uomini non sentirlo?

Chiamo allora i miei piccoli, le mie piccole creature; attendo da loro il grido, che sappiano ancora gridare al Cielo, per chiedere aiuto: "Gesù, Figlio di Davide, abbi pietà di noi!". Che gridino per se stessi, per i propri peccati, e per i tanti sulla terra, loro fratelli, ma ciechi, che non Mi vedono più, poiché Io venga a sanarvi. Sarà questo grido a farMi ancora giungere tra voi per portare di nuovo la vista di una umanità che rinasce e vede nello sguardo dello Spirito. Ti benedico".

 


17 novembre 2009
"Come mai, al mio tempo umano, le guarigioni erano istantanee?"

"Mia piccola Maria, Io sto liberando, vado con la mia Persona, mediante le preghiere, che offri, e le Sante Messe. É simile al sole che scioglie i ghiacci e, nel tempo, ne asciuga anche l'acqua sin da non rimanerne più traccia. Tu dirai: e come mai, al mio tempo umano, le guarigioni erano istantanee? Figlia, dipende dalla fede, che è stata autentica, vera, guidata e accompagnata da anni dalla sofferenza; e passo Io presente, che sono il Signore Dio, cui tutto è possibile, e irradio del mio potere e della mia santità, mentre in voi tutto va filtrato e maturato nella vostra poca fede e nelle vostre miserie. Ma giunge, giunge la liberazione, se ci si affida a Dio con cuore sicuro e si persevera. E il tempo di attesa diviene per voi fortificazione nella fede e liberazione mediante la vostra preghiera per molte altre anime.

Io entro in Gerico, e giungo, come in tanti paesi della Palestina, per sanare da ogni male; e in questo paese anche Zaccheo ha la sua liberazione. Lo sano perché da tempo egli soffre e cerca di essere liberato, prega Iddio di farlo uscire dalla sua situazione, anela con spirito autentico al Cielo.

Quando un'anima cade nel male precipita sempre più in fondo nei suoi precipizi, se non si ravvede e, giunto a questo stadio, sono solo due le fasi che può scegliere: o la creatura rimane impantanata nel suo male e muore in esso, oppure questo precipizio gli dà misura di ciò che è, divenendo ciò in cui è caduto, e non può che desiderare di risalire verso l'alto, avere il desiderio del Cielo. Così è per Zaccheo: Io vengo ed egli sale, non solo sull'albero per vederMi, ma sale dal suo precipizio per cercarMi. Ed Io lo irradio dello Spirito della mia santità, gli dono la luce del pentimento e del ravvedimento, sì da gridare: "Signore, se ho defraudato il mio prossimo, darò loro quattro volte tanto!". Cosa sarà poi di Zaccheo? Che fine ha fatto? Zaccheo si è così ravveduto da farsi apostolo della carità, riconosciuto per la sua pietà in tutta Gerico. La sua vita si operava nel servizio agli indigenti, ai poveri, agli ammalati da divenire mio degno discepolo e santo. Ti benedico".

 


18 novembre 2009
"Voi siete Gerusalemme, la Gerusalemme che viene distrutta nell'anima"

"Mia piccola Maria, Io combatto per te. Io mi pongo dinanzi a te. A te chiedo solo di rimanere ai miei piedi, adorante simile a Maria, nell'ascolto, amandoMi, completamente abbandonata. Io sono la tua difesa. Figlia mia, la fede va testimoniata nella sofferenza, e mantenersi fedele alla Verità costa lacrime, ma queste lacrime rigenerano le stesse creature, che ve ne sono causa, e si fanno così lacrime per la risurrezione.

Vedi come nelle parole di stasera i Maccabei periscono e offrono se stessi, pur di mantenersi fedeli alle leggi di Dio, e non si piegano per sacrificare a dèi stranieri. Così sia per voi. Io piango dinanzi a Gerusalemme, ne vedo la preannunciata distruzione, che è presente ai miei occhi. Ancor oggi Io piango. Sono il Signore, ma sono sempre uomo che, pur nella perfezione del Paradiso, soffre e piange, come piange mia Madre di fronte alla distruzione dei miei figli. E quanti vanno perduti! Voi siete Gerusalemme, la Gerusalemme che viene distrutta nell'anima, poiché non ha accolto, e non accoglie, l'Autore della vita, e perciò non le rimane che la morte. Non accoglie Colui, che è la sua Difesa, che solo può debellare e combattere contro il suo nemico, che vuole distruggerla, e rimane così indifesa, in balia della sua rovina. Se ai miei tempi della Gerusalemme storica furono i romani, oggi da qualsiasi parte sia fomentata la distruzione, sono i diavoli che portano alla rovina gli uomini, che decadono.

Io pongo la mia mano per portare aiuto, ma l'umanità, la stragrande maggioranza, rifiuta, e nel rifiuto muore. Il mio pianto non è riuscito a salvarli tutti, ma può, tramite il vostro, che si unisce ancora al mio, ad essere lacrime che fecondano la terra, che lavano, che purificano, che rigenerano. Coloro che con Me avranno pianto su Gerusalemme, saranno quelli che la ricostruiranno. Sono lacrime per il sorriso, lacrime per la vittoria e la risurrezione. Ti benedico".

 


19 novembre 2009
"La madre dei Maccabei, che ora splende come il sole i Paradiso"

"Mia piccola Maria, Io sono con te, non hai il maligno in te. Come potresti vivere questa vita così unitiva con Me, se tu avessi in te il male? Egli ti attacca, perché l'opera malvagia nella tua famiglia continua, e tu sei il mezzo che spezza, che porta a salvezza, che si pone in battaglia contro di lui. Sono con te! Non accettare la sfiducia e il timore che egli ti pone.

…Guarda stasera a questa madre, così ardita, la madre dei Maccabei, che ora splende come il sole in Paradiso, e ha intorno a sé i gioielli splendenti, che sono i suoi figli, che non hanno avuto paura, pur di non piegarsi al male, dando la loro giovane vita per amore di Dio. Ora il malvagio che li uccise è corroso dai vermi, la sua pena è eterna e continuativa, mentre la loro è stata pochi istanti, mentre il gaudio è senza fine.

Il Signore Iddio dà a tutti la capacità di combattere per la sua Parola. Tutti fa venire al mondo, portando il proprio bagaglio di doni, virtù, e possibilità per potersi santificare e dare gloria a Dio. Se la persona vive questi doni, innestandoli nel mio Amore, unita a Me, questi doni si fruttificheranno perché porteranno gioia e salvezza ai fratelli. Ma chi, pur avendo ricevuto, li usa per soddisfare solo se stesso, la sua anima non dà vita, non riceve vita, e muore con i suoi doni, che non hanno dato. Sono morti perché non offerti, muoiono in eterno con l'anima.

Così, figlia mia, deponiti in Me, abbandonati sul mio Cuore; Io soffio e t'allontano il male che insidia. Questo mio parlare è un mio dono, un tuo talento che in Me fruttifica. Riposa e non temere, mia piccola figlia paurosa e di poca fede. Ti benedico".

 


20 novembre 2009
"La mia Chiesa è casa di preghiera e d'adorazione!"

"Mia piccola Maria, tu mi eri già presente nel tempo della tua creazione, nel mio pensiero. Già sapevo della tua vita, delle miserie che avresti avuto, della tua fragilità, le colpe nelle quali saresti caduta. Conoscevo però anche il tuo desiderio d'amarMi, ed era presente anche il mio programma d'aiuto, la mia assistenza per aiutarti a liberarti dalle scorie del peccato, per farti salire ed ascendere nell'abbraccio dell'Amore.

A tutti coloro che si affidano nello Spirito e salgono così nell'Amore, Io li chiamo ad essere custodi, i difensori, gli angeli protettori della mia Parola, della mia Eucaristia, ad essere parte di Me, coloro che sono gli adoratori nella mia Chiesa. Di essi ne faccio acqua, che con le loro lacrime la lavano, che con il sangue delle loro sofferenze, purificano e rigenerano, ne danno nuova vita. Quelli che v'infondono l'amore vissuto con Me.

Oggi Io grido, come ai miei tempi: la mia Casa è casa di preghiera e d'adorazione, e non una spelonca di ladri! E oggi più di allora nella Chiesa è sceso il baratto con i soldi. La si sottopone al mondo per avidità. C'è la corsa al prestigio per l'ambizione, e cosa non si fa per raggiungerlo! Pongo voi, figli miei, ad esserne difesa! Non solo nella gerarchia della Chiesa, ma anche tra il popolo dei fedeli, tra i cristiani, quanti ce ne sono che ne fanno commercio e spelonca di ladri, dissacrandola con la loro indifferenza e freddezza, con la loro anima coperta e imputridita di peccato, e che a Me vengono poi per riceverMi in questo stato! Che vengono a Me senza riconoscerMi come Persona, e riconoscerMi cioè Iddio in Essa.

Quanta irriverenza e gelo! Mentre la mia Chiesa dev'essere casa di preghiera e d'adorazione. Chiamo voi, figli miei, che mi amate, perché siate anche la mia frusta con cui caccio i ladri dal tempio, la frusta santa che combatte contro satana che fomenta tutto questo nella Chiesa.

Vi pongo in combattimento con il male per far sì che, attraverso il vostro amore, la vostra fedeltà e veridicità, voi riportiate il mio Spirito, l'adorazione a Dio e la Chiesa a casa di santità. Siate il mio incenso che sale da essa sino al Cielo. Ti benedico".

 


21 novembre 2009
"Io regno nella Verità"

"Mia piccola Maria, ciò che fai per i tuoi figli è già bene, e così le preghiere per la loro liberazione… Io allargo però la tua intercessione su molti altri figli, per i quali non si prega mai, su tanti che non ricevono mai una preghiera, una supplica per essere liberati.

Oggi la Chiesa proclama la mia regalità, una regalità che non è la reggenza di uno Stato temporale, ma che è vita vissuta, esistente nei cuori. É una regalità dello Spirito, e poiché Io attesto dinanzi a Pilato che: Io sono nato e venuto nel mondo per testimonianza alla Verità, Io regno nella Verità. Il mio Regno è lì ove vive la trasparenza della mia rettitudine, ove vive il chiarore del mio insegnamento, in chi ha fatto scelta di essere dalla mia parte, ed è veritiero.

Io vivo nella Verità! Ovunque vi è ipocrisia, falsità, menzogna, compromesso, uno Stato subdolo, d'inganno, Io non sono, non regno. Il mio Regno è in ogni anima: in ognuna Io mi pongo sul trono, se essa vive nella Grazia, se ama e vive i Comandamenti di Dio, dato che il Signore, il Santo dei santi, non può stare ove c'è il falso, la menzogna, che è dell'altro.

Io regno in Paradiso, ove la mia regalità si espande e riveste tutti i Santi, ove l'Altissimo, l'Onnipotente regna nella sua bellezza, nel suo fulgore, nella sua santità in eterno, ove si mostra così com'è, ove l'essenza di Se stesso viene data, amata, lodata, adorata perennemente. Io regno in Purgatorio ove la sofferenza espiatrice innalza verso l'alto, e l'anima anela al mio Regno, desidera ardentemente la fusione alla mia Persona. Io regno sulla terra: nella Chiesa, che Mi annuncia, nei Sacramenti ove sono, nelle creature che Mi amano. Io regno se sono vissuto e testimoniato nella Verità. Regno nelle anime mie, piccole e amanti, nel loro cuore Io amo. Le rivesto della mia regalità, ne faccio parte di Me, ne faccio re. Ti benedico".

 


22 novembre 2009
"In Paradiso, in questo giorno, il trono di Dio è in fiamme"

"Mia piccola Maria, ogni volta che un figlio ritorna a Me, e mi accoglie, Io regno. Ogni volta che una creatura si converte, e torna a vivere in Grazia, Io regno. In Paradiso, i questo giorno, il trono di Dio è in fiamme: è tutto un incendio d'amore, che con le lingue di fuoco, si espande su tutte le creature del Cielo, ed esse, ricolme di questo fuoco, contraccambiano nella loro intensità d'amore, fondendosi al loro Dio. In questo vive la mia regalità, che è regalità d'amore.

Sulla terra regno ove Io sono presente e amato, nel cuori che Mi desiderano, credono, e vivono di Me. In questi cuori si attua, e si espande, attraverso di loro, come lingue di fuoco del mio Amore, la mia regalità sulla terra. Sintanto che tutta l'umanità non Mi accoglie, la mia regalità non si attua nella sua pienezza. Il mio Regno si compie quando tutte le creature vogliono essere parte di Me, del mio Regno. Ti benedico".

 


23 novembre 2009
"Io guardo le offerte portate nel tesoro del tempio"

"Mia piccola Maria, …A te chiedo solo che tu rimanga fiduciosa e abbandonata sul mio Cuore. Chiedo a tutti voi che siate riscatto, con la vostra vita, per voi stessi, e riscatto per gli altri; e come lo potete? Nell'offerta della vostra persona, nel dono più umile e povero di ciò che siete, per portarlo al tempio, e offrire la vostra intera povertà al Padre Celeste, che vi guarda e vi ricambia, e dona, nella misura in cui siete generosi di voi, riscatto per le anime vostre e di quelle dei vostri fratelli.

Io guardo le offerte portate nel tesoro del tempio, e i ricchi lautamente danno in esso; generosa è la loro offerta materiale; ma danno ciò che a loro non necessita; si privano di ciò che non tocca minimamente la propria persona. Non si donano, non si abbandonano al Padre, e il mio sguardo si volge altrove; non accoglie l'offerta che non viene santificata.

Viene una vecchietta, e depone nel tesoro del tempio tutto ciò che ha: la miseria di due soldi, che non sono nulla, ma è tutto ciò che possiede, dona tutto il suo sostentamento e ciò che ha la sua persona, dato che si abbandona alla fiducia verso il Padre Celeste. La sua offerta viene benedetta dal mio sguardo, e diviene, nella sua povertà, ricchezza per lei, per molti per il cielo.

Anche a te, figlia mia, la tua povera vita, pur nella miseria in cui è ed è vissuta, per quei due soldi che sei, li offri a Me; e nella tua ascesa verso l'Amore, nel tuo abbandono, il dono della tua persona, per quanto povera, si donerà totalmente. Io prendo questa offerta e ne faccio mezzo di salvezza per molti, ne faccio ricchezze per ricoprire molte nudità, e rivestirle di virtù e salvezza per quei tanti miei figli, che sarebbero andati persi. Ti benedico".

 


24 novembre 2009
"Nella mia vita mortale, pur di pregare, dovevo ricorrere alla notte"

"Mia piccola Maria, vieni a riposarti sul mio Cuore, distenditi su di esso. Figlia mia, è il diavolo che pone tutto questo combattimento nella tua famiglia, e i tuoi figli non mettono barriera. Egli ti fa battaglia per questi scritti, per la tua preghiera, per la tua maternità ai sacerdoti, perché sei colei che tieni unita a Me questa tua famiglia. La tempesta però, per quanto forte, ha la sua fine, e poi viene la quiete. Il maligno cerca, in tutti i modi, di portarti alla sfiducia, allo scoraggiamento in questi eventi così contrari, poiché ti vuole distaccare da Me, e cerca di impedirti la preghiera, con tutti i contrattempi e le persone, per intralciarla.

Sappi, figlia mia, che nella mia vita mortale, pur di pregare, di averne tempo e modo, sebbene la presenza del Padre mio fosse continua in Me, dovevo ricorrere alla notte, e spesso dovevo togliere al tempo del mio nutrimento per incontrarmi con Lui nell'orazione e pregare per gli uomini. Tutto, figlia mia, si fa offerta, un'offerta, per quanto povera, non da una santa, che però Io accolgo.

Questa battaglia è bene poiché porterà i tuoi figli a scrollarsi dal torpore… Io sarò con te in questa battaglia. Ti benedico".

 


25 novembre 2009
"Essere cristiani, figlia mia, comporta la persecuzione"

"Mia piccola Maria, soffri un poco? Questa sofferenza ti viene provocata dal maligno, che agita i tuoi, oscura al loro sguardo la tua persona, e crea divisione; ma è una sofferenza che darà il riscatto. Essere cristiani, figlia mia, comporta la persecuzione, come dice stasera la mia Parola.

…Verrete perseguitati, banditi, giudicati. E se sembra che, apparentemente, in modo palese, la fede sia accettata, ma quando l'anima entra nella sua profondità ed adesione, che è l'adempimento ai Comandamenti di Dio, quando le scelte della vita sono un vissuto nella sua purezza, ecco: allora entra la persecuzione. Avviene prevalentemente tra le mura domestiche, nella famiglia, o molto nel posto del lavoro.

Essere cristiani è professare, in verità, la propria fede, è essere testimoni del mio insegnamento, in una perseveranza che dura tutta la vita. É perseverare, nonostante le controversie, gli accanimenti, le offese, le oppressioni, sino alla fine. Non sono i canti, i fiori, che pur ci devono essere per onorare il Signore, ma è la testimonianza di sé nell'essere veraci alla mia Persona, che vi fa cristiani.

Non vi attendete dagli uomini, per la vostra fedeltà e l'onestà nell'agire, il bene perseguito, che essi vi diano onori, gratificazioni o premi; per lo più avreste amarezze. Ma l'amore di Dio in voi supera tutto ciò, vi dà fortezza e il fuoco per vivere la fede, per adempiere e seguire la retta via per essere creature oranti in cui c'è lo Spirito. E Iddio vi dona il premio eterno di una vita che non ha termine, e paga da Dio.

E così, come è stato perseguitato il vostro Signore, voi lo sarete. É Me che perseguitano! Io, in voi, ancora sono perseguitato e crocifisso. Io vivo dentro di voi; per questo vi dico: pur se vi portassero a giudizio, non preparate la vostra difesa, dato che Io parlerò per voi. Io saprò come farvi agire e manifestare il vostro credo, perché sappiate essere testimoni fedeli e veraci alla Verità. La vostra morte sarà accompagnata dalla benedizione e dalla riconoscenza dell'amore di tutti quelli che, per mezzo della vostra fede vera, si sono salvati, ed hanno ricevuto Vita. Ti benedico".

 


27 novembre 2009
"Portate sempre con voi questa medaglia"

"Oggi celebrate e ricordate la medaglia miracolosa, che vi è stata data come dono dalla mia e vostra Madre, per l'immenso amore che ha per voi. Questa medaglia è segno della sua presenza, di Lei porta significato. Vi è data per protezione, per difesa, perché ne abbiate accanto, e in voi, la sua presenza. Nell'Immagine della medaglia è scolpita L'Immacolata Concezione, Colei che concepisce, nelle sue acque verginali e miracolose, Cristo, e rigenera e dà vita alla Grazia, ai cristiani. Questa medaglia è una goccia, una goccia delle sue acque miracolose. Chi la porta, porta in sé questa goccia di Lei, di queste acque, che continuamente scorrono e danno Grazia di vita; e tutto ciò che il cristiano opera, vive, offre, prega, è immerso in quest'acqua, che viene così da Lei lavato, filtrato, reso puro, da poter essere accolto da Dio, e venire benedetto.

Il Padre vede in voi le acque di Maria, e non può che accogliere la vostra preghiera, se è buona; e nel tempo, quando si è compiuta la sua maturazione, ve ne dà la guarigione. Portate sempre con voi questa medaglia(*). Essa vi difende dagli attacchi del nemico, che vi riconosce il segno dell'Immacolata, e lo teme: è il segno della sua appartenenza. E la Madonna vi sarà sempre accanto. Portala anche tu, figlia mia! Nei momenti di buio, di dolore, di prova, di malattia, essa vi sarà di sostegno e di aiuto. Nel momento della vostra agonia, Maria sarà presente al vostro capezzale e vi aiuterà nel trapasso. La Madre Santissima questa sua goccia la dilata, la diffonde su tutto il vostro essere, per lavarvi, rigenerarvi, rendervi nuovi e puri, per far sì che siate pronti per il Giudizio dinanzi a suo Figlio, e per l'entrata nel Regno celeste. Ti benedico".

(*) Madre Teresa di Calcutta donava, ad ognuno che incontrava, la medaglia miracolosa, e ai sacerdoti ne donava una manciata piena, come è successo anche a me due volte.

 


28 novembre 2009
"Fatevi amici i Santi, gli Angeli…"

"…Dalla santità di una creatura dipende l'intensità, la volontà della loro azione, sia sulla terra come in Cielo, ove continua ad operare per il bene del prossimo, e dona grazie, salute, conversione, liberazione… Mentre per chi è andato perduto, ugualmente dall'azione malvagia che è stato, continua, dagli inferi, ad arrecare danno, portando divisione, odi, mali… perché in questo luogo è stato di dannazione e si perde ogni forma di affetto, di pietà per gli uomini, anche per quelli della sua casa; ne rimane in lui solo l'odio, dato che s'è assimilato all'odio. Per questo vi dico: fatevi amici i Santi, gli Angeli, e cercate la loro protezione per rivestirvi dei loro favori ed essere difesi dal nemico. Ti benedico".

 


29 novembre 2009
"Oggi inizia l'Avvento"

"Mia piccola Maria, sei come un bambina che guarda con meraviglia, con gli occhi sbalorditi, le luci e le cose dei mercatini. Ed Io, figlia mia, ne sorrido, ma sii più prudente. Io ci sono, sono la tua Provvidenza, ma per fare spese che servono per le necessità.

Oggi inizia l'Avvento. Il periodo di attesa e preparazione al Signore che viene e nasce al mondo. Vi è richiesta la vigilanza e un cuore che brama il suo incontro. Le figure di creature che hanno atteso il Signore e preparato la sua venuta sono, per eccellenza, Maria e Giuseppe. Il Cielo stesso, con tutte le sue creature, è trepidante della sua Nascita, e così i giusti, coloro che erano nel luogo dell'attesa per risorgere, e così i santi che sulla terra conoscevano le sacre Scritture, e con preghiera e sacrifici offrivano, per la venuta del Messia, tanto atteso, dai tempi più antichi. In Maria, il cui tempo si fa prossimo al parto, si fa più intensa nella preghiera, si ristringe in un colloquio più intenso e confidenziale con Me, la sua Creatura e Signore. Il peso del Grembo suo, che si fa più grave, fa sì che unisca alla preghiera il sacrificio delle incombenze della sua Maternità nel sacrificio del lavoro e del faticoso viaggio verso il completo abbandono in Dio.

Giuseppe si unisce, con più trepidazione e fusione, alla preghiera della sua Sposa, ed è ancor più sollecito verso di Lei. Egli prega molto, anche nel suo intimo, poiché si sente così inadeguato, incapace, così fuori misura per essere colui che sarà il padre, il custode del Figlio di Dio. La sua preoccupazione si fa gioia e pena, e quindi all'orazione essi uniscono la sofferenza. Donano tutto ciò che possono avere in casa, che può essere di bisogno ai fratelli, per unire alla preghiera e al sacrificio, la carità nell'accogliere le richieste di chi viene a bussare al loro uscio, ed è sempre accolto. Tutta questa azione di preparazione si fonde per formare un'unica offerta totale d'amore, che accompagna e prepara la mia Nascita.

Pure a voi è richiesta la preparazione e la vigilanza nella preghiera, in un ponderato sacrificio e nelle opere di carità perché formi il vostro cuore, lo arricchisca, pronto ad accogliere l'incontro con il Signore, che viene, sia nel tempo della Nascita di ogni anno nel Natale, ma pure quando Lo ricevete in ogni Eucaristia, o quando l'anima vostra è giunta al traguardo di questo mondo per pervenire nel Regno, nell'incontro con Cristo nel Giudizio. Quest'incontro con Dio, che viene a voi, vi trovi pronti nell'amore, che si forma nei mezzi che Egli vi offre per essere degne culle che Lo ricevono in sé. TI benedico".